La persona che vorrei.

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Avete presente il film “Venuto al mondo”, tratto dall’omonimo libro??
Non ho voglia di parlarvi del film in generale, ma di un personaggio che rappresenta, in parte, il tipo di persona con cui vorrei passare la mia vita. E’ Diego, il personaggio interpretato (meravigliosamente) da Emile Hirsch! In particolare, c’è questo ritratto in cui lui fotografa Penelope Cruz e la guarda in un modo assolutamente disarmante.
Io voglio un uomo che mi scatti una fotografia nello stesso modo, che mi faccia ballare e cantare e sentire viva ogni secondo. Voglio una persona che non si vergogni di quello che è, che urli in mezzo ad una folla e mi prenda per mano per correre senza meta. Qualcuno che mi sorprenda ogni secondo, che non sia scontato e banale, ma sia pronto ad assorbire ogni cosa che c’è nel mondo, senza schemi mentali o pregiudizi.
Voglio qualcuno che non si chieda come sono fatta o perché sono fatta così, ma che mi lasci libera di essere e mi accetti così come sono. Perché farsi delle domande su di me è inutile e deludente.
Voglio qualcuno che porti via questo dolore, questo sentirmi inadatta ogni secondo della mia vita, perché ancora sono qui a chiedermi quello che voglio, mentre altri hanno già raggiunto metà del loro obiettivo.
Voglio qualcuno che non mi faccia sentire il peso delle cose, ma che mi faccia volare e librare nel cielo come una piuma scossa da un uragano. Anzi voglio un uomo che sia come un uragano..che mi sradichi dalle mie radici pesanti e mi metta un paio di ali per volare e viaggiare e sentirmi finalmente felice. Che ogni volta che mi bacia, mi fa sentire sua e di nessun altro. E’ così che vorrei che fosse la persona che (forse) un giorno avrò di fianco. Un uragano, un maremoto di freschezza e novità, per guardare il mondo da una nuova prospettiva, non sempre sola, non sempre arrabbiata.

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Un ciao non sarà mai un addio!

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Ieri sera mentre vi vedevo urlare e gridare il suo nome, ho pensato che tutti dovrebbero essere ricordati in questo modo.
Di solito, quando vado ai funerali, mi viene una tristezza assurda. Uno passa una vita a ridere, a raccontare delle cose, a viaggiare, per poi essere “celebrato” dentro una bara, vestito di nero con altrettante persone piene di indumenti dello stesso colore.
Piuttosto che essere ricordata in questo modo, preferisco cadere nell’anonimato. Anche se potrebbe sembrare arrogante ed “elitario”, il giorno in cui morirò voglio che si faccia festa. Voglio che ci siano corone di fiori, musica bella, vestiti lunghi e colorati,..voglio che mi ricordino come una persona che viveva, piuttosto come una che è morta.
I tuoi amici lo hanno capito e ti hanno ricordato da vivo, tanto che mi è sembrato quasi di vederti lì, in mezzo a loro. Anche se non ci sei più, vivrai sempre nei loro cuori che gridavano il tuo nome con tutta la forza possibile. Molti non hanno capito, ma in questo caso “meglio pochi che tanti” perché meritavi di essere commemorato così. Spero che questo ti abbia alleggerito il peso di tutto ciò che hai passato.
Resterai sempre nel cuore di chi ti vuole bene e ti ama. Niente rancori o rimorsi. Tu sei ancora lì con loro.
Pace e amore, I.

Generazione in odio

Questa settimana nel mio paese un ragazzo di diciassette anni si è suicidato, buttandosi dal tetto di un vecchio centro commerciale. Come non mai, ho visto molta gente scossa da questo avvenimento e la maggior parte non riesce capire il motivo di un gesto così disperato, proprio durante il periodo in cui si ha tutta la vita davanti.
Non è la prima volta che mi esprimo su questo, ma sento il bisogno di ripeterlo. Avere 17 anni oggigiorno (come 18, 19, 20, 21, 22…) non è come averli anni fa. Le cose cambiano e in peggio. Ogni giorno siamo circondati da notizie di morte devastanti, da notizie vergognose sulla nostra situazione economica e su chi la gestisce. Il mondo è una merda e mi meraviglio di chi punta il dito contro, dicendo: “Siete una generazione di deboli.”
Ma voglio ricordare che in mezzo a questa merda ci avete messo voi. Con la vostra superficialità, la vostra banalità, la vostra ferocia e bruttezza. Ci avete buttato in un mondo in cui non abbiamo punti di riferimento, dove dobbiamo imparare a combattere contro tutto e tutti, contro ingiustizie, bugie, menzogne, superficialità. E ancora vi chiedete perché accadono certe cose. Ma che stavate facendo tutti anni fa quando il mondo stava andando a rotoli? L’Italia è una delle nazioni con la politica più corrotta che esista, dove i giovani non vedono un futuro davanti a loro. Scappare, fuggire, andarsene via sembra l’unica soluzione possibile. Ma niente porta via lo schifo che c’è. Le cattiverie, i soprusi, i razzismi, ..ovunque andremo ci troveremo di fronte a tutte queste cose e, per quanto uno possa essere forte, si stanca di combattere.
Se solo invece di mettervi le vostre camicie, guardaste in faccia vostro figlio- veramente- tante cose non accadrebbero più. Vi odiate e vi sposate..poi divorziate e mettete al mondo un figlio che a diciassette anni molla tutto perché ha un padre che se ne frega. Baricco diceva che siamo meravigliosi e facciamo tutti schifo. E’ la verità. Perché la storia è fatta di cause, eventi e conseguenze e noi le stiamo pagando tutte, giorno per giorno, una a una.

NON siamo una generazione di deboli. Siamo una generazione che si è rotta le palle di vedere questo schifo e di alzarsi e darsi speranza (in un mondo dove non serve) ogni santo giorno. Siamo stanchi di combattere e illuderci che le cose cambieranno prima o poi. Quanti ragazzi superficiali ci sono in giro, quanti figli di papà che senza un minimo sforzo diventano qualcuno, mentre chi sputa sangue sui libri finisce per pulire i cessi. E scusate la volgarità, ma il mondo ti fa diventare volgare perché le uniche parole che si possono usare per descriverlo sono queste.
Vorrei tornare a tanti anni fa per capire come si era felici e vorrei farvi mettere nei nostri panni per capire quanto si possa essere incazzati e infelici. Aumentano gli anfibi, il trucco nero, i capelli colorati, i piercing, i tatuaggi, i vestiti strappati. Aumenta la violenza, la disperazione e la rabbia. Stiamo gridando aiuto e voi non capite un cazzo.

Potrà anche sembrare uno sfogo da adolescente, ma vi assicuro che non è per niente facile, in nessun caso e voi non vi accorgete di niente.