Indipendence.

“Era seduta su una panchina in un parco con il cielo grigio. I suoi occhi erano blu, più profondi del mare. 
Era una vita che era seduta su quella panchina rossa con le scarpe consumate dal cammino che aveva fatto ed i capelli crespi, rovinati dalla stessa pioggia che bagnava colui o colei che stava aspettando. 
Ogni tanto, quando sentiva dei passi, un qualcosa che sfiorava quel nulla, sperava che il passante si fermasse, si sedesse vicino a lei e ci restasse…così un giorno si sarebbero potuti alzare insieme. 
Così lo fissava e con lo sguardo imprecava, gridava ciò che la voce e le sue mani non potevano più dire. 
Aveva tanto vuoto dentro e sperava che quel passante lo colmasse. Ma nessuno badava alla sua presenza, e se anche lo faceva, dopo cinque minuti lo vedevi correre per la città come se nulla fosse. Quando guardi negli occhi il vuoto, devi avere molto coraggio. 
I giorni passavano e i suoi occhi diventavano sempre più blu; il cielo invece sempre più grigio. 
Quando arrivò la primavera e il cielo divenne azzurro, i suoi occhi erano ormai tristi e neri. Sempre più profondi. Intanto aspettava. Più passava il tempo, più la sua vita si distaccava dalla panchina, dalla speranza, dalla felicità, dalla vita. 
Chi sarebbe stato il coraggioso essere che si sarebbe seduto e , aspettando con lei, l’avrebbe aiutata ad alzarsi?!”

Questo è un racconto che ho ritrovato in una piccola moleskine nera. Lo scrissi forse due/tre anni fa e, a distanza di tempo, quella ragazza seduta sulla panchina rossa ne ha fatta di strada da sola. Il passante non c’è stato e forse mai ci sarà, almeno per il momento, ma ha anche capito che passo dopo passo, respiro dopo respiro, atto dopo atto…ce la può/deve fare. 

Per essere felici bisogna prima imparare a vivere con sé stessi. Non credete a chi dice che si ha bisogno per forza di un uomo o di una donna. Certo, in alcuni casi, la presenza di qualcuno sarebbe più che gradita, ma la vita non aspetta e non ha pietà. 
Non ha pietà. 
Per cui bisogna alzarsi, cercare di colmare i vuoti e andare avanti. 

Sarà un periodo un po’ così.. ma davvero ce l’ho a morte con l’amore e con la vita. Troppo ingiusta, troppo iniqua, troppo falsa ed ipocrita. Di quelle che ti promettono l’universo e non sono in grado di regalarti nemmeno una stella. 
L’amore poi.. bah! Nella mia vita ci sono stati molti ragazzi…io ho voluto bene soltanto a due di loro. Uno tanti anni fa, quando ero ancora troppo piccola e ingenua per capire il mondo, l’altro pochi mesi fa quando mi ha distrutto e fatto rinascere con un bacio. 
Volevo e voglio solo A. Ma non posso averlo. Capite? Quanto sia dura e senza pietà la vita? Desideravo solo una cosa e non sono riuscita ad ottenere nemmeno quella. Per cui adesso devo trovare un modo per colmare quel vuoto, che non sia dormire né sognarlo. Perché questa mattina mi sono alzata con un pensiero che mi infastidiva: “A chi apparterrà fra qualche anno? Chi lo toccherà. lo amerà. lo bacerà?”
Il pensiero che non sarò io mi infastidisce. Sì,cavolo! Perché non sono una di quelle che si innamora ogni giorno. Mi è capitato due volte su cento e nessuna delle due volte è andata. 
Pazienza. D’ora in poi ricomincerà la mia lotta contro tutto questo. Basta innamorarsi, basta credere in cose che poi ti trafiggono e riducono a brandelli l’anima. 
Mi basterò e sarò felice. La vita è davvero cattiva.

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Vivere la vita da leoni.

Ho momentaneamente, urgentemente e assolutamente bisogno di uno sfogo.
Dio santo quanto mi fa incazzare la gente! Perché se una persona ti è amica, ha bisogno di raccontarti delle cazzate per giustificarsi? Perché?
Che costa dire “stasera non esco perché non mi va” e dire invece “non posso perché domani mi devo svegliare presto o perché ho un (inesistente) impegno!”.. Vaffanculo a voi e le vostre cazzate!

A me non piacciono le persone che non sono capaci di affrontare le cose. Se dovessi scegliere tra il morire da leone dopo una sanguinosa e cruenta lotta in mezzo al fango e il morire da verme in una bella foglia bagnata dalla rugiada.. beh preferirei la prima! Sempre.
So di essere un disastro, me ne rendo conto..so di avere un carattere di merda (anche se in realtà basterebbe poco per rendermi felice), so di essere complicata.. ma io sono vera! Io sono vera perché me lo chiedo quello che voglio nella vita! Non faccio scelte dettate solo da mere comodità, non mi rifugio in una storia con una persona che non amo per sentirmi “protetta”, non scelgo l’università perché i miei genitori sono avvocati/medici/ingegneri/architetti e tutto.
Io mi guardo allo specchio e sbatto ogni giorno contro una verità diversa, che fa male, è vero… ma dopo un anno in cui sono cresciuta così tanto, vi assicuro che la verità è l’unica strada per crescere.
E guardarla, scovarla, accettarla significa avere le palle. Significa non raccontarsi cazzate per andare avanti. Significa essere uomini e innalzarsi. Perché la viltà non fa parte dell’uomo vero. Non che io abbia il coraggio di fare/dire tutto, però ci provo almeno. E quando sono vigliacca lo riconosco sempre, senza inutili giustificazioni..perché ogni tanto esserlo è umano.

Credetemi: le uniche persone che vi vorranno bene nella vita, vi diranno sempre la verità.
Potrete arrabbiarvi con loro, non parlargli per tanti anni e non farvi più vedere. Scappare. Ma alla fine vi renderete conto che quella persona che vi ha ferito, trafitto, era l’unica a volervi davvero bene.
Penso che dire la verità alle persone, significhi avere rispetto per loro. E se qualcuno vi fa una domanda, rispondere sarebbe gradito..perché, da parte di una che le fa spesso e non sente quasi mai una risposta, vi posso assicurare che fa schifo. Preferirei piuttosto una risposta secca al silenzio.
L’indifferenza tenetevela per i vostri nemici, conservate il dialogo e la verità con i vostri amici. Perché non c’è cosa più bella del sapere di avere qualcuno vicino che non vi tratta da stupidi, ma che vi dice sempre e solo la verità.

Lo dico per esperienza, perché ogni volta che una persona a cui voglio bene mi dice una bugia, mi spezza l’anima.
Per questo spesso, a costo di passare per stronza, non dico menzogne alle persone…è da quando sono piccola che mi imbottiscono di bugie e io le ho sempre odiate. Forse solo i bambini possono capire… Sì, perché mi sento come un bambino a cui era stata promessa una giornata al mare e alla fine vede suo padre che se ne va a lavoro e sua madre che prepara il pranzo come se glielo avessero promesso per il silenzio di cinque minuti.
Le uniche persone che mi hanno detto la verità, le ho sempre odiate. Adesso gli stringerei la mano.
Quando andai a parlare con Andrea e lui mi trattò in quel modo così brusco e freddo…beh in effetti lui lo fece per me. Perché è stato abbastanza intelligente da capire che l’unico modo per allontanarmi da lui era fare così. Spezzarmi in cuore e dirmi la verità.
Che poi quel giorno tra cristalli di ghiaccio, c’erano fiamme di fuochi enormi che non facevano altro che dirci “abbracciatevi”…è un altro discorso, però almeno lui ha fatto la sua scelta ed ha avuto le palle di dirmelo in faccia. A. è un leone e io l’ho sempre saputo, ecco perché mi piace(va) così…
Invece G. è ripartito senza nemmeno dirmi ciao…e quando (per l’ennesima volta) mi sono presentata lì per parlare di quello che era successo..lui non è stato in grado di dirmi nulla. E meno male che erano 7 mesi che gli piacevo!
Non so perché  io finisca sempre a parlare delle mie “storielle” però vi assicuro che alcune volte l’amore sembra il sentimento più adatto di tutti per spiegare determinate cose. Forse proprio perché le contiene tutte.

Comunque io vi auguro tanto di trovare il vostro pezzo di verità nel mondo, qualcosa o qualcuno che non vi ferisca con le sue bugie. Ve lo auguro con tutto il cuore perché scoprirle poi fa un male tremendo..
Il proverbio ha sempre ragione: “Tutti i pesci vengono a galla” oppure “Tutti i nodi vengono al pettine.”

Diversità: uno stralcio di colore in un mondo buio.

Notizia della giornata: un ragazzo omosessuale di 14 anni si è suicidato perché non veniva accettato dai suoi coetanei.
Ora io non vorrei fare uno di quegli interventi che si leggono sempre sull’omofobia ecc… ma ogni volta che sento questo genere di notizie io ho paura dell’umanità (se tale si può chiamare).
La mia professoressa di letteratura diceva sempre che la radice di umanità è la stessa di umiltà. Ma in questo mondo così arrogante, privo di senso e ottuso, si può parlare ancora di umiltà?
Io, di natura, sono una persona con una mente molto aperta, forse in alcune cose non abbastanza e in altre troppo. Ma a me piace la diversità, non mi piace puntare il dito contro e giudicare le scelte delle persone. Forse per me è facile perché non ho avuto condizionamenti da parte della mia famiglia, che mi ha sempre lasciata libera di scegliere. Forse per altri non è così facili, chiusi nelle loro mentalità ereditate da chissà quale antenato.. ma non credete che sia ora di ribellarvi? Non credete sia ora di cambiare, farvi delle idee vostre e crescere?
Non dico che necessariamente l’omosessualità deve essere accettata da tutti, perché è giusto che ognuno abbia le sue idee.. ma perché condizionare la vita degli altri? Siete dei perdenti se prendete in giro qualcuno per i suoi gusti. Il mondo è bello perché è vario. Evviva gli omosessuali, evviva i punk, evviva i tatuaggi, evviva i piercing, evviva la gonne della nonna e quella di Mary Quant, evviva i visi puliti o truccati, evviva la cravatta o le converse stracciate. Tutto è bello, se indossato nel modo giusto. Come si indossa qualcosa nel modo giusto? Con decenza, con umiltà, con naturalezza e non con arroganza, con prepotenza, con altezzosità. Non si guardano le persone dall’alto in basso. Questa è umiltà.
Vuoi essere cattolico? Sii cattolico, ma non giudicare gli altri che non la pensano come te. Lo stesso vale se sei punk o buddista o ateo, se indossi vestiti di 20000 euro o di 5 euro. Siamo tutti essere umani e abbiamo gli stessi diritti.
Lo stesso diritto di vivere la vita come più ci piace, senza nessuno che ci giudichi!

Immaginate come sarebbe bello il mondo se tutti fossimo più uomini, se tutti fossimo  in pace con noi stessi.
E’ un circolo vizioso. Se c’è una cosa che ho capito è che gli esseri umani non sono fatti per stare soli, hanno bisogno di qualcuno che gli stia vicino, che lo comprenda.
Il mondo è un gran bel posto di merda. Pieno di bellezza e poesia, ma sta diventando sempre più rara e difficile da carpire.. perché tutto cambia in fretta e tutti siamo troppo occupati a pensare alla nostra miserabile vita per capire quanto sia bello l’universo. Credete che tutti abbiano ragione? Vi sbagliate..alla fine dei conti nessuno ha ragione. Perché ognuno ha una verità. E’ la società che vi fa credere che qualcuno ha più ragione di voi… invece no! Dovrebbe essere la vostra coscienza a parlare.

Io non sono perfetta e, soprattutto in questo momento, sono estremamente debole e ce l’ho a morte con tante cose. Però quando succedono questi avvenimenti, mi rendo conto di essere fortunata. Perché sarò pure un disastro, ma sono vera e sono umana.
Non credete che quelli che la società vi propina come vincenti, lo siano davvero! Probabilmente sono quelli che vestono in giacca e cravatta, conoscono tutti i filosofi del mondo e poi deridono il barbone che incontrano durante il traffico al semaforo dentro la loro mercedes. Sono quelli che puntano il dito (credendo di essere sovrannaturali), ma poi piangono perché sono soli. Tutti faremo i conti con noi stessi e i nostri sbagli.
Io spero che in un mondo parallelo queste ingiustizie vengano punite come si deve..e voi che ogni giorno vi sentite giudicati perché siete “diversi”, sappiate che avete già vinto. Non c’è nulla che non vada in voi, perché voi “diversi” siete la bellezza in questo patetico mondo di borghesi e di vincenti-non-vincenti.
E’ per quelli come voi che mi alzo la mattina, perché scorgere la diversità, uno stralcio di colore nel nulla, è bello. Siate voi stessi, sempre.
E voi che puntate il dito contro, beh.. scendete dal vostro gradino di superiorità, perché siete meno di nulla. Anzi voi siete il nulla, perché è per colpa delle vostre idee ottuse che muoiono persone che non avranno più l’opportunità di capire queste cose, di farsi delle idee, di assaporare la bellezza della vita.

Forse dovremmo soffrire tutti un po’ di più.. perché solo il dolore scaccia via la superficialità e ci rende umani. Solo il dolore ci potrà salvare dal nulla! Strano a dirsi, visti che siamo tutti un po’ tristi…tristi sì, ma non abbastanza maturi da comprendere le mille sfumature delle cose. Da comprendere il dolore vero e proprio, l’uomo spoglio di ogni protezione, e debole come un bambino.

Come disse Bob Marley: “Emancipate yourselves from mental slavery, none but ourselves can free our minds.”

Ammissione di sentimenti.

Sono triste. Estremamente triste. Ed è ora che lo ammetta anche a me stessa, perché continuare a fingere non serve a nulla. Mi sento davvero davvero sola e ho una paura fottutissima che tutto andrà male. Sono molto, ma molto stanca e non ce la faccio più. Ce l’ho a morte con me stessa. Vorrei solo scappare e ricominciare.  Addio a tutto, a tutte le promesse..a tutte le parole.  Sono proprio fatta male.

Nuovi propositi!

Vorrei tanto cancellare tutte le cose tristi che ho scritto fino ad ora, per concentrarmi solo sulle cose belle. Ma, così come la felicità, anche la tristezza fa parte di questo mondo e bisogna provarle entrambe.
Non sono felice in questo momento, ma ho deciso di volermi bene…o almeno di provarci.
In questo momento della mia vita volermi bene significa:
-eliminare, dimenticare, scacciare le persone che non mi fanno sentire amata (tipo la mia “migliore amica”, tipo tutti i ragazzi che mi hanno lasciata senza dirmi niente fino ad oggi);
-concentrarmi di più sullo studio e sul mio futuro.
Questi sono i miei nuovi propositi. Non semplici, ma con un po’ di impegno (soprattutto per le prime) ce la potrò fare.

Questa strana cosa delle persone mi fa impappinare il cervello ogni volta! Perché ci affezioniamo a persone che non ci vogliono bene, pur essendone consapevoli? L’amicizia e l’amore ti dovrebbero far sentire bene, amata, protetta. Non dovrebbero lasciarti a bocca aperta ogni volta. Con la speranza che quella fame prima o poi si sazi, ma non si sazia mai. E’ proprio vero che “chi di speranza vive, disperato muore.”
Io non so che farò, dove andrò…ma per adesso son certa che, a parte qualche eccezione, sarò sola. Sarò sola per colpa mia, perché io ho un’idea diversa dei rapporti umani, perché se ho perso quasi tutte le mie amicizie, evidentemente il problema sono io (anche un po’ di sfortuna).
Però mi sembra che fino al liceo, a J. andavo bene così come ero. Quest’anno sono cambiata e ho fatto scelte che lei non condivide, ma non per questo si smette di voler bene a qualcuno. La cosa strana è che per lei adesso è tutto normale! Non ci sentiamo anche se siamo a 5 minuti di distanza…e che ci fa! Non mi chiede mai come sto… e che ci fa! Non ci siamo viste per un anno intero se non quando tornavo per lei o quando la andavo a trovare all’uni..e che ci fa! Che ci fa se questo è l’unico mese in cui possiamo vederci e lei non si degna nemmeno di  cercarmi…ma di rispondermi male sì! Io non potrei dire niente..perché adesso lei e il suo grande amore si sono lasciati. E mentre piangeva sul treno (senza che io sapessi niente, perché il giorno prima non mi ha risposto nemmeno ad un messaggio) pensava che, almeno, io sarei stata felice. Capite?! Lei pensava che io sarei stata felice per la sua tristezza. E’ vero che non mi è mai piaciuto Luca, ma forse avevo ragione sul suo contro visto che per quasi 6 anni l’ha fatta solo stare male, con intermezzi di felicità alquanto labili.
Le ho mandato un messaggio dicendole che volevo passare del tempo con lei e non mi ha risposto nemmeno questa volta. L’altra sera volevo andare a farle una sorpresa a casa, ma sono stanca di riparare queste situazioni sempre da sola.

Vi chiederete perché vi parlo tanto di lei…il che  è che J. è speciale per me. E’ la mia bussola. Quando sto male o quando mi succede qualcosa di bello, penso sempre a lei. E’ come un porto. Dovunque vada è da lei che tornerei. Per cui ce la devo mettere veramente tutta questa volta a non cercarla più, a farmi desiderare io.
Perché volere bene non significa questo.  Quest’aridità che sento dentro non dovrebbe esistere. Questa rabbia..questa tristezza, nulla di tutto ciò dovrebbe esserci. Quindi siccome ho deciso di volermi bene, ce la devo fare.