Complic(dist)anze.

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Ci sono stati momenti della mia vita in cui avrei dato qualsiasi cosa per sentirmi dire da qualcuno una cosa del genere.
Ora sono qui, in questa stanza ed in questa città così bella ma anche così lontana da lui.
Una nuova me, in una nuova città, con nuovi amici e tra questi amici, una persona più speciale di tutti.

Io sono felice con il mio ragazzo, molto. Ha portato una gioia ed una felicità indescrivibili nella mia vita e, dopo anni, niente per me è cambiato, anzi.. ogni volta che sto con lui mi chiedo come sia possibile.
Ora però… io sono in Erasmus e lontana, fino a qualche mese fa le cose andavano piuttosto male e volevo solo tornare in Italia.. ora, invece, le cose sono cambiate.
Inutile dire come mi senta in questo periodo della mia vita, sento che sto lì lì per fare una cazzata e mi fermo sempre sulla linea prima dello strapiombo. Spero di non oltrepassare mai quella linea finché sarò qui, se capite quello che voglio dire.

C’è una persona meravigliosa che mi aspetta, una persona che rispetta i miei spazi, che mi ha sempre lasciata libera di fare quello che voglio, che ha pazienza, che mi conforta, mi sorregge, mi ama e basta. Una persona che vuole un futuro, una casa, una famiglia. E la stragrande maggioranza di me vuole questo.

Poi c’è una piccola parte di me che conosco bene, quella ribelle, quella che si pone mille domande, curiosa, interessante, quella che vorrebbe, appunto, solo perdersi nel mondo. Ogni tanto poi capita di incontrare un’anima così simile a noi, che comprende quella parte così selvaggia e libera…e… capita che stare lontani senza vedersi per mesi e mesi diventa molto complicato.

Dentro di me ora è tutto così complicato.

 

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Maudie Lewis – una vita a colori

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Ho appena finito di vedere un film che si chiama “Maudie – Una vita a colori” e sono davvero sorpresa dalla dolcezza di questo racconto.
La storia è quella di Maudie Lewis, una pittrice canadese nata nel 1903 che soffre di artrite reumatoide. Cresciuta in una famiglia molto sfortunata, un giorno risponde all’annuncio di un uomo che cerca una domestica e, da lì, i due si sposano e vivono insieme in questa minuscola casa dove lei inizia a dipingere tutti le pareti con i suoi colori.
Maudie poi diventa famosa grazie alla sua arte, un’arte in realtà molto infantile ma di una tenerezza unica.
Alla fine del film c’è lo spezzone di una ripresa che è stata fatta ai due nella loro piccola casa che mi ha fatto commuovere e non poco!

E’ bello vedere come l’arte possa salvare la vita di molte persone e donarle una poesia che altrimenti non avrebbe!
E’ meraviglioso sapere che ci sono storie come questa, di piccole ma grandi donne che son riuscite a cambiare il mondo da una stanza. Storie di persone che riescono ad esprimere le loro emozioni solo attraverso un pennello, una chitarra, una penna e che, soprattutto, lo riescono a fare nella loro semplicità.
L’arte ci permette di descrivere come ognuno di noi osserva e vede il mondo e, si sa, che da occhi diversi vengono realtà diverse.
Consiglio a tutti di vedere questo film per comprendere come, non necessariamente, l’arte debba essere complicata e contorta, ma anche leggera e semplice.
Complimenti Maudie Lewis!

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Chissà dove sarai e se ti basta così.

Ultimamente scrivo la mia vita a piccoli pezzettini, con la paura che stia davvero per arrivare qualcosa che la cambierà per sempre.

Negli ultimi anni ho cambiato casa 9 volte. La mia valigia rossa è piena di odori e ricordi, di persone ed il dolore di chi viaggia sempre e non si ferma mai. Lasciare la città della mia università è stata dura ma non voglio nemmeno immaginare il momento in cui dovrò rifare le valigie per andarmene da qui. Le farò piano e lentamente, senza pensarci e quando tornerò spero di dover affrontare un solo addio.

Ogni tanto mi chiedo in quanti pezzi ancora il mio cuore dovrà spezzarsi?

Perché io non li conto nemmeno più.

Chiamami col tuo nome

Il mio coinquilino questa sera mi ha consigliato un film che si intitola “Chiamami col tuo nome” di Luca Guadagnino. Sono quasi le quattro di notte e dovrei andare a dormire ma… non ho mai visto un film così bello. Dire che lo straconsiglio è dire poco!
Qui sto incontrando persone meravigliose, persone aperte, persone belle, persone che parlano del proprio dolore, persone vere, pure. Ed il fatto che molti di loro siano gay non credo sia una coincidenza. Il dolore porta sempre qualcosa di bello nelle nostre vite ed il dialogo finale di questo film ne è la testimonianza. Guardatelo!!!


«Senti» mi interruppe, «tra voi c’è una bella amicizia. Forse anche qualcosa in più. E io ti invidio. Al posto mio, la maggior parte dei genitori spererebbe che tutto si dissolva, o pregherebbe che il figlio ne esca indenne. Ma io non sono così. Al posto tuo, se il dolore c’è, lo farei sfogare, e se la fiamma è accesa, non la spegnerei, cercherei di non essere troppo duro. Chiudersi in se stessi può essere una cosa terribile quando ci tiene svegli di notte, e vedere che gli altri ci dimenticano prima di quanto vorremmo non è tanto meglio. Rinunciamo a tanto di noi per guarire più in fretta del dovuto, che finiamo in bancarotta a trent’anni, e ogni volta che ricominciamo con una persona nuova abbiamo meno da offrire. Ma non provare niente per non rischiare di provare qualcosa… che spreco!

Come vivi la tua vita sono affari tuoi. Ma ricordati, cuore e corpo ci vengono dati una volta sola. La maggior parte di noi non riesce a fare a meno di vivere come se avesse a disposizione due vite, la versione temporanea e quella definitiva, più tutte quelle che stanno in mezzo. Invece di vita ce n’è una sola, e prima che tu te ne accorga ti ritrovi col cuore esausto e arriva un momento in cui nessuno lo guarda più, il tuo corpo, e tantomeno vuole avvicinarglisi. Adesso soffri. Non invidio il dolore in sé. Ma te lo invidio, questo dolore.

PS: Spero di riuscire a parlare del film in modo più approfondito.

Cuore puro

Ho appena visto un film che si chiama “Cuori Puri” di Roberto De Paolis (consigliatissimo)…

Allora mi sto chiedendo chissà chi ha davvero un cuore puro.
Chissà se glielo puoi leggere negli occhi
o capirlo attraverso le sue dita e le sue mani.

Chissà il mio di cuore dov’è..
nubìvago da sempre, ormai perso e solitario nei suoi voli rocamboleschi..
io lo cerco, ma lui scappa, lasciandomi con tante domande.


 

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Col tuo ordine discreto dentro il cuore 

E ora viaggi, ridi, vivi o sei perduta 
Col tuo ordine discreto dentro il cuore 
Ma dove, dov’è il tuo amore, ma dove è finito il tuo amore
Ma dove è finito il tuo amore?

Hotel Supramonte

Grazie Faber perché sai leggere così bene tutte le cose del mondo.

Vorrei che tutti fossero più come te e meno come sé.

 

 

 

Avevamo tutti quell’età in cui non sai se mettere su famiglia o perderti nel mondo.

Se vi devo dire la verità, io non ci sto capendo più nulla della mia vita.
In cinque mesi qui sono cambiate così tante cose, stento a stare dietro alle mie sensazioni! Cambio idea alla velocità delle luce e non so più dove trovarmi, so solo dove perdermi.
Sono partita con molte certezze, torno a casa solo con molti punti interrogativi ma sicuramente più forte.

Viaggiate, viaggiate!

Quattro domande per la vostra vita!

Ciao a tutti,
oggi vorrei proporvi una serie di domande che mi sono cominciata a porre da quando ho iniziato a vedere i video di questa youtuber meravigliosa. Mi piacerebbe condividere con voi le mie risposte al riguardo e mi piacerebbe moltissimo ricevere qualche risposta da parte vostra! Oggi ve ne propongo solo quattro!

  1. Qual è l’atto di gentilezza più bello che hai ricevuto?? 
  2. Qual è l’atto di gentilezza più bello che voi abbiate mai fatto a qualcuno?
  3. La tua qualità peggiore e la tua qualità migliore.
  4. Come affrontare un periodo difficile.

 

  1. Penso che l’atto di gentilezza più bello che mi sia mai stato fatto è stato da parte di un mio compagno di scuola quando avevo 10 anni. Diciamo che la mia infanzia è stata diversa da quella di molti e, per questo, sono sempre stata una bambina ed una ragazza molto sensibile. Spesso le persone hanno sfruttato la mia sensibilità e mi hanno offesa perché ero un bersaglio più facile di altri. Un giorno, un mio compagno di scuola, di fronte ai miei compagni che mi prendevano in giro, mi disse di non ascoltarli, che lui era con me e che ero più intelligente di loro. E’ stata la prima volta nella mia vita in cui mi son sentita davvero compresa da qualcuno.
  2. L’atto di gentilezza più bello che io abbia mai fatto è stato in seconda elementare. Quell’anno una nuova bambina entrò nella mi piccolissima classe e tutti la prendevano in giro ed ovviamente la isolavano. Mi faceva male vederla sempre da sola ma dovevo scegliere se avere ancora degli amici o se diventare sua amica. Era diversa dal resto dei miei compagni, se ne stava sempre sulle sue a disegnare e fare cose strane. Un giorno durante la ricreazione la vidi che decorava le orecchie di un coniglio con dell’ovatta e le chiesi se potevo aiutarla. Da lì in poi passammo i restanti quattro anni delle elementari sempre insieme! E’ stata la mia prima vera amica (poi ci siamo perse).
  3. La mia qualità migliore è la mia sensibilità che mi spinge ad essere sempre gentile ed educata con tutti. Sono molto empatica e riesco a carpire particolari che il resto delle persone non nota.
    La mia qualità peggiore è la mia non gratitudine nei confronti della vita e di coloro che mi circondano. Tendo a guardare il bicchiere sempre mezzo vuoto e questa è una grande forma di non rispetto per la vita in generale e le persone che ci vogliono bene.
  4. Questa per me è la domanda più difficile. Per affrontare i miei periodi difficili mi aggrappo sempre a qualcosa. Di solito mi aggrappo alle persone, ma ci son stati anche periodi in cui mi sono aggrappata all’arte (libri, musica, cinema) ed alla bellezza che sono poi le uniche cose che, secondo me, ci possono salvare. Anche perché spesso le persone non ci sono e quindi bisogna inventarsi un modo: uno sport, un passatempo, parlare con sconosciuti, scrivere, condividere il proprio dolore con qualcuno.. sapere che, in qualche parte del mondo, c’è qualcuno che ci può comprendere! Sono queste le uniche cose che possiamo provare a fare per uscire dai nostri periodi bui e, qualche volta, anche semplicemente lasciarsi andare ed aspettare il momento giusto per reagire, perché c’è sempre un momento giusto per qualsiasi cosa!

PS: riguardo la gentilezza, mi sento di dover dire che anche i gesti che facciamo quotidianeamente sono di fondamentale importanza e questo l’ho capito in particolare da quando sono in Erasmus. Invitare qualcuno ad uscire, aprire la porta, chiedere come è andato il weekend, chiedere se si ha bisogno di aiuto ma, soprattutto, sorridere agli altri ed essere comprensivi, senza pregiudizi. Questo è fondamentale nella vita. Perché in fondo è vero che ognuno sta combattendo una battaglia che noi non conosciamo, per questo bisogna essere gentili e comprensivi sempre! Migliori con gli altri, migliori con sé stessi!

 

 

 

Resilienza: erasmus

I motivi per cui ho deciso di venire in Erasmus sono molteplici. Innanzitutto io amo le sfide..quest’estate ero a Polignano a Mare con i miei amici e c’era una scogliera di circa 6 metri da cui potevi tuffarti. Io la guardavo da lontano e cercavo di convincermi che non lo volevo fare, ma in fondo sapevo che alla fine lo avrei fatto. Sono stata quasi un’ora a guardare il mare sotto, blu e profondo, con le onde che si infrangevano contro gli scogli…poi alla fine ho fatto un salto. Avevo talmente paura che mi ricordo solo quando sono risalita sulla superficie dell’acqua per tornare nel mio porto sicuro.
In quell’esatto momento mi sono resa conto di quanto io sia testarda, perché anche se mi perdessi una piccola cosa nella vita, per me sarebbe una grande sconfitta.

Detto ciò, io frequento una facoltà scientifica dove è obbligatorio fare una tesi sperimentale che in media dura 8 mesi. In Italia ti chiedono anche un anno in laboratorio perché essenzialmente ti vogliono rompere le palle ed anche sfruttare, la maggior parte dei miei colleghi ha fatto così. Ma io non volevo accontentarmi, volevo qualcosa che mi distinguesse dagli altri, volevo scrivere la tesi in inglese, volevo migliorare il mio inglese, volevo visitare un nuovo posto, volevo imparare davvero qualcosa del mio futuro lavoro. Sapevo che quest’anno non avevo abbastanza crediti per la mia borsa di studio e sapevo che di solito per andare in Erasmus c’è una borsa di studio così ho unito tutte queste cose e ho deciso di fare domanda, alla fine mi hanno presa.

Ma tutto ciò che sto vivendo qui era totalmente inatteso. Per esempio il passare del tempo.. in Italia il tempo è sempre volato, qui sembra tutto super rallentato e sembra che io quasi possa sentire lo spuntare di una piccola ruga in ogni secondo.
Era inattesa la mia impreparazione con l’inglese, perché mi blocco continuamente mentre parlo. Ci sono anche tante altre cose che fanno male: scoprire e confermare cose che già sapevo, come che siamo importanti per alcune persone ma che non siamo fondamentali per nessuno. E, se c’è anche solo una persona che ti scrive con regolarità, puoi ritenerti realmente fortunato.
Non mi aspettavo che il lavoro qui fosse così difficile, che avessi problemi con le amicizie, che i prezzi fossero così tanto alti. Quando si dice “fare i conti senza l’oste”..credo che si intenda esattamente questo.
Sapevo già che altre persone si erano trovate male in Erasmus ma, come sempre, pensavo che a me non sarebbe successo. Ho iniziato a scrivere a tutti coloro che lo stanno facendo per capire come funzionavano le cose, se fossi l’unica e (fortunatamente) ho scoperto che la maggior parte delle persone che stanno facendo il mio stesso tipo di Erasmus non si trovano poi così bene.

Tornare qui dopo le vacanze è stato difficilissimo, ho pensato molte volte di rientrare in Italia prima del previsto, ma non posso farlo. Sia perché perderei una sfida (quando sei infelice, te ne freghi) ma soprattutto perché non ho un piano B e perderei troppo tempo per laurearmi..tempo che, considerata la mia condizione familiare attuale, non mi posso permettere. Quindi ora, dopo anni, riesco a fare una vera e propria lista dei fallimenti che ho collezionato fino ad ora e questo mi riempie di tristezza e mi fa sentire anche un po’ vecchia. Perché mentre una parte di me ama questo lavoro, una parte di me sa che non è quello per cui sono nata e che amo fare di più.
Realizzare tutte queste cose ti fa crescere tantissimo ma, sinceramente, avrei preferito rimanere come ero prima, lontana da tanti sentimenti sconosciuti e duri e, soprattutto, felice.
Le persone mi dicono che sono solo pochi mesi e che tornerò, ma quelli che per loro sono solo pochi mesi, per me sembrano giorni infiniti ed il fatto di non potermi permettere di spendere molti soldi non aiuta di certo.

Cosa sto imparando da quest’avventura?? Sto imparando davvero cosa sia la resilienza.
Perché finché si ha scelta nella vita, non esiste resilienza. E’ solo quando sei solo, non hai scelta, l’ambiente in cui vivi non ti piace e devi anche stare attenta a mille altre cose (soldi, lingua, amicizie, convivenze difficili, stanchezza, lontananza da tutti gli affetti) , che cominci davvero a capire il significato di questa parola e perché è una qualità così rara e preziosa. Perché a quel punto hai solo due scelte: o essere infelice o cercare di essere felice anche se una parte della tua anima è ferita, triste..ma soprattutto delusa. Delusa dai tuoi errori, dalle tue parole, dalla tue scelte, dalla tua ingenuità, dalla tua poca attenzione..delusa da ciò che hai nascosto per tanti anni, mentre un pezzo di lei anelava a desideri completamente diversi, mentre lei gridava e tu non l’ascoltavi.

Ecco.. sono molto delusa da me stessa, non per l’Erasmus in sé per sé, ma perché ho preso tante e troppe decisioni sbagliate fino ad ora per la fretta di crescere.

 

 

 

Acquariasmus

C’è una scena ricorrente nella mia vita: quella di un acquario. Ovunque io vada, mi ritrovo davanti ad un acquario e resto spesso ad osservare e pensare a come sia vivere in un mondo così calmo e perfetto.
C’è un acquario di pesciolini nati con delle deformazioni nel laboratorio in cui sto facendo l’Erasmus.  Ogni volta che mi sento triste (e quando sei lontano da casa e da tutti i tuoi affetti succede spesso) mi fermo a guardarli e un po’ li invidio perché niente può scalfire la loro tranquillità lì dentro. Mi fermo a pensare anche a quanto sia tremendamente triste che al suo interno tutto sia finto e artificiale e così mi rendo conto di desiderare qualcosa che va contro la vita stessa.
L’acquario è fermo, pulito, calmo, perfetto; la vita è in continuo movimento, sporca, caotica e totalmente imperfetta. Non abbiamo problemi ad osservare cosa vi sia all’interno dell’acquario, perché il vetro è trasparente, limpido…ma abbiamo problemi ad osservare all’interno della nostra anima perché niente è chiaro e tutto è contaminato.
Provate ad immaginare quanto l’anima debba essere in subbuglio per desiderare cotanta tranquillità e pace!!!

Il mio Erasmus mi ha riportato indietro a tempi che avevo dimenticato. Sto vivendo mille emozioni qui, molte negative, alcune positive, e sto riscoprendo, attraverso il grigio, tutti i colori della vita. Avevo sotterrato parti di me sotto anni di abitudini e riscoprire la me ventenne mi ha messo al centro di un uragano. E’ come un tiro alla fune, da un lato c’è la me che vuole un futuro certo, roseo e sicuro, dall’altro lato della fune c’è il caos e la me che commette sbagli ogni giorno della sua vita. Ovviamente, essendo una situazione provvisoria, cerco di bilanciare le mie emozioni, ricordandomi sempre da dove vengo e dove voglio andare, perché per navigare in mare (in questo caso nell’oceano) bisogna avere una rotta ed essere sicuri, altrimenti le onde immense rischiano di schiacciarti.

Ciò che di più sorprendente ho scoperto è quanto io sia legata alle mie radici, alla mia famiglia, ai miei amici. Ho sempre pensato di essere una persona che ama viaggiare, che vuole essere libera e mai avrei pensato di dover affrontare un senso di nostalgia così tremendamente forte. Il mio Erasmus è diverso da quello degli altri, forse perché la mia età è un po’ sopra la media,  perché sono cresciuta negli ultimi anni. Molti vedono l’Erasmus come un’esperienza per divertirsi, per facilitarsi gli studi, per essere totalmente liberi… io lo vivo come una scoperta, ogni giorno, della mia persona e delle cose che mi circondano, un vero e proprio viaggio introspettivo.
Che noia è… lo so!! Però sono venuta qui per imparare nuove cose in generale e non per uscire ogni sera, ubriacarmi, andare a ballare (cose che ho fatto già per tanti anni). Vedo gioventù che spreca il suo tempo, sempre distrutta, annoiata dalla vita, sembra che le loro esperienze siano legate solo a quante ore passano fuori, a quante birre bevono, a quali droghe usano..invece non si rendono conto che stare fuori ti permette di fare molto più di questo!! Sto incontrando tanta superficialità, tanta povertà d’animo..mi rendo sempre più conto che quello che dicono sulle nuove generazioni è tristemente vero. In Italia, avendo il mio gruppo di amici, non mi ero mai posta il problema di fare nuove amicizie ecc.. qui, provandoci in tutti i modi, sto conoscendo persone di ogni genere e da molte di esse vengo tristemente delusa. Ragazzi il cui unico scopo è fare sesso,  che non sono in grado di avere una reale conversazione, di guardarti realmente negli occhi. Persone completamente perse.. e questo mi spaventa tantissimo e spesso mi fa sentire molto sola. Però di questo parlerò un’altra volta…