Time…

-Hey..da quanto tempo..
-Ciao..
-Ti vedo abbronzata..
-Lo sai che i bagni di sole mi fanno bene, anche se poi hanno i loro effetti sulla pelle..come tutte le cose belle..
-Già…sei screpolata..
-Un po’ d’estate che se ne va..
-Ti trovo bene..sei bella.
-Grazie, ti ripeto: è l’abbronzatura..
-E i capelli? Sono cresciuti?
-Sì, li vado a tagliare venerdì..
-Ah…come stai??
-Bene..grazie, tu?
-Bene..
-Quando sei tornato?
-Ieri
-Come è andata la tournée?
-Benissimo..
-Immagino quante ragazze hai steso con quel sorriso
-Meno di quante tu possa pensare..
-Capisco… quanto tempo ti fermi?
-Ancora non lo so..

-Che fai studi??
-Sì..
-Cosa??
-Biotecnologie
-Perché?
-Non so..scelte…
-E pensare che passavi i compiti di matematica a tutti…
-Già..mi sono un po’ persa.
-Scrivi ancora??
-Sì, sempre…
-Scusa, mi sono comportato male
-Di niente, mi hai solo portato via un pezzo di vita..
-Tua madre come sta?
-Come sempre, alti e bassi..
-Che hai fatto in questi anni?
-Dimenticato in primis, poi ho cercato di vivere.
-Mi mancano i nostri tempi insieme..cioè da amici..
-Anche a me sono mancati tanto.. (sorride imbarazzata)
-Esci ancora con N e C?
-No, non più..
-Bene, non mi sono mai piaciute.
-Me lo potevi dire prima!
-Ahah
-Allora che ci fa qua un viandante come te?
-Avevo bisogno di tornare..
-Capisco, casa è sempre casa..
-Tu come hai fatto a restare??
-Non sono mai veramente restata… ci vuole coraggio qualche volta.

-Sigaretta?
-No grazie..non fumo più
-Come? TU hai fumato?
-Sì.
-Perché?
-Bisogni…sai com’è.
-Di che tipo?
-Di cuore soprattutto…
-Nel senso che non sei più la stracciacuori del liceo?
-No..veramente pare che sia diventata più brava a far stracciare il mio.
-Uhm…ho lasciato una ragazzina e ho ritrovato una donna..ah girati un po’..
(si gira)
-Perché?
-Il culo però è sempre rimasto lo stesso
-Ah ah, simpatico
-Non ti ho mai risposto..
-Capitan Ovvio.
-Scusa
-Fa niente, sono abituata alle delusioni.
-Non potevo..
-Cosa?
-Guardare indietro..
-Rispondere ad un messaggio non significa guardare indietro
-Dipende da chi te lo manda..
-……non sei comunque giustificato, ti sarei venuta a trovare, eri il mio punto di riferimento qui.
-Adesso..non prima. Adesso possiamo essere amici e scherzare..insomma ti volevo troppo bene per sentirti, mi saresti mancata terribilmente..
-Tu mi sei mancato lo stesso
-Mi spiace, tu forse un po’ di meno..
-Facile, tu eri in un altro luogo a fare chissà cosa..
-Già.
-Tranquillo, ti ho perdonato. Sono andata avanti.
-Mi fa piacere.
-Mia madre dice che ti ha vista con un ragazzo..
-Sì, mi sono fidanzata (urla di gioia)
-Ah ah, non ci credo…tu fidanzata!
-Ogni tanto ci vuole
-Niente più odio per il genere maschile?
-Quello sempre.
-Sei un osso duro da pelare..
-Un osso forse sì..duro non lo so
-Ahah.. sei una donna, sei sensibile
-Sì, pure troppo.
-Sei veramente bella..ho dato un’occhiata al tuo account di Facebook mentre ero lontano, insomma.. ti controllavo a distanza.
-A che ti è servito?
-Niente, era solo un modo per dire a me stesso che ero comunque qui a proteggerti
-Cavolate
-Hai ragione, scusa ancora.
-Vabbe..io devo andare, birretta una sera di queste?
-Ci sto, a presto. Stavolta non ti deludo.
-Tranquillo, se lo fai ci sono comunque abituata. Non ci conto più.

 

 

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Agosto: è meglio che non ti conosco.

Sono fondamentalmente, sostanzialmente, evidentemente molto arrabbiata, incazzata, inaridita, adirata e tutto quello che vi pare.
Non riesco a manifestarla, a farla uscire fuori, è tutto Agosto che sto così. Tutto colma solo in un’arida apatia e quasi depressione nei confronti del mondo. E non ne riesco nemmeno molto a parlare.
Sono arrabbiata per i miei problemi economici in famiglia che durano da troppi anni, sono incazzata per lo Xanax di mia madre e i due pacchetti fissi di sigarette rosse di mio padre. Sono arrabbiata per l’imperfezione della vita, per G che si gira a guardare le altre ragazze.

Sono incazzata perché sta arrivando Settembre e non mi va di studiare, perché non ci sto capendo niente, perché con G per me è un periodo strano. Sono incazzata e lo sono ancor di più perché vorrei urlarlo ai miei genitori ma non posso. Vorrei urlargli quanto io non sia d’accordo con le loro scelte, per tutti i complessi che mi fanno venire. Sono arrabbiata perché la famiglia dovrebbe essere un punto di ristoro e di amore ma per me è fonte solo di rabbia certe volte.
Sono arrabbiata con me stessa perché sembra sempre che mi lamenti e che non sia grata delle cose che succedono ma in realtà non è così. Sono arrabbiata. Tanto. Troppo.
Non voglio più tornare qua. Ogni volta che torno mi devo fare mille problemi, vedo cose che non mi piacciono. Sono arrabbiata perché sto con una persona che conosce solo a metà i miei problemi ma non può comprenderli perché poche di queste cose succedono nel suo mondo. Sono arrabbiata con G perché mi sembra superficiale, perché si permette di dire che io piango per le nuvole. Per le nuvole, sembra una poesia..io piango per le nuvole, sarebbe meglio dire che piango con loro.
Sono un po’ depressa perché sono arrabbiata, perché sono un idiota nei rapporti interpersonali, sento come se avessi un handicap..quello di saper stare con gli altri.
Pensavo di aver superato certe cose invece mi stanno venendo mille complessi ultimamente, mi chiudo in me stessa, scruto il mondo con occhi stanchi e non parlo più, non faccio più niente.
Vorrei qualcuno che mi comprenda davvero e non mi tratti con superficialità, qualcuno a cui vada bene la mia vita così come è certi giorni: un disastro.
Ecco… G non mi capisce, sento proprio che apparteniamo a due mondi separati in questo periodo. E poi sta cosa che guarda le altre mi fa incazzare troppo. Perché fossi quasi quasi brutta..ma sono bella e si permette di farmi sentire una cretina in presenza di un’altra ragazza solo per attirare la sua attenzione e addirittura diventa rosso.
Vi sembra normale?? Che il ragazzo con cui sto diventa rosso in presenza di un’altra ragazza??? No. Mi ha fatto incazzare da morire quella sera. Tre volte rosso. Che modi sono. Io non divento rossa con gli altri ragazzi.
E’ superficiale, due minuti prima piange e poi dopo tutto bene. Mi sembra che viva in un mondo idilliaco, mi dice tante cose belle ma spero che le manterrà perché mai avrei accettato che la persona con cui sto assuma dei comportamenti del genere in presenza di altre persone. Poi dice che sono gelosa, sì lo sono e sono pure incazzatissima per tutto.

Punto.

 

The night we met

Un lecca lecca rosso che ruota nello spazio bianco…ha la forma di un cuore un po’ smunto.
Penso che non ci voglia niente a far entrare una persona nel tuo cuore, anche quando sembra pieno. Che non ci voglia niente veramente ad ascoltare una canzone e desiderare di passare il tempo con quella persona..che non ci vuole niente ad innamorarsi anche quando il nostro cuore è già pieno.
Penso che non ci stancheremo di farci guardare con occhi nostalgici da qualcun altro che è entrato dentro di noi nemmeno fra quarant’anni con un anello al dito. Che, per quanto la vita possa andare avanti, ognuno di noi avrà una persona nel cassetto segreto del proprio cuore e che  forse solo quella persona farà lo stesso.
Passano gli anni, le rughe, i baci.. ma un pezzo di noi sarà sempre di qualcun altro, di un fantasma nostalgico che vuole curiosare nella nostra anima, per porci interrogativi un po’ scomodi e ricordarci che nulla è che come sembra.
Che, anche nei grandi amori, c’è un piccolo pezzo di cuore che sospira dal passato e ci riempie di malinconia e di sogni.

 

Il funambolismo dei fuori sede

Ogni Agosto di ogni estate uno studente universitario fuori sede torna nel suo paese.
Ogni Agosto quello studente si troverà di fronte a domande che mai avrebbe creduto di porsi.
Dopo il liceo, subito dopo, il mio mondo ha iniziato a sgretolarsi, all’inizio piano piano, poi l’esplosione è arrivata tutta insieme.
Le amiche che mai avevo pensato potessero tradirmi lo hanno fatto e quando tutti già sapevano cosa fare io ero immersa nell’oceano dei miei forse.
Caddi in un vortice di disperazione come mai prima ma, con immensa forza, riuscii a rialzarmi. Da quel momento molte cose sono cambiate nella mai vita, ancor di più tre anni fa quando persi due persone molto importanti per me.
Da allora torno a casa sempre più di rado, lo faccio solo per i miei genitori. Il problema di quando diventi un fuorisede è che apparentemente hai due case ma prima o poi si sgretolano entrambe. Perché l’università è un luogo di passaggio e pochi restano, anche se potrai continuare a sentirli anche dopo. Nel frattempo il tuo mondo nel tuo paese nativo si perde perché se ne vanno tutti quelli che conosci e, quando ogni tanto fai ritorno, trovi sempre cose che non ti stanno bene. Quindi resti in bilico tra due mondi sperando che, prima o poi, ne troverai uno fisso in cui le persone non partono e non cambiano. Una casa che puoi chiamare veramente tua, non la stanza affittata in chissà quale casa con chissà quali coinquiline..che poi, se ti trovi male, là iniziano i problemi.
La mia esperienza da fuori sede mi ha cambiata notevolmente, ho fatto moltissime nuove conoscenze e perso persone che mai mi sarei immaginata. Ho imparato la pazienza, l’arte della convivenza, sono diventata meno timida e mi anche sono divertita moltissimo. Ogni tanto tornare a casa e non trovare persone che ti vogliono davvero bene, un pasto buono e pronto, dover arrivare ovunque con le tue gambe perché non hai la macchina, è stancante ma quello che impari non potrà mai cambiarlo nessuno.
Qualche volta trovo piacevole la mia permanenza a casa, qualche volta vorrei solo scappare. Qualche volta vorrei anche scappare dal luogo della mia università ma, non avendo scelta, cerco sempre di renderlo migliore.

Quest’anno faccio 24 anni e se c’è una cosa che è cambiata in me dal liceo è che mi sono stufata di correre dietro alle persone, proprio così. Mi piace essere libera, non mi piace prendere troppi impegni con le persone, voglio leggerezza anche nelle mie amicizie. Quello che mi spaventa di più è proprio questo: ho perso persone all’università, ne ho perse molte di più nel mio paese nativo, chissà quali rimarranno e se rimarrà davvero qualcuno perché, lo sappiamo tutti, a fare i posti sono le persone. Nient’altro che loro.

Noi fuori sede siamo funamboli su un filo che separa due mondi: in uno dei due non ci vorremo mai tornare, nell’altro abbiamo poche certezze..chissà dove arriveremo seguendolo.