La complicata delicatezza delle cose.

 

La verità è che al mondo e alla gente non importa quanto tu abbia sofferto e quante cicatrici ti porti dentro.
Siamo costretti a mettere da parte tutto. Le lacrime infinite, le notte insonni, le volte in cui sentiamo le farfalle dentro lo stomaco e poi scopriamo che sono alligatori, le volte in cui stringiamo le nostre costole per sentire un po’ di calore. Dobbiamo dimenticare tutto se vogliamo continuare ed andare avanti, se vogliamo perdonare.
Perché nessuno sa quello che proviamo veramente, nessuno immagina tutto il dolore.
I rapporti umani sono qualcosa di estremamente complicato. Un momento prima tutto sembra perfetto ed il momento dopo tutto cade a pezzi…avete presente quando sono crollate le Torri Gemelle? Il momento prima era tutto perfetto, due secondi dopo stavano crollando due degli edifici più grandi del mondo. Sì, perché non importa quanto sembri grande, importante o perfetto un rapporto. Non importa da quanto tempo o con quanta intensità si conosce una persona. Nel momento del crollo e della rottura, non importa più nulla.
A chi è interessato di quanto enormi, forti e resistenti fossero le Torri Gemelle? Sono crollate. E con loro son crollate le storie e le vite di molte persone. Così con la fine di un rapporto, crollano le emozioni, i momenti belli.. crollano gli anni, i pianti, gli abbracci, gli sguardi.
Vorrei poter dire che si può rimediare a tutto, ma un bicchiere “riparato” non sarà mai un bel bicchiere nuovo. Il vetro, i rapporti..sono cose delicate. Se si rompono, non si rimettono in piedi facilmente..anzi forse non esiste cosa più difficile di aggiustare qualcosa che si è rotto. Perché non importa quanto quelle persone ti abbiano deluso e fatto irrimediabilmente del male..prima o poi dovrai perdonarle se vuoi che le cose tornino come erano prima.
Perdonare non è una cosa che possono fare tutti..solo i più forti ci riescono. Ed io l’ho sempre detto di non essere brava a perdonare.. Non fa per me.
Ogni volta che ti troverai davanti quella persona, guardandola negli occhi, avvertirai la sua delusione e la sua rabbia. E quella sensazione sarà come un fantasma..non si vedrà ma ci sarà sempre.

“E’ vietato calpestare i sogni.” (o meglio..lo sarebbe.)

I giovani spesso vengono criticati per le loro scelte, per i loro sbagli, per il loro comportamento, per il modo in cui crescono così in fretta, per il modo in cui si vestono e parlano..
Ma vivere nel 2012, non vuol dire crescere nel 2012.
Mi son sempre considerata una “fuori tempo”. Sarei voluta crescere quando si lavavano le lenzuola con la cenere e poi si stendevano al sole bianche come la neve. Mi ricordano quelle che ha nonna, che d’estate sono sempre le più fresche.
Non è bello essere adolescente ora. Perché sei costretto subito a vedere come è la realtà..
Siamo tutti pieni di speranza, ma lo sappiamo tutti che il mondo è pieno di ingiustizia..
Così fumiamo, leggiamo, ascoltiamo la musica, ci vestiamo in un certo modo, beviamo, andiamo a ballare, andiamo ai concerti e al cinema, al bowling, nei pub..in fondo è un modo per trovarsi un pezzo di mondo e per scappare da questa eterna corsa di persone sole.

Qualche giorno fa nel mio paese è morta una ragazza di overdose.
Fino a poco tempo fa avrei detto: “Ognuno fa le sue scelte e ne paga le conseguenze.”
Ma dopo un periodo di dolore che ancora non passa (e ho paura che mi verrà a trovare spesso), ho capito che delle volte da soli non possiamo farcela. Capite?
Non è facile avere quindici anni e sapere che le cose girano in fretta e che tu sei troppo debole per affrontarle. Così magari una sera esci e qualcuno ti offre un modo per fuggire da quella realtà e tu, in preda alla disperazione ed al dolore, accetti.
E ti sembra che tutto vada già meglio..quando in realtà sta prendendo la direzione opposta.
Non voglio dire che tutte le persone che fanno delle scelte sbagliate, devono essere giustificate o perdonate sempre…però, ecco, magari un po’ più di umanità ci vorrebbe.Perché su sette miliardi di persone, non tutte possono essere forti ed affrontare la vita così come viene.Non tutti riescono ad affrontare le sconfitte, a rialzarsi e farcela da soli. Non tutti sono fenici. Qualcuno nella cenere ci rimane per molto tempo e spesso finisce per morirci.
Il mondo corre, va in fretta, e tu sei lì fermo a cercare di costruire un sogno che molto probabilmente andrà in frantumi. E dici a te stesso che nella vita bisogna sempre sperare.. poi però un giorno nella speranza completa, arriva qualcuno che ti ferisce talmente tanto che ti fa cambiare idea su tutto.
Intanto ti giri intorni e osservi gli sguardi delle persone e ti chiedi dove sia la felicità, sempre se esiste!
E gli occhi delle persone sono stanchi, abbattuti, quasi senza vita…così cominci a chiederti se anche tu un giorno avrai la sconfitta negli occhi ed il dolore. Cominci anche a chiederti se ne valga davvero la pena.
Poche son le notizie belle che arrivano e qualche volta quelle brutte si succedono così in fretta che tu non sai nemmeno più dove mettere mano per poter sistemare qualcosa.
Insomma tutto è un po’ un gran casino e non è facile gestirlo. Perché ovunque ti giri, c’è del marcio.
Ho provato a leggere tanti libri sulle filosofie orientali,  anche semplicemente sulle filosofie di vita.
In effetti molte sono interessanti ed anche giuste, ma metterle in pratica non lo è altrettanto.
Io ammiro coloro che hanno delle filosofie o delle cose in cui credere, dei punti di riferimento. Perché sanno che, ovunque andranno, loro saranno così ed avranno un certo modo di affrontare le cose.
Può sembrare semplice, ma non lo è. Perché devi credere in qualcosa e soprattutto sperarci.
Ma sperarci significa anche prendersi la responsabilità di un futuro che può diventare tutto bianco, come tutto nero.
Forse è vero che bisogna crederci, ma per il momento io non ce la faccio. Non ce la faccio perché osservo, perché so che per ogni persona che vince (anche in modo scorretto), ce ne sono dieci che perdono e non mi ritengo né abbastanza fortunata, né abbastanza sicura, né abbastanza meritevole, né nulla, per avere ciò che voglio.
E’ così che ci si sente. Svegliarsi la mattina e sapere come gira il mondo non è facile. Potranno dire tutto quello che vogliono, ma loro non sanno che significare crescere oggi e non possono minimamente immaginare quanto sia difficile.
Per cui smettiamola di puntare il dito contro e iniziamo invece a capire quanto sia importante “mettersi nei panni degli altri”.
Smettiamola di farci del male, di nasconderci! Chiediamo aiuto, diamo una mano..basta giudizi su giudizi, basta pregiudizi, basta etichette, basta razzismi, basta. Cresciamo, apriamo gli occhi.  Tendiamoci le mani per una volta!

Perché nessuno possa dimenticare di quanto sarebbe bello se, per ogni mare che ci aspetta, ci fosse un fiume, per noi. E qualcuno un padre, un amore, qualcuno capace di prenderci per mano e di trovare quel fiume immaginarlo, inventarlo e sulla sua corrente posarci, con la leggerezza di una sola parola, addio. Questo, davvero, sarebbe meraviglioso..

E’ che la vita o è troppa o è poca.
Nel senso che o è bianca o è nera. O si ferma o ti esplode dentro. E quando esplode o ti fa del bene o ti fa del male…
..quando ti fa del male però c’è da preoccuparsi.

Io non ci riesco. Non riesco a sopportarla tutta, capite quello che voglio dire?
Fino a poco tempo fa avevo delle certezze, avevo delle persone, delle idee, dei sogni. Insomma, credevo di avere i piedi per terra e di essere forte, invece volavo in aria ed ero una cosa delicatissima..sono una cosa delicatissima.

Sarà che ultimamente me ne stanno succedendo di tutti i colori e qualcosa mi ha ferito come mai prima in vita mia.. però non ce la faccio. Sento di non farcela. Mi sento così debole e fragile e impreparata a tutto. Come se da un momento all’altro fosse arrivato un immenso tsunami e si fosse portato via tutto, non resta più nulla.

Insomma.. adesso mi fermo a pensare e ho capito che le cose nella vita spesso non possono essere bianche o nere e basta. Sono le sfumature che contano, sono i particolari, i momenti che ti fregano. E tante volte non possiamo farci nulla, se non accettare le cose così come sono.

Si dice che nella vita prima di giungere alla felicità (o qualcosa di simile), devi toccare il fondo, devi stare male. Beh, io spero che serva a qualcosa tutto questo dolore, questa ansia che ti occupa lo stomaco dalla mattina alla sera, che ti divora tutto.. perché se non serve a nulla, allora non so che dovrei fare.
Vorrei essere forte, lo giuro. Ce la sto mettendo tutta, ma non sono una persona che da un giorno all’altro riesce a cambiare, non riesco a stare da sola, ho bisogno di persone che mi stiano vicino. Credevo di essere abbastanza “indipendente” e forte e preparata e tutto..ma non è così, purtroppo.
Chiamatemi come vi pare: vigliacca, perdente, sfigata, stupida, scema.. ed in effetti sono un disastro vivente.. però io non ce la faccio….e niente va come deve andare. Vorrei che qualcuno mi spiegasse perché la vita fa così e come si fa a sopportarlo. Perché sta diventando impossibile..
Per cui se qualcuno di voi sta leggendo e vorrebbe dirmi qualcosa, la prego di farlo..perché ne ho bisogno, perché scrivo qui anche per questo.

Ve ne prego. Ciao.

“Io ti voglio bene.”- L’importanza del rispetto e dell’amore.

Non c’è più rispetto per niente. La gente mette al mondo delle persone e si comporta come se non avesse nessun diritto su di loro. Come se pensasse..: “Beh, io l’ho cacciato dalla mia pancia, adesso può fare quello che vuole..che sarà mai!”..

Mi meraviglio quando sento questo genere di cose. Perché avere un bambino, mettere al mondo una creatura, significa anche prendersene cura. E non solo darle da mangiare, da bere, comprarle dei vestiti ecc…ma anche preoccuparsi di dargli un’istruzione, un’educazione, dei valori, delle certezze. Fargli capire pian piano di come vadano le cose..affinché quella persona un giorno sarà in grado di scegliere da sé.

Ormai c’è gente che abortisce, che dà i bambini in adozione come se nulla fosse, che magari li fa nascere e poi non se ne prende cura. Ma come si fa?! Si sta giocando con delle vite umane. E magari tutto perché una sera hanno fatto sesso con qualcuno e si sono dimenticati di mettere un preservativo ( e scusate la franchezza).

Generalmente sono una persona che odia fare moralismi del genere, perché qualche volta le cose succedono e noi non possiamo farci nulla. Qualche volta …sì, ma a me sembra che ormai capitino un po’ troppo spesso per essere del tutto casuali. Ed è un giro morboso.
Ragazzine che perdono la verginità a 14 anni e magari fumano da quando ne hanno 12, che vanno in giro con dei vestitini “giro-fica” senza avere il minimo rispetto di sé e che farebbero qualsiasi cosa pur di arrivare dove vogliono.

Io non riesco a capire perché ci vogliamo tanto male. Perché non ci prendiamo cura un po’  più di noi stessi e delle persone che ci sono vicino, soprattutto dei nostri figli. A 40 anni credo che si debba essere abbastanza maturi da sapere che i litigi con tua moglie/marito abbiano delle ripercussioni sulla vita di tuo figlio. E pur di continuare ad odiarsi e a non voler scendere ad un compromesso.. si fa del male a chi non lo merita.

Avete pensato a cosa possa aver provato quel bambino che è stato prelevato con forza davanti a tutti i suoi compagni di scuola? Avete sentito le sue grida di dolore?! E i genitori dove cazzo erano??

Boh.. penso che tanta gente dovrebbe guardarsi allo specchio la mattina e sputarci su.
Non abbiamo capito cosa è la libertà.

Sono la prima persona a dire che i genitori devono lasciare liberi i figli di fare le proprie scelte, e lo penso ancora. Solo che alcuni hanno scambiato la libertà con il menefreghismo.
I miei mi hanno dato un’educazione tale da lasciarmi sempre libera di fare quello che voglio.. prima di questo però mi hanno trasmesso dei valori, delle cose in cui credere o per lo meno delle cose da rispettare. Alla base di tutto dovrebbe esistere il rispetto perché solo con esso possiamo essere davvero liberi.
So che alcune volte è difficile, perché la vita non ti lascia scelta. Ma nella “costrizione” abbiamo sempre la possibilità di scegliere se fare bene una cosa o farla male, soprattutto perché un figlio è una delle cose più belle che la vita possa darti (anche se talvolta non si è pronti) e bisogna avere rispetto per certe cose e prenderle con un minimo di serietà.

Immaginate come possa essere bello il mondo se tutti avessimo più rispetto per noi stessi, per la natura, per le persone che ci circondano. Forse il verbo “immaginare” è il più appropriato perché è un sogno irrealizzabile in questo mondo.

John Lennon ci aveva pure scritto una canzone. Chissà se vivessero adesso lui, Bob Dylan, Bob Marley e tanti altri..cosa avrebbero da dire! Forse niente, perché effettivamente non si può dire più un cazzo. Perché le parole non sono più tanto grandi quanto il male dell’uomo.

E pensare che hanno attribuito il premio Nobel all’Unione Europea!!  Come se l’UE avesse fatto qualcosa senza ulteriori scopi.. non stiamo parlando di politica e di economia? Da quando politica ed economia sono a favore della pace?! Che cosa ridicola. Eppure io ci vivo nell’UE e non penso che ci sia tutto ‘sto granché di pace qui.. però pazienza! Siamo a corto di grandi personalità purtroppo, quindi anche il premio Nobel tocca darlo al primo che passa…

Sai cosa diceva mia nonna…

Sai cosa diceva mia nonna? Che anche dopo anni e anni di matrimonio tutte le volte che vedeva suo marito tornare da lavoro dalla finestra della cucina le tremavano le gambe dall’emozione. Mi faceva sempre l’esempio delle mandorle, che a volte hanno due noccioli all’interno: diceva che lei e suo marito erano così, erano legati stretti come due noccioli di mandorla. Sai come sono fatti i noccioli di mandorla? Stanno uno incastrato nell’altro, uno concavo e uno convesso, devono adattarsi e combaciare. Ecco, finché non troverai una persona che ti faccia sentire così, una persona che sia il tuo nocciolo di mandorla, allora potrai star certa che non sarà la persona con cui passare il resto della tua vita.

Sai cosa diceva mia nonna? Che anche dopo anni e anni di matrimonio tutte le volte che vedeva suo marito tornare da lavoro dalla finestra della cucina le tremavano le gambe dall’emozione. Mi faceva sempre l’esempio delle mandorle, che a volte hanno due noccioli all’interno: diceva che lei e suo marito erano così, erano legati stretti come due noccioli di mandorla. Sai come sono fatti i noccioli di mandorla? Stanno uno incastrato nell’altro, uno concavo e uno convesso, devono adattarsi e combaciare. Ecco, finché non troverai una persona che ti faccia sentire così, una persona che sia il tuo nocciolo di mandorla, allora potrai star certa che non sarà la persona con cui passare il resto della tua vita.

Rewind. Indietro ad un pezzo di vita più bello.

Chi sa come andrebbero le cose se tu fossi qui. Se riuscissi a guardare per un momento il mondo con quei tuoi occhi azzurri.

E’ una strana sensazione questa. Perché so che sei lontano otto ore di treno da me, che probabilmente adesso ti starai divertendo e che di me non è che ti importi qualcosa. So anche che sarebbero un’amicizia o un amore impossibile, ma vorrei che tu fossi qui.

A discapito delle nostre differenze, delle nostre “discussioni”, del fatto che sono più grande di te, e lo so. A discapito del fatto che sarei sempre troppo bello per chiunque voglia stare con te.

E’ che mi ricordi cose belle. …quel mare , quei giorni in cui qualcosa continuava ad avere senso.. mentre altro già si stava sgretolando. Mi ricordi i bagni all’una, di notte, quando nuotavo e guardavo le stelle. Mi ricordi i nostri sguardi che duravano un’immensità e il modo in cui quella sera hai scostato gli occhi quando mi son accorta che mi stavi guardando.

Penso alla prima volta che ti ho visto, i tuoi capelli, le canzoni che ascoltavo quando eri sulla spiaggia. E ogni volta che passa sull’ipod quella playlist subito mi vieni in mente e mi ricordi tante cose che io non ho vissuto… tutto quel tempo passato a soffrire, sprecato.

Mi ricordi anche gli ultimi giorni, quando mi dovevo staccare da quel sogno e piangevo sul balcone ascoltando Hemingway e guardavo giù, con la speranza che venissi tu a salvarmi da quel vuoto immenso.

Invece tu non c’eri, non ci sei e non ci sarai, molto probabilmente. Perché dentro sono troppo vecchia per te, che sei così giovane e così leggero, e così dannatamente bello.

Non so se continuo a pensarti per quello che mi ricordi, ma non importa perché vorrei che tu fossi qui, sempre.

So che la mia occasione, anzi la nostra occasione, è passata e non c’è nulla da fare. Anche se tornassi, porterei delle cicatrici che non reggerebbero più nulla.

Ce l’ho a morte con l’amore, con la vita, con la sfortuna. Sì, perché saresti una delle poche persone per le quali mi metterei in gioco, dalla quale mi farei distruggere… ma non sei qui.

E fa male perché non capita spesso di provare certe sensazioni semplicemente guardando negli occhi qualcuno. Avrei voluto abbracciarti  e baciarti e fare l’amore con te. Per avere per sempre addosso le tue mani e il tuo profumo. Per non dimenticare mai niente di quella felicità così grande e così fugace.

Ma non ci sei e mi manca. Mi manca tutto.

Nobody said it was easy, nobody said it would be this hard.

Avete presente la boxe?? Non è che sia uno sport che io ami particolarmente, però spesso sento di stare come in un incontro di quel tipo con la vita. E c’è la vita che continua a darmi pugni, calci, a farmi male, anche se io mi sono arresa e sono distesa per terra con un filo di speranza che prima o poi venga qualcuno a salvarmi. Ma non arriva nessuno. E io resto lì, immobile, con tutto quel dolore dentro che nessuno può immaginare.

E’ così che fa la vita. C’è una canzone di Venditti che dice “..e quando pensi che sia finita, è proprio allora che comincia la salita” ed  è vero. Se state male, non credete che qualcuno vi aiuterà o che le cose andranno meglio e sarete sempre felici, perché non va così. E ve lo dice una che ci crede sempre. Ed è per questo che rimango delusa.

Stavo/sto leggendo un libro che qualcuno di voi conoscerà.. si chiama “Messaggio per un’aquila che si crede un pollo”.. E’ un libro molto particolare, uno di quei libri che ti fa aprire gli occhi. Perché se ci pensate bene.. chi ha detto che non meritiamo quello che abbiamo o che non abbiamo? Chi ha deciso che “io sono  meglio di”? Chi ha detto che ci è dovuto qualcosa? A noi? Proprio a noi su 7 miliardi di persone?!

Sapete che c’è.. c’è che la cultura occidentale ci ha fatto credere in una marea di cazzate. Ecco che c’è. Adesso capisco Nietzsche, Schopenhauer. Loro avevano capito tutto.

Crediamo che le persone ci saranno sempre, rimaniamo delusi perché poi non sono come ci aspettiamo. Bene. La verità è che noi ci innamoriamo delle idee e non delle persone. Chi ci aveva detto che quella persona era meravigliosa se non la nostra testa?! Ecco perché poi ci ritroviamo a soffrire.

So che è tutto confuso quando scrivo così, ma credetemi, non c’è nulla che io riesca a capire in questo momento. La mia vita è un disastro, come uno di quei puzzle immensi che non riesci nemmeno ad iniziare. E’ solo caos. E in questo momento c’è tanto dolore, tanta sofferenza, rassegnazione e una delusione immensa. Di chi ha il coraggio di dirti “ti voglio bene” e poi ti lascia in mezzo ad una strada quando ne hai bisogno. Ecco che fanno le persone.

Se avete avuto il coraggio di arrivare alla fine di questo intervento e siete attaccati immensamente a qualcuno, sappiate che prima o poi vi deluderà e vi spezzerà il cuore. Non attaccatevi troppo a qualcuno. Siate autosufficienti perché nella vita potrete sempre contare solo su voi stessi e sulla vostra forza. So che è difficile, quasi impossibile, ma pian pian, passo dopo passo, tutti ce la possiamo fare.

E so che molti di voi non mi crederanno, ma è una vita che mi capita, credetemi. Nessuno lo sa meglio di me. Vi auguro di trovare qualcuno che si prenda cura del vostro cuore, ma prima di questo imparate a prendervene cura da soli. Perché come diceva la mia prof. di inglese “in amore ci vuole almeno il 20% di razionalità”. Ed è così. Preservate un po’ la vostra anima da questi strappi. Perché molti non si rimarginano in fretta ed alcuni per niente.  Il cuore è bello, ma seguire solo quello tante volte ci porta a sbattere contro qualcosa che è più grande di noi.

Avevano ragione gli stoici, gli epicurei con quelle storie sull’atarassia, sull’autosufficienza ecc… L’ho sempre detto che gli antichi greci ci avevano capito tutto!

Insomma non so nemmeno più che dire perché sono arrivata al punto del vuoto e del caos più totale..

ciao a tutti