Bozza 2015 – una pugnalata al petto

Ciao a tutti!
E’ da un bel po’ che non scrivo sul blog. Non che non ci abbia pensato ma, presa dalle mille azioni di routine quotidiane, non ho avuto molto modo di farlo. In questo momento però ne ho bisogno.
Negli ultimi tempi sono successe un po’ di cose..anzi è un po’ che ne succede soltanto una. Per questo motivo alcune persone intorno a me hanno improvvisamente deciso che sono una persona menefreghista e poco responsabile, che lascia le chiavi fuori dal portone di casa…sbadata!!
Si sa che, se ti innamori e di base sei già una persona che vive tra le nuvole, allora la tua mente raggiunge una fase di dissolvenza dalla realtà tale da non avere più il senso pratico delle cose.
Questo perché, chi vive costantemente sulla terra e fa pochi voli di fantasia, non capirà mai la leggerezza e la dolcezza di chi ha deciso di usare le ali.
Mi sono presa tutta la responsabilità delle mie sbadataggini e delle mie mancanze, chiedendo scusa e cercando di cambiare nel migliore dei modi.
Questo finché non rientri in casa tua e trovi una persona che ti urla contro (come i tuoi genitori non si sono mai permessi di fare) e ti fa la cosiddetta “ramanzina” senza che tu abbia fatto nulla di grave.
Ecco. E’ facile puntare il dito contro le persone insicure, contro chi si fa mille problemi e dice sempre la verità. E’ facile puntare il dito contro le persone pure ed ingenue, le cui azioni non sono dettate da alcuna strategia se non quelle del cuore, che non sono strategie bensì voli rocamboleschi e funambolici.
Continuate pure a farlo, credendo che tutti siamo dei pezzi di ferro. Continuare, nell’alto della vostra umanità, a dirmi che sbaglio, a cercarmi di farmi passare come la ragazza distratta, ribelle, maleducata e menefreghista.
Io ho pagato le conseguenze dei mie errori, ma, se è vero che la ruota gira, toccherà a tutti pagarle.
Ho sbagliato ed ho avuto l’umiltà di ammetterlo e di chiedere scusa, ma con me non sembra che ciò sia stato fatto. Essere trattati come un cane, nella totale indifferenza e freddezza, sta diventando normale.
Ho chiesto scusa a tutti coloro che ho ferito fino ad ora. Ho pianto notti intere per i miei comportamenti e non ho mai nascosto quello che penso e sento.
Gli altri però, nell’alto della loro pseudo-giustizia hanno fanno finta di nulla, recitato come attori su un palcoscenico e puntato il dito come un mimo che, consecutivamente, non fa altro che quello.
Continuate, continuate. Io intanto aspetto e mi godo la mia purezza.

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La conchiglia.

Non ci sono solo persone che ci fanno stare bene o che ci fanno stare male. Ci sono anche posti che tirano fuori il peggio di noi e posti che invece lasciano uscire solo il meglio. Non sempre i luoghi in cui vorremmo stare bene coincidono con quelli che effettivamente mantengono questa grande promessa che è la felicità.

Casa per me è così. Purtroppo tira fuori solo il peggio del peggio di me. Eppure è il posto in cui sono cresciuta, dove ho visto la mia anima crescere, chiudersi e dischiudersi.
Per anni sono stata chiusa dentro un guscio; mi difendevo da qualsiasi cosa mi potesse far male e così ho creato una perla,  proprio come fanno i molluschi quando si difendono dagli attacchi esterni.
Ho creato una perla bianca in un luogo nascosto della mia anima che mi permette di osservare i dettagli e carpine le sfumature più belle. Una perla che mi fa vivere da sola anche abbastanza bene, che mi fa venire voglia di viaggiare, scrivere, ascoltare e far mio tutto ciò che passa attraverso la mia pelle.
Mentre la conchiglia viveva in un luogo oscuro, taciturno, quasi brutale, la perla risplendeva in tutta la sua bellezza al suo interno.
Il problema si ha quando la conchiglia si apre e la perla viene catapultata fuori, accorgendosi per la prima volta di una realtà che non le appartiene. Poi la fortuna vuole che un’onda gigante la spazzi via e la porti in un luogo migliore, un luogo dove la perla si lascia dietro tutti gli aspetti negativi della sua vita e ricomincia a danzare.
Ma casa, si sa, è sempre casa. Tocca tornare a fare i conti con il proprio passato, si voglia per una questione economica, per problemi di salute, per celebrare qualcosa, sia solo per rivedere i proprio parenti, nonni, genitori, fratelli. La famiglia ce la porteremo dietro per sempre e con essa tutti i suoi aspetti negativi.
Io mi sento così quando torno a casa, da una parte c’è la felicità di rivedere certi volti e sentire certi profumi.. dall’altra una diffidenza che mi porto dentro, dovuta a due genitori che non hanno imparato ancora a risolvere i loro problemi come gli adulti, ma che continuano a rincorrersi come i bambini che giocano ad acchiapparella. Allora tento  di non essere come loro ma di migliorarmi, cercando sempre di ricordarmi di quella perla bellissima che alberga in una parte segreta di me e tenendo bene a mente che la nostra anima è fatta per elevarsi e non per strisciare per terra come una serpe che porta veleno ovunque vada.