Che guaio Freud!

Quest’oggi vorrei parlare di un argomento che per me ha due facce: una positiva e una negativa.
Quest’anno mi sono ritrovata in casa con due ragazze che studiano psicologia ed esse stesse da molto tempo fanno delle sedute dallo psicoterapeuta.
Premettendo che purtroppo i costi di questo tipo di terapie sono eccessivi, ergo accessibili a pochissime persone, io penso che nel mondo contemporaneo la seduta dallo psicologo sia molto sopravvalutata.

Che la vita non sia una favola lo sappiamo tutti; molte persone non hanno avuto un’infanzia perfetta, hanno subito degli abusi, delle violenze, sono state segnate. Però oggi si tende a fare di tutta l’erba un fascio.
Un po’ di tempo fa andai a parlare con una sessuologa perché avevo problemi con un ragazzo. Lei mi chiese che rapporto avessi con mio padre.
Premettendo che io con mio padre non è che abbia tutto questo granché di rapporto, non credo però che ciò debba essere la fonte dei problemi che posso avere con il mio ragazzo.
Perché, anche solo pensare una cosa del genere, significa porre dei limiti alla mia mente e concentrarmi su un pensiero sbagliato.
Sbagliato perché, da che mondo è mondo, ognuno di noi ha avuto le sue esperienze negative. Pensare all’origine, ad esempio, della mia gelosia è utile quanto asfissiante perché, almeno che io non sia Freud, non ne verrò più a capo.
Piuttosto posso concentrarmi su come migliorare!!!
Perché dover far pensare alla gente che ognuno di noi ha un problema grave?? Perché non insegnarli invece la leggerezza.
Insegnarli che anche nell’imperfezione, possiamo farci un sorriso e andare avanti. Senza spendere cento euro di seduta dallo psicologo perché “ho paura che mio marito mi tradisca!”.
Lecito certo aver bisogno di parlare con qualcuno, ma oggi mi sembra un abuso. Un abuso perché in questo modo stiamo creando attorno a dei stupidi problemi la causa principale della nostra infelicità. Quando in realtà noi dentro abbiamo tutti gli strumenti per guarire, solo che scegliamo le strade più facili perché farceli risolvere da qualcuno è più semplice, quanto costoso.

Io direi…tranquilli!! Non ne abbiamo un così eccessivo bisogno.
Sicuramente il loro lavoro è fenomenale e, in alcuni casi, salvifico. Ma altre piccole cose le possiamo risolvere tranquillamente senza ricorsi e ricorsi sulle circostanze in cui abbiamo vissuto.
E’ vero che il passato segna ma, almeno che non sia troppo pesante, mettiamoci un benedetto punto e andiamo avanti!!!

Si dice che il minimo battito d’ali di una farfalla sia in grado di provocare un uragano dall’altra parte del mondo.

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L’altra sera ho visto un film che si chiama “The butterfly effect”.
Sinceramente come regia non è che mi sia piaciuto molto: troppi effetti speciali, storie eccessivamente drammatiche e attori mediocri..in compenso, la fine è davvero carina!

L’idea invece merita cinque stelle perché unisce la psicologia con la scienza attraverso la teoria dell’effetto farfalla che, in poche parole, dice che anche una piccola variazione negli eventi iniziali può scatenare un cambiamento drastico in quelli successivi.
Anche se la storia del film porta avanti questo argomento in modo alquanto inquietante comunque la teoria dell’effetto farfalla, applicata alla nostra vita quotidiana, è molto interessante!
Ogni volta che rinunciamo a fare qualcosa, impediamo che qualche altro evento o emozione si manifesti. Anche gesti come far sedere qualcuno al nostro posto, può scatenare una reazione di gioia dall’altra parte e magari migliorarne l’umore.
Così dovremmo fare per noi stessi, cercare ogni giorno qualcosa che ci renda felici e, anche se piccola, farla perché ….non si sa mai cosa può succedere!

Inoltre questa teoria è interessante perché ci dice che chiunque di noi può cambiare le cose, soprattutto quelli da cui non te lo aspetti.
Le farfalle sono animali molto delicati, nulla in paragone ad una tigre e un leone. Ma se pensate alla poesia di questo essere, con le ali colorate e grandi, che vivono per poco ma donano molta meraviglia e colorano i prati..beh se pensato a questo, allora non dobbiamo essere tutti dei leoni.
Possiamo essere delle piccole farfalle nascoste tra i fili di erba, ma in questo microcosmo siamo molto di più!
Di sicuro non tutti possiamo fare gesti eclatanti nella nostra vita, come donare mille miliardi di euro alle associazioni, ma possiamo comunque mettere un piccolo tassello in un puzzle che provocherà il sorriso di qualcun altro.
Anche che so..metterci un fermaglio un po’ stravagante! Molti lo potrebbero considerare brutto e fuori moda, ma qualcuno lo guarderà e si potrebbe innamorare di quel particolare, o semplicemente farsi un sorriso.

La teoria dell’effetto farfalla ci insegna quindi che, non solo, i piccoli gesti sono quelli che contano maggiormente, ma anche che ognuno di noi ha un posto speciale nell’universo..anche se ancora non lo conosce.
L’importante è prendersi cura di sé e delle proprie ali..perché è solo con quelle che andremo ovunque.
Tutti siamo unici e tutti dovremmo amare noi stessi più di ogni altra cosa.
Ammetto che io non mi amo per niente..infatti come proposito per il nuovo anno non sarebbe per niente male.
Imparare ad amarmi, cominciando dal fare ogni giorno un piccolo gesto che abbia però un gran significato!

Voce del verbo imparare.

Così tra una canzone di De Gregori e tante bozze salvate (118) ma mai pubblicate eccomi qui.
Mi scuso innanzitutto per l’assenza ma non sono più abituata a scrivere , inoltre sono occupata ed è meglio così; perché è quando non sono occupata che faccio casini!
Quest’anno è stato un anno un po’ bizzarro: ho perso le due frontiere del mio futuro, le mie due amiche S.S., con cui mi immaginavo il mio  addio al nubilato insieme a dei piccoli scriccioli che corrono. Invece ecco qui…tutto cambia.
Ho preso delle scelte molto particolari, questo è sicuro. Mi sono innamorata, ma non credo sia una colpa. Penso che, raggiunta una certa soglia, sia lecito imparare a farsi da parte per dare spazio alle vite altrui.
Comunque la sofferenza che mi ha portato questa rottura..beh è stata abbastanza forte, ma la vita va avanti e bisogna sempre imparare a prendere il meglio da tutto ciò che ci accade.
Mi sono sentita abbandonata e sola e, come sempre, inadatta. Questo mi porta anche adesso a vivere male i rapporti con gli altri e a farmi un esame di coscienza più o meno ogni 5 secondi, cosa assolutamente non salutare. Io non sono fuggita via da nessuno, sono loro che, con molto sgarbo (mi consento questo termine) se ne sono andate senza nemmeno chiedersi il vuoto che avrebbero lasciato. Dopo che io (tra l’altro) gli avevo chiesto in lacrime di “perdonarmi” (se di perdono si può parlare) e di non andare via perché non me lo sarei mai perdonata (senza virgolette).

Invece eccomi, qualche mese dopo e qualche cicatrice in più, a cercare di rimettere insieme i punti e a combattere una guerra contro i miei pregiudizi su me stessa non indifferente.

Nonostante tutto… beh ho passato momenti di una felicità che, solo a scriverne, le fossette del mio sorriso diventano un po’ più profonde. Momenti di immensa felicità sotto la neve, tuffandomi da uno scoglio, a stringere le mani al cinema, a farmi foto bizzarre…momenti che ormai fanno parte della pellicola della mia vita.
Ahimè però..ho constatato che stare con qualcuno non è affatto semplice.
Credetemi (se già non lo sapete) che l’amore non è quello che raccontano: l’amore è un oceano in più! E’ sopportare, soffrire, cambiare, confrontarsi, crescere.
Per esempio io ho constatato, inaspettatamente, che sono gelosa. Ma non poco…tanto, eccessivamente gelosa.
Se andate a vedere qualche articolo prima di questo forse avrò parlato dell’amore come il sentimento della libertà pura…e penso ancora che debba essere così..il problema è che ho anche scoperto che la nostra anima è attaccata inesorabilmente al nostro passato. Ergo le nostre paure più recondite che vengono fuori quando si sta con qualcuno perché è lì che siamo nudi di fronte a noi stessi, lì che non ci possiamo nascondere sotto sigarette, rimmel, sorrisi e rossetto, tacchi a spillo. Siamo a piedi nudi, con il cuore in mano di fronte ad una persona che lo potrebbe custodire come, squarciarlo.
Vi auguro tristezza, insonnia, pianti, qualche sofferenza..ma non vi auguro mai di essere gelosi così tanto perché tutto quanto dopo un po’ diventa una gabbia lacerante, una busta che soffoca le ali dell’amore. Morbosa, chiusa, claustrofobica.
Devo lavorare su me stessa per risolvere il mio problema e spero di farlo il prima possibile perché io certi baci mica me lo scordo. Anzi me li porto nel cuore. Nonostante l’abbandono, io ci continuo a credere e a sperare che qualcuno in questo nastro di pellicola sia già segnato.
Un po’ come quando finisce Scrubs e JD si vede passare la sua vita davanti..beh io in quel filmato qualche scena ce la vorrei davvero tanto!
Ho in mente una scena ogni giorno ed è sempre più bello. E insieme ad esse ci sono le mie paure, tutte le volte che mi prometto di respirare e poi invece sparo a mille su tutto, senza nemmeno accertarmi di quello che dico.
C’è un passo della Bibbia sull’amore che penso sia fantastico che dice:

L’Amore è paziente, è benigno;
l’Amore non arde di gelosia,
non si vanagloria,
non s’insuperbisce,
non si comporta in maniera sconveniente,
non persegue il proprio interesse,
non si indigna,
non nutre alcun risentimento per il male ricevuto,
non si rallegra dell’ingiustizia,
ma gioisce della verità.
Tutto ammette, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta.
L’Amore non avrà mai fine.
Ecco così dovrebbe essere anche il mio amore. Così puro e senza malizia.
Ma naturalmente non è sempre tutto facile. Mi sento soffocare perché ho paura che se ne vadano tutti e mi lascino qui sola, ad asciugare le mie lacrime e a sentire che nessuno mi vorrà mai bene e non mi amerà mai. Perché mi sento come il brutto anatroccolo, sempre imperfetta, sempre strana.
Devo diventare più sicura di me! Devo alzarmi le maniche e impegnarmi e smettere di sentirmi sempre sbagliata.
Io non sono così. Sono le persone che mi hanno circondato che mi ci hanno fatto sembrare. Se qualcuno mi ha abbandonato non significa che lo faranno tutti e, se qualcuno non mi cerca, non vuol dire che gli sto antipatica.
Devo imparare a volermi bene e ad amarmi.

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