Chi dice che sia più bello ottenere che desiderare??

E’ proprio vero che per innamorarti di qualcuno ci vuole un attimo e per dimenticarlo una vita!
Questo posto mi ricorda troppo te. Tutto mi ricorda troppo te. Mentre ero in macchina e ho letto l’insegna del paese in cui abiti, ho pensato: “Ecco, io adesso sono qui e tu non lo sai.”
Tutto mi sembra impregnato di segnali che mi conducono verso di te. Come se il mondo fosse centripeto (per una volta) e tu fossi il centro di tutto: delle scritte sui muri, delle parole delle canzoni, dei nomi delle persone, delle scarpe delle persone, dei loro vestiti, dei loro sorrisi, dei loro orecchini, del loro profumo, degli alberi e del vento. 

Ogni tanto mi immagino che tu sia qui..poi mi chiedo una cosa: se ti avessi, cosa ne sarebbe di tutto questo?? Di questo desiderio, di questi sogni a occhi aperti e di questa purezza e innocenza nel pensarti! 
Chi dice che sia più bello ottenere che desiderare??
Analizzando il suono delle due parole “ottenere” mi fa pensare a qualcosa di pesante e di avaro; “desiderare” invece mi ispira leggiadria, bellezza, purezza. 

Certo è che uno non può passare tutta la vita a desiderare, devi anche ottenere qualcosa ogni tanto, giusto per soddisfazione personale e per non stancarti di volere qualcosa che non arriverà mai.
Io un po’ ci credo che un giorno ci rivedremo.
A Capodanno sono stata dove eri tu, ho camminato per tutte le strade di quella città e- guarda caso- ho saltato l’unico luogo in cui c’eri veramente tu. Forse non è destino adesso, ma a me piace pensare che un giorno lo sarà.

Ci ho provato a eliminarti, cancellarti, dimenticarti.. ma ora mi lascio andare al tuo pensiero, tanto non mi costa niente. Tanto non c’è nessuno. Quindi meglio tenerti vivo per un po’ prima di lasciarti andare via. 

Se non ci innamorassimo, non ci accorgeremmo di niente. Tipo di quella scritta che ho letto chissà quante volte e mai avrei pensato che mi avrebbe portato da te. 

 

Annunci

Cominciai a sognare anch’io insieme a loro.. poi l’anima d’improvviso prese il volo!!

Non mi piace ricordare le persone il giorno in cui hanno abbandonato la vita, preferisco celebrarle in giorno in cui sono nate.
Per lei, caro De André, faccio un’eccezione, perché non solo merita di essere ricordato oggi, ma ogni giorno!
Ho ascoltato e ascolto tante delle sue canzoni e mi sorprendo di tutta la verità che contengono, delle storie che raccontano e dei miti che dissacrano o deridono.
Mi sembra strano darle del “Lei”, perché è come se fosse un mio amico, visto che la sua musica fa parte della mia vita e anima ormai.
Ma proprio per la profonda stima e il sincero rispetto che nutro nei suoi confronti, mi rivolgo a lei in terza persona.
Infatti il lei si dà solo a chi lo merita davvero, non a persone d’alto rango che di alto hanno solo un misero linguaggio o un tacco dodici intarsiato di diamanti.

Amo moltissime sue canzoni e sarebbe impossibile elencarle tutte.
Quindi ne pubblicherò una che mi piace particolarmente!

Mi spiace poterle dedicare solo poche righe, perché ne meriterebbe molte di più! Sicuramente ci saranno altre occasioni per continuare a parlare di lei!!!
Con la speranza che la sua musica e la sua poesia non vengano mai dimenticate…

 

E’ lì che pesa la vita.

E’ vero che sento il bisogno di scrivere. Infatti, qui, sul blog, scrivo spesso.
E’ sulla carta, sulla mia moleskine con su inciso “C’è un nuove sole ogni giorno” (sì, la stessa frase.. quella è la moleskine del mio periodo buio), nero su bianco…. che non riesco a farlo.
Stasera volevo prenderla e riprovare..poi però mi sono spaventata. Credo di non riuscire più a scrivere sulla carta perché è troppo vero. Perché se le vedi e le senti le lettere, quel piccolo universo in cui si incastra tutto il sentire del mondo.. se tocchi l’inchiostro con le tue mani, se il fianco del mignolo destro si fa nero.. è perché è proprio lì che pesa la vita.
Mi viene più facile scrivere qui. Forse perché tutto questo c’entra poco e niente con la vita di tutti i giorni. Sicuramente c’entra di meno di quella moleskine con i biglietti dell’aereo in mezzo, quelli dei concerti, delle foto e delle poesie, della foglia che ho raccolto quel giorno in Inghilterra.

Che poi…non so se ci avete fatto caso ma quando racconti qualcosa, scrivendola, sembra molto più bella. Scrivere ti dà il potere di dare significato anche a ciò che non sei riuscita a vivere fino in fondo, a quelle storie che dovevano essere stupende, invece poi si sono rivelate deludenti.

E’ iniziato il duemilaequattordici. L’unica cosa che mi viene da dire è..”Cazzo, ci siamo.”
Sì, perché questo è l’anno delle scelte importanti. Dovrebbe essere l’anno in cui deciderò di essere felice.. è l’anno del concerto a Milano da sola. E’ l’anno di nuove consapevolezze e di una nuova coscienza che non se ne va più.
Sono cresciuta tanto..non mi sono mai sentita così “donna” in vita mia. E’ molto difficile..soprattutto capire certe cose..
Non è che io sia sola…però ho paura che quando si accenderanno quelle luci e tutti si abbracceranno, grideranno, si guarderanno e piangeranno..io mi guarderò intorno e mi sentirò sola. Perché non avrò nessuno con cui condividere quella gioia immensa.. e forse sarà la volta buona che mi metterò davvero a piangere ad un concerto.
Vallo a spiegare a tua madre che quello di cui hai paura non è prendere un treno o girovagare sola in una città che non conosci…quello di cui hai paura è sentirti sola. Perché ci sono già passata e non voglio che accada mai più.
So anche che però è importante fare le cose da soli, perché significa crescere. Per cui ci andrò.
Ho sempre vent’anni.

Uno si immagina di prendere una valigia e di andare via. Però il mondo lì fuori è davvero brutto. Ne succedono di tutti i colori e avere qualcuno con cui stare sempre sarebbe davvero una bella storia da raccontare..
Solo che qualcuno ha la fortuna di poterlo fare e qualcuno, invece, deve cavarsela da solo.
Bah…ben venga. Ben venga tutto, sia il bene, ma soprattutto il male.
Perché tanto, prima o poi, vinceremo.