…il mare chiama… non smette mai, ti entra dentro, ce l’hai addosso, è te che vuole.

Sapevo che sarebbe arrivato… il  momento in cui mi sarebbe mancato il mare. Con la sua forza, la sua stupenda malinconia.

L’uomo che amerò dovrà essere come lui. Dovrà accogliermi fra le sue braccia quando ne avrò più bisogno e regalarmi tutto il calore che c’è al mondo. Dovrà entrarmi dentro come il sole ti entra nella pelle ad Agosto e dovrà lasciarmi libera abbastanza da poter tornare da lui. Dovrà essere delicato, paziente come le onde, un colpo al cuore ogni volta. Forte. Vero. Impetuoso. Grande. Infinito. Come il mare.
Quando guarderò negli occhi quell’uomo, dovrò vederci il mare dentro……se capite quello che voglio dire.

Insomma.. ad un certo punto dell’anno comincia a mancarmi il mare. Come se per tre mesi l’anno mi facesse respirare e poi mi mancasse per i nove successivi. Come se il suo vento fosse il mio soffio vitale, che mi rigenera e mi rende felice. Come se fosse necessario.
C’è una frase che dice “Di fronte al mare, la felicità è un’idea semplice.”
In effetti è così. Non puoi scappare dal mare, se ti chiama. E’ una calamita.

Ed è bellissimo. Non si può spiegare a parole! Lo senti addosso. Ti si attacca sulla pelle e non se ne va più. Ed è l’unico odore che vorrei per tutta la vita addosso.

Vorrei essere lì adesso. Guardare il sole che si riflette sull’acqua con le sue sfumature infinite. Fare il bagno al tramonto, il momento più bello. Chiudere gli occhi e assaporare ogni istante, ogni alito di brezza. Vorrei rinascere e poi tornare qui.

Mare, mi manchi. Tanto, forse troppo considerando che siamo solo a Novembre..

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Ritrovare me stessa.

Dove cominciare per ritrovare qualcosa che hai perduto senza che te ne accorgessi?
Se guardo le foto di qualche mese fa, riconosco una parte di me…se mi guardo adesso allo specchio, non lo so più.
Non so dove sia finita la vecchia me, quella responsabile, quella con dei valori. E’ che in certi momenti, stai così male che vorresti mandare tutto a quel paese e divertirti fino allo stremo. Non pensare, semplicemente vivere.
Ma la teoria del “chiodo scaccia chiodo” non funziona, perché potrai scacciare tutti i chiodi che vuoi ma la base rimarrà la stessa.

Non so dove ricominciare in questo caos. Dove riprendermi un pezzo di realtà mio in mezzo a cocci e frammenti… ricostruire un puzzle che abbia un minimo di senso.
Forse questo è il periodo dello stacco. Il periodo in cui mi sto avvicinando più alla realtà vera che a quella della mia fantasia. Solo che la realtà vera non è così bella…anzi ti fa male, tanto male.
Sarà anche che stando più con persone della mia età mi sto accorgendo di quanto sia diversa da loro, allora voglio fare qualcosa che mi faccia sentire per una volta di appartenere alla mia generazione. Sarà che mi sento sola e che sto sbagliando tutto. Sarà che proprio sono stanca e non ce la faccio più.. sta di fatto che io voglio tornare a essere qualcosa, qualsiasi cosa. Ma una cosa vera..basta che sia vera.

Beh io non ho altro da dire..perché ci sarebbero mille cose che vorrei urlare in questo momento e chiedere a qualcuno lassù perché proprio a me. Però tanto non posso farci niente. Devo accettare e abituarmi (che è una delle cose che odio fare di più). Anche se continuassi a parlare, le mie parole non avrebbero senso. Non avrebbero un filo conduttore. Sono puro caos e puro nulla. E soprattutto sono stanca morta. Di tutto.

Senza via di scampo.

Va bene che è domenica pomeriggio. Va bene che piove. Va bene che domani dovrà ricominciare tutto. Va bene che nel mondo ci sono circa sette miliardi di persone  e son quasi tutte diverse…ma io che ci sto a fare qui?
Tutti sanno quello che sono, quello che vogliono. Tutti sono sicuri che quando cadono, poi si rialzano. Tutti sanno che ne vale la pena.
Tutti sanno che sotto un determinato vestito, ci vogliono determinate scarpe e tutti sanno discriminare il bello ed il brutto, il vero dal falso.
Io no. Io non ho punti fermi. Ho solo tanti puntini, parentesi aperte, virgole qualche volte, e una quantità tremenda di punti interrogativi.
Se qualcuno mi chiedesse “Se muori domani, che fa?”..io risponderei “Niente.”
In fondo perché restare così attaccati alla vita se non ne abbiamo motivo? Io non ho un motivo per alzarmi e combattere. Perché lo faccio da molto tempo e mi sono stancata. Uno pensa che prima o poi sarà felice o almeno avrà un motivo per fare qualcosa! Invece no! Perché non mi importa più di nulla, non c’è nessuno, non c’è niente.
Il mio mondo è orizzontale, capite? Non ha confini, non ha vertici di miglioramento. Non è verticale, non tende verso uno scopo.
Non c’è tensione, non c’è movimento, perché non c’è uno scopo, un sogno, qualcosa da conquistare!
Riuscirò mai a capire quello che voglio veramente? Perché badate.. non è una scelta che si può fare razionalmente..perché io ci penso, ma non trovo niente che mi soddisfi, per il quale valga la pena alzarsi la mattina e sfoggiare gli artigli!
Piatto. Piatto come un lenzuolo di seta accarezzato e travolto dalla brezza di un mare che distrugge nella sua tranquillità, nella sua purezza. Sono in un vortice di seta, di lino, di qualcosa di impalpabile, quasi inesistente, ma così forte e così potente da travolgermi interamente. Senza via di scampo.

Music power.

Stavo cercando di scrivere per l’ennesima volta qualcosa sulla mia disastrosa esistenza. Poi ho cambiato idea. Perché sostanzialmente di quanto io possa essere incasinata non frega a nessuno, e sinceramente sono stanca pure io di dirlo.

Ergo ho deciso di parlarvi di una “cosa” che comunemente chiamiamo musica.
Vi capita qualche volta di ascoltare una canzone e il mondo diventa improvvisamente colorato?
Vi siete mai chiesti quanto potere possa avere la musica nella nostra vita??

La musica c’è sempre. C’è quando siamo felici, quando siamo tristi, nervosi, malinconici, esaltati, eccitati, quando abbiamo bisogno di fermarci un attimo e respirare. Penso che Lei è e sarà (spero per sempre) la mia migliore amica. L’amica perfetta. Ti ascolta, si fa ascoltare, ti parla, ti consola, ti salva. Sì… perché può persino salvare.
Se c’è una cosa per la quale vorrei vivere per sempre è il momento in cui ascolti per la prima volta una canzone e te ne innamori perdutamente. Oppure quando ascolti casualmente qualcosa che ti ricorda bei momenti o quando trovi la canzone che cerchi da una vita. Insomma..è una sensazione bellissima. Non so se vi è mai capitato!
E’ come quando cerchi qualcosa da tutta la vita e poi ti spunta davanti del tutto casualmente, come se nulla fosse, davanti. Bellissimo.

La musica ha questo potere straordinario di trasportarti in mondi sconosciuti, di isolarti dal resto del mondo, di farti pensare a delle belle cose, di farti svegliare bene la mattina. E’ come se ogni singola nota avesse un collegamento con le fibre della nostra anima. Così quando entrano in contatto inizia una sinfonia bellissima che ti fa scoprire nuovi mondi.
Ti sembra di far parte di qualcosa e non ti senti solo perché sai che colui che ha scritto quelle parole, lo ha fatto anche per te. E dal suo dolore è venuta fuori questa “cosa” meravigliosa.
Immaginate un paesaggio buio e una persona che ascolta una canzone. Immaginatela fatta di note colorate. E’ così che mi sento quando ascolto musica . Non mi sento più così inadatta, così sola, così fragile, così imperfetta e rompi scatole. Mi sento leggera e mi viene voglia di ballare. Mi viene voglia di volare. Mi viene voglia di fare tutte le cose che ho paura di fare, tutte le cose che vorrei fare da sempre.

Ed è meraviglioso!

Sì, direi che per la musica vale la pena vivere.