Rocket man.

Correva l’anno 2010. Il 17 dicembre fece una nevicata pazzesca e io compivo 17 anni di venerdì e per fortuna non sono superstiziosa! Non feci nulla di eclatante, eppure fu un giorno bellissimo. Mia madre mi regalò l’astrolabio, uno dei regali più belli che io abbia mai ricevuto, e io scoprii una canzone fantastica: “Rocket man” di Elton John. La ascoltai per tanto tempo, poi uscii fuori a fare un pupazzo di neve con mia sorella e feci a palle di neve con S.

Non so perché mi è venuta voglia di parlare di questo ricordo adesso, invece di studiare, ma vorrei tanto poter tornare indietro a quel giorno, dove tutto era semplice. Vorrei anche io essere una rocket girl per fare un viaggio indietro.

Soprattutto oggi. Vorrei solo tornare indietro.

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La paura di amare.

Ricordo la prima volta che ti ho visto. Hai aperto la porta a cinque ragazze con una faccia spaventatissima e i capelli arruffati, proponendo di guardare un film perché non sapevi cosa dire.
Io mi sedetti al divano davanti al tuo ma ti sbirciavo comunque con gli occhi, un po’ invidiosa di chi ti stava vicino. Poi ci siamo conosciuti e la tua mente mi aveva letteralmente catturato. Non lo dissi a nessuno soprattutto perché mi resi conto che il tuo interesse verteva sulla persona che ti era seduta vicino quella sera.
Allora mi feci da parte, rientravo a casa e ti vedevo seduto sul divano a guarda “Il signore degli anelli” abbracciato a lei. Io intanto per fortuna mi innamorai follemente di A.
Poi arrivò l’altra, ma io non mi spiegavo perché continuassi a farmi solletico o a farmi i bagni con i palloncini di acqua l’estate. Giocavamo con il pallone da rugby e mi insegnavi tante cose. Eri come l’amico di infanzia che avrei sempre voluto.
Passò l’estate ed arrivò settembre e, di fronte ai nostri amici che ti parlavano di me, tu rispondesti che ti stavi già sentendo con una ragazza.
Io me lo ricordo quando me lo dissero S. e S., mentre passavo lo straccio in cameretta, le lacrime e la rabbia che mi venne, mi sentii presa in giro. Probabilmente su quel pavimento ci sono ancora i segni.
Ci misi una pietra su. Per me eri finito in quello stesso istante.

Poi l’anno scorso sei tornato con la tua delicatezza e la tua pazienza. Ti sei fatto milleeuno volte una strada lunghissima, in questa città così fredda, per venirmi e trovare, anche solo per darmi un bacio. E io mi sono riinnamorata di te milleeuno volte, ogni volta che ti vedevo entrare infreddolito e mi lasciavi le labbra umide e fredde.
Mi sono innamorata delle tue passioni, del modo in cui guardi il mondo, delle tue mani e del modo in cui mi fanno sentire quando mi accarezzi, dei tuoi gesti come quando ti passi la mano tra i capelli, di come mi togli lo zaino quando entro a casa.
Amo passare il tempo con te e da quando ti conosco, non desidero fare altro.

Questi ultimi tempi però sono un po’ preoccupata perché ho paura che mi sia affezionata troppo. Ho paura di rimanerci male, ho paura di non riuscire a prendere le scelte importanti per il mio futuro per restare qui con te.
Ho paura della distanza, che qualcuna possa intrufolarsi tra di noi se io non sono qui ad accarezzarti i capelli quando sei stanco.
Mi hai cambiata, mi hai reso sotto alcuni punti di vista una persona migliore e hai realizzato tantissimi miei desideri. Sei stato, sei e spero sarai lo snodo del braccialetto con tutti i miei desideri espressi con le candeline e con le stelle candenti.
Vorrei farti capire quanto sei importante per me e l’altra sera, a vederti piangere  sul letto e chiedermi “che cosa ti ho fatto? non sei più quella di prima”, mi è venuta una morsa al cuore che mai avrei immaginato.
Vorrei tanto farti capire che l’unica cosa che hai fatto è farti amare più di ogni altra cosa. E che adesso, tutte le mia paure e le mie insicurezze stanno uscendo perché io non potrei mai immaginare un futuro senza i tuoi occhi.
E’ questa la verità. Perché sei il mio posto nel mondo preferito e ho paura a scrivere altre cose. Hai lasciato i ricordi più belli e meravigliosi nella mia vita e mai avrei pensato che una storia del genere potesse capitare a me.
Ho tanta paura ma mi impegnerò per farti restare vicino al mio cuore.

Vorrei tanto che tu potessi leggere queste cose.

Le conseguenze dell’amicizia.

Cancella e riscrivi, cancella e riscrivi…

Ultimamente c’è qualcosa in me che non va: una parte di me pensa “e quando mai..!”, l’altra, che è sempre fiduciosa, pensa che passerà anche questo.
In realtà questa sensazione si è accentuata da un anno a questa parte.
Ho un po’ di fatica a fare amicizia o comunque ad avere un rapporto che vada oltre il semplice “Ciao, come stai??”. E’ come se avessi un blocco che non mi consente di aprirmi e mi sento costantemente inadatta con tutte le persone che incontro..per questo spesso preferisco stare da sola, ma ciò non mi aiuta perché non faccio altro che peggiorare la situazione.
Io sono sempre stata timida ma nonostante questo, ho sempre avuto delle amiche..non sempre le stesse. Alcune sono cambiate, ma in ogni caso ho sempre avuto qualcuno vicino con cui confidarmi e ridere. Da quando sto all’università invece ho conosciuto una marea di gente ma con nessuno di loro sono riuscita a stringere un bel rapporto.
In primis forse perché non ne ho mai sentito veramente il bisogno, e secondariamente non sono quel tipo di persona che prende l’iniziativa con la gente..e ogni tanto che ci provo rischia di andare pure male!
S. e S. per me sono state importanti qui anche per questo, perché mi sono state sempre vicino e  con loro riuscivo ad essere me stessa senza farmi alcun problema.
Forse il mio comportamento è una reazione al loro abbandono e alla sofferenza che hanno lasciato in me. Forse ho talmente tanta paura di affezionarmi a qualcuno che cerco sempre delle scuse per non avvicinarmi più di tanto. Ho cercato di analizzare la situazione sotto tutti i punti di vista; ho pensato che ho concentrato troppe energie su G e potrei non averne più per gli altri…non lo so!!!

Non ho mai avuto così tanto bisogno di un amico in tutta la mia vita..ma per adesso non credo di essere pronta.
Devo vedere ancora bene delle cose e risolverle, anche perché un amico vero non si incontra facilmente, ma io sono fiduciosa.

Quando meno ce lo aspettiamo succedono delle cose e così forse sarà per un eventuale persona con cui il rapporto andrà oltre il semplice “Ciao, come stai??”. Vedremo..intanto mi auguro tanta felicità anche da sola e mi auguro che la scelta di due persona non influirà più sulla mia felicità e sul mio carattere, e soprattutto sul mio futuro!!

Come dicevano i latini, AD MAIORA.

Cronache di vita: cap “n”

Questo capodanno non è che sia cominciato molto bene.
L’ho passato con G, a tutti i costi quest’anno lo volevo cominciare con lui..però non è sia stata una grande idea.
In realtà se fossimo stati noi due soli sulla Luna, forse sarebbe stato l’inizio dell’anno che io ho sempre desiderato..ma, ad un certo punto, in quella stanza dove io non conoscevo nessuno ma tutti sapevano qualcosa di me, in un mondo che non è mai stato mio, con gli sguardi della gente addosso..beh è stato molto pesante.
Una zavorra! Mi sono sentita così fuori luogo, fra poco mi si laceravano gli occhi per non piangere e lui non capiva. Non potevo nemmeno girarmi e guardalo, non potevo fare niente se non stare lì inerme ad ascoltare e assistere a situazioni che mai avrei pensato.

Anche solo trovarsi nella stessa stanza con la persona per cui un anno prima il tuo ragazzo ti aveva quasi lasciato dicendoti: “Non sono mai stato innamorato di nessun altra come di lei”.
Ritrovarsi in quella stanza con G che si gira a guardarla, con nessuno dalla mia parte perché io non credo nelle stesse cose degli altri..beh non ve lo auguro.
Ma io mi chiedo: come hai fatto?? Come hai fatto a dirmi quelle cose quella sera. Ed io come una scema che quando sei tornato ti ho accolto come se fossi un bambino. Credendo di poterti perdonare subito..povera illusa!
Non si perdona così facilmente chi ti ha fatto piangere (anche più di una volta) e che ti ha lasciato così, tra due cieli.
Quelle parole mi risuonano adesso in testa e piccoli aghi punzecchiano il mio cervello con tutte le cose che avete in comune, con il modo in cui la guardi, ed anche se non la guardassi per me sarebbe uguale.
Farmi del male vedendo le sue foto…come ti è passato in mente. Io non lo so. Quanta pazienza l’amore!
Sei lì che un minuto prima sei sull’altalena più alta del mondo a girovagare tra le nuvole di un futuro soffice e caldo e un minuto dopo sei in un pozzo profondo dove ti senti sola ed incompresa. Dove vorresti solo prenotare volo solo andata. No ritorno. No tristezza.
Certe volte vorrei abbracciarlo e stare così per sempre, certe volte vorrei scappare e faccio finta che lui non esista.

Insomma..non è stato un inizio così strepitoso, ma il libro non si giudica dalla copertina!!

BUON ANNO A TUTTI!