Il funambolismo dei fuori sede

Ogni Agosto di ogni estate uno studente universitario fuori sede torna nel suo paese.
Ogni Agosto quello studente si troverà di fronte a domande che mai avrebbe creduto di porsi.
Dopo il liceo, subito dopo, il mio mondo ha iniziato a sgretolarsi, all’inizio piano piano, poi l’esplosione è arrivata tutta insieme.
Le amiche che mai avevo pensato potessero tradirmi lo hanno fatto e quando tutti già sapevano cosa fare io ero immersa nell’oceano dei miei forse.
Cadetti in un vortice di disperazione come mai prima ma, con immensa forza, riuscii a rialzarmi. Da quel momento molte cose sono cambiate nella mai vita, ancor di più tre anni fa quando persi due persone molto importanti per me.
Da allora torno a casa sempre più di rado, lo faccio solo per i miei genitori. Il problema di quando diventi un fuorisede è che apparentemente hai due case ma prima o poi si sgretolano entrambe. Perché l’università è un luogo di passaggio e pochi restano, anche se potrai continuare a sentirli anche dopo. Nel frattempo il tuo mondo nel tuo paese nativo si perde perché se ne vanno tutti quelli che conosci e, quando ogni tanto fai ritorno, trovi sempre cose che non ti stanno bene. Quindi resti in bilico tra due mondi sperando che, prima o poi, ne troverai uno fisso in cui le persone non partono e non cambiano. Una casa che puoi chiamare veramente tua, non la stanza affittata in chissà quale casa con chissà quali coinquiline..che poi, se ti trovi male, là iniziano i problemi.
La mia esperienza da fuori sede mi ha cambiata notevolmente, ho fatto moltissime nuove conoscenze e perso persone che mai mi sarei immaginata. Ho imparato la pazienza, l’arte della convivenza, sono diventata meno timida e mi anche sono divertita moltissimo. Ogni tanto tornare a casa e non trovare persone che ti vogliono davvero bene, un pasto buono e pronto, dover arrivare ovunque con le tue gambe perché non hai la macchina, è stancante ma quello che impari non potrà mai cambiarlo nessuno.
Qualche volta trovo piacevole la mia permanenza a casa, qualche volta vorrei solo scappare. Qualche volta vorrei anche scappare dal luogo della mia università ma, non avendo scelta, cerco sempre di renderlo migliore.

Quest’anno faccio 24 anni e se c’è una cosa che è cambiata in me dal liceo è che mi sono stufata di correre dietro alle persone, proprio così. Mi piace essere libera, non mi piace prendere troppi impegni con le persone, voglio leggerezza anche nelle mie amicizie. Quello che mi spaventa di più è proprio questo: ho perso persone all’università, ne ho perse molte di più nel mio paese nativo, chissà quali rimarranno e se rimarrà davvero qualcuno perché, lo sappiamo tutti, a fare i posti sono le persone. Nient’altro che loro.

Noi fuori sede siamo funamboli su un filo che separa due mondi: in uno dei due non ci vorremo mai tornare, nell’altro abbiamo poche certezze..chissà dove arriveremo seguendolo.

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Il solista: angeli e funamboli

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Voto: 7/10

Stasera vi parlo di un film che ho appena finito di vedere.

Forse in tutti questi anni non ho mai raccontato di quanto io ami il cinema. Lo amo.
Amo le storie le raccontano, la bellezza dei personaggi, il modo in cui li vestono, le musiche che fanno da sfondo, i primi piani degli occhi e del viso..mi piace il cinema perché mi trasmette un’idea di realtà diversa da quella che vivo tutti i giorni ma, in fondo, uguale.

Il film di cui vi voglio parlare oggi è “Il solista” di Joe Wright, lo stesso regista di Orgoglio e Pregiudizio (per chi lo avesse visto).
E’ un film che parla di un musicista palesemente schizofrenico che suona in modo egregio violoncello e violino, uno di quelli che ha la musica nel sangue.
Non vi racconto tutta la storia ma cito solo una frase che viene detta alla fine:
“Un anno fa ho conosciuto un uomo che è caduto in disgrazia e ho creduto di poterlo aiutare ma non so se ci sono riuscito. Il mio amico non vive più in strada, ha una casa, ha un letto ma il suo stato mentale e il suo benessere sono precari come il giorno in cui ci siamo conosciuti. [..] Ci sono scienziati che dicono che essere amico di qualcuno fa cambiare la chimica del cervello, migliorare l’interazione col mondo. [..] Posso dire che   vedere il coraggio del sign. Ayers, la sua umiltà, la sua fiducia nella forza della sua arte, mi ha insegnato la dignità di essere fedeli a ciò che si crede, a non rinunciarvi mai e soprattutto a credere, senza il minimo dubbio, che ci permetterà di sopravvivere.”

Questo film mi ha lasciato sensazioni particolari e diverse. Mi ha fatto pensare alla fragilità e alla debolezza del genere umano, a quanto cerchiamo di essere forti ma spesso c’è sempre qualcosa più forte di noi.
A quanto ci inganniamo (o forse no) di pensare che andrà tutto bene, che ci stiamo integrando perfettamente, che in fondo la società non è così male e che i compromessi che raggiungiamo ogni giorno ci porteranno a scoprire la verità o ad illuderci che saremo felici. Mettiamo pietre sui comportamenti sbagliati delle persone, sui nostri, sulle notizie che sentiamo in tv, alla radio, sui giornali, mettiamo pietre sulla dignità dell’uomo ogni giorno attraverso bombe, nudi, porno, guerra, sangue, malattie, violenza, droghe, infelicità.
Non so dove tutto ciò ci condurrà.. sembriamo degli angeli come Lucifero. E allora mi viene da pensare davvero che solo coloro che sono matti sono riusciti a carpire il senso vero della vita e del mondo. Noi non siamo abbastanza puri da poterlo fare, ci raccontiamo troppe balle.

Ma non è anche questa poesia?? La nostra continua illusione finché questa diverrà davvero la realtà perché alla fine, l’importante è crederci fino in fondo..di qualsiasi cosi si tratti.
Siamo angeli e funamboli.

Il vero amore è una scelta

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Ieri sera volevo tanto scrivere ma non avevo la connessione.
Ultimamente non vanno tanto bene le cose con lui. Io ho sempre saputo che tra di noi ci sono delle grandi differenza e ne ho avuto sempre un po’ paura. All’inizio eravamo così innamorati e stavamo così bene che nessuno ci faceva caso, anzi mi sorprendevo a pensare che invece era più simile a me di quanto pensassi.
Non sono più la ragazza di due anni fa e questo ogni tanto mi manca. Lui mi ha cambiato sia in peggio che in meglio. Ieri sera in balia di un momento triste mi sono ricordata di come mi sentivo vuota prima che lo conoscessi, al fatto che non riuscivo a stare da sola o che mi venivano quei crampi alla pancia perché sentivo sempre che c’era qualcosa che mi mancava. Da quando sto con lui non mi succede più niente, sto bene anche da sola. Anzi.. qualche volta è un piacere stare da sola. Anche lui è il mio “Sunny side of the street”.. in problema è che ora, ogni tanto, diventa un po’ “cloudy” (scusate l’inglesismo).
Non ci capiamo, io dico A e lui capisce Z., e viceversa. Litighiamo spesso, sento che ci allontaniamo sempre di più.
L’altra volta su Facebook ho letto il seguente link:
Il vero amore è una scelta

In pratica in questo articolo si dice una cosa che ho capito solo da un po’ di tempo, grazie a lui. Che il vero amore non è quello di cui parlano alcuni film o che ci fanno credere. Viviamo in una società che vuole vivere l’amore “Completamente“. Cioè se ti piace qualcuno, diglielo; se ti vuole fare una scopata, fattela. Una società che ci insegna che va di moda portarsi una ragazza a letto ogni sera, che al primo abbozzo di problema in una relazione, si butta tra le braccia di un’altra persona.
Io penso che l’amore, quello duraturo, vada costruito passo dopo passo e giorno dopo giorno. Non tutta insieme, andando a letto al primo appuntamento.
Molto spesso nella nostra vita entrano persone travestite da Amore, ma non sono altro che Vigliaccheria, Falsità e Necessità. Non sono persone disposte ad amarci, è il nostro bisogno che le trasforma in tali. La persona che ti ama molto spesso ha delle caratteristiche che non prenderesti in considerazione: ti bacia bene..dolcemente, resta a letto con te dopo aver fatto l’amore, ti chiede sempre come stai, non si dimentica del tuo compleanno, ti regala cose dolci, ti dice cose dolci, parla del tuo futuro con te, non si scorda.

Io sono stata sempre innamorata di ragazzi “sporchi”: orecchini, musicisti, capelli arruffati, piercing, scrittori, poeti, artisti, “drogati!”. Persone che pensavo fossero belle perché mi parlavano di libri, di storie, ho avuto con loro alcuni dei baci più belli della mia vita..ma poi erano niente. Alla prima ragazza che li  cercava, io scomparivo, niente più messaggi..nulla. Mi lasciavano sempre tra la speranza e la rassegnazione.
Poi con Lui ho capito che non tutti erano così, che c’erano ancora ragazzi diversi ma molto spesso noi non li apprezziamo perché ci sembrano banali. Invece loro portano molta più poesia e felicità, nuove melodie.

Nonostante ciò l’anima gemella non esiste. Ognuno ha i suoi difetti ed i suoi pregi e l’unica cosa che possiamo fare per stare con qualcuno è levigarli a poco a poco. I litigi ci saranno sempre, ma devono diventare  litigi per cose vere, serie. E soprattutto non può esserci Gelosia, quella che rovinerà il mio rapporto se io non sarò in grado di abbatterla.

 

 

Sogni a occhi aperti…

Questa sera vi vorrei raccontare di un sogno che faccio molto spesso quando mi capita di ascoltare una bella canzone. Adesso, per chi fosse curioso, sto ascoltando una meravigliosa playlist di Spotify che si chiama “Cozy evening.”
Comunque.. il mio sogno, anche se questo va contro la realtà e le persone che ne fanno parte, è quello di rincontrare un amico che non vedo da tempo. Una persona di quelle che quando le rivedi di sorpresa, in un pub mentre bevi una birra o ad una festa, è come se tutto ti rimettesse a posto. Capite??
Un’isola in un mondo così vasto. Quella persona che quando riguardi negli occhi sembra che non sia passato nemmeno un  lampo di tempo tra quelle onde e particelle di luce che vi distanziano. Che ti risistema il caos che hai dentro e che ti fa fare un sospiro di sollievo e pensare “Finalmente da adesso in poi andrà tutto meglio”.
Che basta guardarla negli occhi per capire che ci sono legami che nessuno al mondo potrà mia cambiare, che rimarremo sempre nel cuore delle persone giuste. Che volere bene a qualcuno non sempre significa rimanere fregato, come con chi che ti usa e ti butta insieme nei dimenticatoio della vita.
Vorrei avere da qualche parte del mondo una persona, un amico, che mi venisse a salvare laddove non mi sento felice o non a mio agio, che mi legga negli occhi e capisse tutto quanto.
Sogno sempre questa cosa, anche se non ho amici lontani poiché non sono riuscita mai ad avere un amico maschio.
Ve lo volevo raccontare perché uno dei miei sogni è quello di essere ricordata da qualcuno così, poiché ho chiuso sempre tutto in maniera definitiva e con rabbia quindi non ho mai lasciato uno spiraglio di speranza per riprendere i rapporti. Sia perché oggettivamente alcuni non lo meritavano sia perché, essendo una persona molto impulsiva, tendo a sparare a mille senza rendermene conto.
Vorrei tornasse qualcuno da me a dirmi “Grazie per aver fatto parte della mia vita.”
Invece da me non torna mai nessuno, se ne vanno e sembrano pure felici di essersene andati. Ho qualcosa che non va?? Forse solo L si è accorto di questa cosa e ha provato a fare minimi passi ma mai niente di particolare. G è tornato quella sera ma certe volte non so nemmeno io perché.. a parte loro due nessuno è mai tornato.
S&S hanno tagliato i ponti e sembra che questo non gli abbia fatto per niente male quando io da un anno a questa parte mi sento dentro un terremoto e sto cercando piano piano di rimettere a posto i pezzi.
Forse vorrei semplicemente qualcuno che mi comprenda davvero e che mi dicesse, anche attraverso solo uno sguardo “Anche se sei un disastro, io ti voglio bene veramente”.. ecco.
Che non mi facesse sentire un mostro, ma un bruco che sta per diventare una splendida farfalla.

Prima avevi paura dei serpenti, adesso hai paura di me.

Che dire…giornata uggiosa, come direbbe Battisti!!
Niente, dovrei studiare ma devo mettere per iscritto questo pensiero.
Non bisogna mai fondare la propria forza sugli altri e soprattutto bisogna mantenersi stretti gli amici in modo leggero.
Con serena e simona (le scrivo con la lettera minuscola, chiaro) avevo un rapporto molto morboso, quasi maniacale. Vivevamo insieme in uni, uscivamo insieme nel mio paese e alla fine è finito tutto. Mi sono ritrovata immersa in una realtà che non riconosco e senza più due punti di riferimento importanti. Sono cresciuta però la ferita ancora non è cicatrizzata, anzi è fresca e basta poco per riaprirla. Piano piano diverrà un segno asciutto questo è sicuro, ma fino a quel giorno mi dovrò abituare a quella parte di me che non si farà capace della loro assenza e dovrò imparare a tenere botta alle mie sensazioni negative.
Il problema del passato è il futuro. Perché, quando meno ce lo aspettiamo, torna un particolare che rimette le carte in gioco, proprio quando avevamo la strategia vincente.
Io adesso ho tanto paura di affezionarmi, soprattutto con G. Ho capito che molti dei nostri problemi derivano da questo e ho paura che passare troppo insieme faccia male ad entrambi..ma nel contempo, io non amo usare piani in amore nel senso che mi piace seguire il mio cuore e lui mi fa stare bene. Una volta, parlando delle nostre paure, lui mi disse, “Prima avevi paura dei serpenti, adesso hai paura di me.”
Mi misi a ridere ma quella frase mi ha fatto riflettere troppo. Ho capito che appoggiandomi troppo sugli altri, non sono mai cresciuta davvero e che adesso sarà difficile, soprattutto perché da sola mi vengono mille pensieri che alcune volte non so con chi condividere. Ma la forza sta anche nel vederseli da sola, nell’imparare che ci sono molte persone disposte ad ascoltarci, ma che ogni tanto ci troveremo soli contro il mondo.

Bisogna anche capire che la vita è una giostra, si sale e si scende e pochi rimarranno. Bisogna danzare, e farlo bene. Perché la verità fa male ma è l’unica cosa che rende la nostra vita davvero unica. Accontentarsi e lasciare le cose così come sono è da vigliacchi. Così come rincorrere persone che non ci vogliono, bisogna voltare pagina e ricominciare!! Perché prima o poi, quando saremo pronti anche noi, accoglieremo l’amore e l’affetto nel modo giusto, senza aspettarci nulla in cambio e contando prima sulla nostra forza che su quella degli altri.
Questo penso sia uno degli aspetti più importante del maturare.

Buona vita a me e buona vita a voi. Non siete gli unici a combattere con i vostri mostri.

Le conseguenze dell’amicizia.

Cancella e riscrivi, cancella e riscrivi…

Ultimamente c’è qualcosa in me che non va: una parte di me pensa “e quando mai..!”, l’altra, che è sempre fiduciosa, pensa che passerà anche questo.
In realtà questa sensazione si è accentuata da un anno a questa parte.
Ho un po’ di fatica a fare amicizia o comunque ad avere un rapporto che vada oltre il semplice “Ciao, come stai??”. E’ come se avessi un blocco che non mi consente di aprirmi e mi sento costantemente inadatta con tutte le persone che incontro..per questo spesso preferisco stare da sola, ma ciò non mi aiuta perché non faccio altro che peggiorare la situazione.
Io sono sempre stata timida ma nonostante questo, ho sempre avuto delle amiche..non sempre le stesse. Alcune sono cambiate, ma in ogni caso ho sempre avuto qualcuno vicino con cui confidarmi e ridere. Da quando sto all’università invece ho conosciuto una marea di gente ma con nessuno di loro sono riuscita a stringere un bel rapporto.
In primis forse perché non ne ho mai sentito veramente il bisogno, e secondariamente non sono quel tipo di persona che prende l’iniziativa con la gente..e ogni tanto che ci provo rischia di andare pure male!
S. e S. per me sono state importanti qui anche per questo, perché mi sono state sempre vicino e  con loro riuscivo ad essere me stessa senza farmi alcun problema.
Forse il mio comportamento è una reazione al loro abbandono e alla sofferenza che hanno lasciato in me. Forse ho talmente tanta paura di affezionarmi a qualcuno che cerco sempre delle scuse per non avvicinarmi più di tanto. Ho cercato di analizzare la situazione sotto tutti i punti di vista; ho pensato che ho concentrato troppe energie su G e potrei non averne più per gli altri…non lo so!!!

Non ho mai avuto così tanto bisogno di un amico in tutta la mia vita..ma per adesso non credo di essere pronta.
Devo vedere ancora bene delle cose e risolverle, anche perché un amico vero non si incontra facilmente, ma io sono fiduciosa.

Quando meno ce lo aspettiamo succedono delle cose e così forse sarà per un eventuale persona con cui il rapporto andrà oltre il semplice “Ciao, come stai??”. Vedremo..intanto mi auguro tanta felicità anche da sola e mi auguro che la scelta di due persona non influirà più sulla mia felicità e sul mio carattere, e soprattutto sul mio futuro!!

Come dicevano i latini, AD MAIORA.

Voce del verbo imparare.

Così tra una canzone di De Gregori e tante bozze salvate (118) ma mai pubblicate eccomi qui.
Mi scuso innanzitutto per l’assenza ma non sono più abituata a scrivere , inoltre sono occupata ed è meglio così; perché è quando non sono occupata che faccio casini!
Quest’anno è stato un anno un po’ bizzarro: ho perso le due frontiere del mio futuro, le mie due amiche S.S., con cui mi immaginavo il mio  addio al nubilato insieme a dei piccoli scriccioli che corrono. Invece ecco qui…tutto cambia.
Ho preso delle scelte molto particolari, questo è sicuro. Mi sono innamorata, ma non credo sia una colpa. Penso che, raggiunta una certa soglia, sia lecito imparare a farsi da parte per dare spazio alle vite altrui.
Comunque la sofferenza che mi ha portato questa rottura..beh è stata abbastanza forte, ma la vita va avanti e bisogna sempre imparare a prendere il meglio da tutto ciò che ci accade.
Mi sono sentita abbandonata e sola e, come sempre, inadatta. Questo mi porta anche adesso a vivere male i rapporti con gli altri e a farmi un esame di coscienza più o meno ogni 5 secondi, cosa assolutamente non salutare. Io non sono fuggita via da nessuno, sono loro che, con molto sgarbo (mi consento questo termine) se ne sono andate senza nemmeno chiedersi il vuoto che avrebbero lasciato. Dopo che io (tra l’altro) gli avevo chiesto in lacrime di “perdonarmi” (se di perdono si può parlare) e di non andare via perché non me lo sarei mai perdonata (senza virgolette).

Invece eccomi, qualche mese dopo e qualche cicatrice in più, a cercare di rimettere insieme i punti e a combattere una guerra contro i miei pregiudizi su me stessa non indifferente.

Nonostante tutto… beh ho passato momenti di una felicità che, solo a scriverne, le fossette del mio sorriso diventano un po’ più profonde. Momenti di immensa felicità sotto la neve, tuffandomi da uno scoglio, a stringere le mani al cinema, a farmi foto bizzarre…momenti che ormai fanno parte della pellicola della mia vita.
Ahimè però..ho constatato che stare con qualcuno non è affatto semplice.
Credetemi (se già non lo sapete) che l’amore non è quello che raccontano: l’amore è un oceano in più! E’ sopportare, soffrire, cambiare, confrontarsi, crescere.
Per esempio io ho constatato, inaspettatamente, che sono gelosa. Ma non poco…tanto, eccessivamente gelosa.
Se andate a vedere qualche articolo prima di questo forse avrò parlato dell’amore come il sentimento della libertà pura…e penso ancora che debba essere così..il problema è che ho anche scoperto che la nostra anima è attaccata inesorabilmente al nostro passato. Ergo le nostre paure più recondite che vengono fuori quando si sta con qualcuno perché è lì che siamo nudi di fronte a noi stessi, lì che non ci possiamo nascondere sotto sigarette, rimmel, sorrisi e rossetto, tacchi a spillo. Siamo a piedi nudi, con il cuore in mano di fronte ad una persona che lo potrebbe custodire come, squarciarlo.
Vi auguro tristezza, insonnia, pianti, qualche sofferenza..ma non vi auguro mai di essere gelosi così tanto perché tutto quanto dopo un po’ diventa una gabbia lacerante, una busta che soffoca le ali dell’amore. Morbosa, chiusa, claustrofobica.
Devo lavorare su me stessa per risolvere il mio problema e spero di farlo il prima possibile perché io certi baci mica me lo scordo. Anzi me li porto nel cuore. Nonostante l’abbandono, io ci continuo a credere e a sperare che qualcuno in questo nastro di pellicola sia già segnato.
Un po’ come quando finisce Scrubs e JD si vede passare la sua vita davanti..beh io in quel filmato qualche scena ce la vorrei davvero tanto!
Ho in mente una scena ogni giorno ed è sempre più bello. E insieme ad esse ci sono le mie paure, tutte le volte che mi prometto di respirare e poi invece sparo a mille su tutto, senza nemmeno accertarmi di quello che dico.
C’è un passo della Bibbia sull’amore che penso sia fantastico che dice:

L’Amore è paziente, è benigno;
l’Amore non arde di gelosia,
non si vanagloria,
non s’insuperbisce,
non si comporta in maniera sconveniente,
non persegue il proprio interesse,
non si indigna,
non nutre alcun risentimento per il male ricevuto,
non si rallegra dell’ingiustizia,
ma gioisce della verità.
Tutto ammette, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta.
L’Amore non avrà mai fine.
Ecco così dovrebbe essere anche il mio amore. Così puro e senza malizia.
Ma naturalmente non è sempre tutto facile. Mi sento soffocare perché ho paura che se ne vadano tutti e mi lascino qui sola, ad asciugare le mie lacrime e a sentire che nessuno mi vorrà mai bene e non mi amerà mai. Perché mi sento come il brutto anatroccolo, sempre imperfetta, sempre strana.
Devo diventare più sicura di me! Devo alzarmi le maniche e impegnarmi e smettere di sentirmi sempre sbagliata.
Io non sono così. Sono le persone che mi hanno circondato che mi ci hanno fatto sembrare. Se qualcuno mi ha abbandonato non significa che lo faranno tutti e, se qualcuno non mi cerca, non vuol dire che gli sto antipatica.
Devo imparare a volermi bene e ad amarmi.

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Different eyes.

Ieri sono andata a tagliare i capelli, taglio netto… come sempre!
Mentre più di metà dei miei lunghi capelli mossi cadeva sul pavimento, pensavo a tutte le storie che ognuno di loro potrebbe raccontare..baci, pioggia, lacrime, sapori, odori, litigi, parole! E’ come se tagliare i capelli fosse un modo per archiviarle una volta per tutte, soprattutto quelle brutte.
Poi, come per ogni donna che si rispetti, mi son venute le solite domande: chissà se sarò bella come prima?? Chissà se gli piacerò quando mi vedrà??
Allora mi è venuto da pensare di quanto sarebbe bello se, invece, il mondo lo vedessimo con gli occhi degli scrittori. Se quel ciuffo che si alzerà dopo che la piega dal parrucchiere non sarà più perfetta sarà il motivo per cui qualcuno si innamorerà o si meraviglierà di quel particolare, invece di puntare o giudicare perché va contro ogni tipo di stereotipo di bellezza moderna! Capelli perfetti, gambe depilate, corpo fantastico, unghie lunghe, cervello atrofizzato.

Tutta questa plastica! Sono tutte così finte!
Invece a me piacciono le cose vere. Mi piacciono i capelli scompigliati e anche, perché no, vedere qualche pelo che sbalza fuori da un poro della nostra pelle. Perché siamo esseri umani e l’imperfezione è quella che ci dà poesia.
Questo pensavo..se ogni cosa avesse un filtro di bellezza, una visione nuova di chi ha imparato a guardare oltre il suo naso, di chi sa che nella vita la ragione non è di nessuno ma ognuno ha la propria storia con i propri dolori ed ogni sfumatura è bella.

Dovremmo imparare ad essere più umani. Imparare che perdonare non è da deboli, ma è da persone mature ed intelligenti, perché nella vita tutti, nessuno escluso, sbagliamo. Ogni giorno, anche tre volte. Dovremmo imparare che la bellezza non è soltanto la velina di turno con il fisico da schianto e il bikini che lascia intravedere le loro forme perfette, ma è anche la ragazza seduta in biblioteca senza trucco, con gli occhiali e la gambe un po’ più paffutelle. Anche quella è bellezza, ma un altro tipo. Che nessuno sa riconoscere.

A me non interessa delle vostre foto in bikini al mare o di quanto possiate essere belle. A me interessa chi sa parlare e sa raccontare, anche solo con gli occhi. Perché dagli occhi non sfugge via niente. Sono loro che raccontano tutto. E sono stanca di questo conformismo perché è soffocante e denigrante. Io voglio aria pulita invece!

Cronache di vita.

Ultimamente son successe un po’ di cose. Innanzitutto mi stanno tornando gli attacchi di panico che prendevo l’anno scorso e questo non mi aiuta affatto a vivere serenamente l’università e decidere cosa fare l’anno prossimo.
Ho litigato con le mie amiche a causa del mia incostanza caratteriale e loro mi hanno propinato una serie di motivi per cui io dovrei cambiare..inutile dire che hanno ragione. Loro dicono che io penso troppo e, così facendo, rovino anche le cose più belle ..perché tendo sempre a mettere i puntini sulle i, a rimuginare su tutto quello che mi succede e mi pongo troppe domande che non hanno risposte sicure.
Domenica, per fuggire dalla monotonia e dalla tristezza ho deciso di chiedere di uscire a Iacopo, un ragazzo che avevo conosciuto mentre studiavo all’università. Sono uscita tre volte con lui e sono stata davvero bene. Come tutte le cose della mia vita però, anche questa è stata un fuoco d’artificio, nel senso che è cominciata e finita (forse non del tutto, ma quasi).
Stare con Iacopo mi ha fatto davvero bene. Non mi sentivo così “donna” da molto tempo e lui mi ha aperto la mente riguardo tante cose. E’ davvero una bella persona e, per una volta, ho conosciuto un ragazzo che non si avvicina all’ideale di “stronzo forte” che mi scelgo solitamente.
Infatti mi sono pure resa conto che tutte le ferite del passato mi hanno resa molto insicura e molto infida e, così facendo, allontano tutti da me. Credevo che fossi uscita dalla famosa bolla di sapone del liceo, ma forse la situazione è solo peggiorata, perché fino a quando non sono stata con lui, mi è sembrato di essere completamente morta.
Adesso mi mancano già i baci, gli abbracci, gli sguardi, i sorrisi, i sospiri, l’imbarazzo…
E’ che io mi son fatta male troppe volte e adesso non riesco più a lanciarmi come prima. Ed ogni avvenimento mi tocca sin nel profondo, che sia un bacio, un sorriso, una carezza. Mi rimane tutto addosso.

Sono avida di amore. Ne ho bisogno, perché ho tanti pezzi di cuore che devono essere rimessi insieme nel modo giusto e da sola non faccio altro che metterli in subbuglio sempre di più e costruirci intorno un muro di bugie e paure. Solo che tutte le mie storie son così: fugaci. Scappano tutti e io non riesco a capire il perché nessuno resti. Ho paura che sia io il problema. Davvero…però, a parte per i miei sbalzi di umore e la mia personalità un po’ ambigua, sono una persona molto semplice e rendermi felice è la cosa più facile del mondo. Ho iniziato a pensare davvero che sia io il problema. Questo mi distrugge perché adesso sono stanca di stare da sola e, dopo che mi sono risvegliata un po’, desidero qualcuno al mio fianco.
Me lo merito perché ho sofferto troppo. Ho bisogno di condividere le mie esperienze con qualcuno, così magari pian piano andranno via..e potrò ricominciare ad ascoltare certe canzoni e ad essere serena. Una catarsi in comunione.

Il dolore ti cambia, si impossessa di te, ti trasforma.
E, nonostante dal dolore possiamo imparare molto e crescere, le ferite che ti lascia ti segnano e tu non puoi farci niente.
Puoi nasconderle ma prima o poi ricominciano a sanguinare. E fanno male. Tanto, troppo.
Sono stanca di essere triste.

Le cose in cui credo.

Giovedì sera mentre parlavo con alcuni amici, ad un certo punto ho detto una frase che ha fatto rimanere “di stucco” molte persone, cioè che io non credo quasi in niente.

Mi ci son messa a pensare mentre tornavo a casa e ho cercato di spiegare a me stessa questa cosa.
Mi sono stilata nella mente una serie di cose belle in cui credo e, anche se quel momento è passato, cercherò di scriverle qui.

Io credo:
-nella musica;
-nei libri e nella scrittura. Nei periodi in cui mi sento persa, trovo sempre una parte di me dentro i libri che leggo, che mi trasportano altrove e mi fanno dimenticare il mondo là fuori per intere ore. Credo in questa specie di desiderio e di bisogno di condividere con gli altri quello che penso e, quindi, cercare di tenermi tutto dentro per usarlo, per condividerlo, per raccontare qualcosa;
-nell’arte in generale. Nelle sindromi di Stendhal di fronte a un film che ti fa commuovere, ad una canzone, ad un quadro che resteresti a guardare tutta la vita. In quelle piccole note, quei colori, quelle lettere che ti salvano e ti fanno spalancare occhi e bocca come un bambino che scopre il mare per la prima volta;
-credo che non esista la bellezza nel mondo. Sinceramente non credo nella pace o nella bontà dell’uomo, non credo nella scienza e non credo nello sviluppo. Non credo nell’uomo in generale… per me, di base, facciamo tutti schifo. Non credo nell’economia e nella politica. Non credo che esistano poteri buoni e non guardo mai la televisione. Mi dà fastidio il modo in cui ci controllano ogni giorno e  nessuno si accorge che ci stiamo dentro tutti, chi più, chi meno.
Non credo nel mito della civiltà occidentale che essere un avvocato, un medico, un ingegnere ecc..significhi essere una persona riuscita. Non credo nei soldi.
Credo che nel mondo di oggi non vi sia bellezza. Però credo anche che la visione del mondo intorno a noi dipenda da come lo guardiamo. Credo nei piccoli gesti e mi piace osservare e ascoltare la gente. Credo in una specie di bellezza interiore, di chi non si è rassegnato a fare quello che gli dicono, ma cerca di scoprire, di conoscere e si stupisce ogni volta. Credo che ci siano del valori che non debbano mai venire meno nella vita di una persona. Credo nelle anime pure….quelle che riconosci subito.
Credo tanto nella verità, che va sempre detta. Anche quando può distruggere tutto. Credo in quei piccoli particolari che scorgi sull’autobus, in mezzo alla gente, in mezzo ad una folla, per strada quando due persone si abbracciano. Però credo che per vedere tutte queste cose bisogna soffrire, bisogna saper osservare e capire… e non tutti sono in grado di farlo;
-credo nel coraggio, nel cuore, nelle sensazioni che ci trasmette. Credo che la vita ci mandi dei segnali ogni tanto e noi dobbiamo essere in grado di coglierli e percepirli;
Credo pure che la vita sia una benedettissima stronza. Non ha gratitudine, non ha cuore, non ha sensibilità. Ti usa come un giocattolo e poi ti getta da qualche parte in mezzo a tanti altri giocattoli che non usa più. Ma credo che in mezzo a quei giocattoli ci sia più poesia che altrove. Che prima di essere vincitori, si è sempre vinti. Mi piacciono le persone un po’ disastrate, mi piace rimettere a posto le cose;
-credo nei figli. Vorrei tanto avere dei figli ed insegnarli tutto quello che so.

Insomma..non sono una di quelle persone ottimiste che pensa che il meglio deve ancora venire. Cazzate.
Vivo in una famiglia di persone oneste eppure ogni giorno vedo gli occhi di mio padre sempre più stanchi. Perché in Italia è lecito mettere una firma falsa, ma non è lecito non pagare una cosa che non ti tocca. (Non credo negli avvocati e nei notai. In tutto ciò che prende per il culo la vera giustizia e la vera fatica).
Quindi non mi venissero a raccontare storielle sulla bellezza delle cose e sul fatto che ci devi credere! Io non ci credo invece.
Ci crederò solo quando vedrò che le cose vanno veramente bene e sono GIUSTE.
Non credo nell’amore. Perché tante persone stanno insieme solo per inerzia e fino ad ora ogni persona che avrei potuto amare, se ne è andata, Scappano tutti da me..chi torna a casa, chi scappa, chi si rimette con la sua ex. Tutti se ne sono sempre andati da me e non so perché…quindi non mi venissero a dire: “Prima o poi arriverà qualcuno!” perché io non ci credo proprio. Almeno per il momento. Ci crederò se mai arriverà davvero chi resterà ed avrà le palle di stare con una così.

Credo poco anche nell’amicizia. Vedo persone che si prendono gioco di me, che non mi dicono mai la verità, ma non sanno che prendere in giro me è inutile. Ho il fiuto per le bugie..ho passato un’intera infanzia ad ascoltarle. So osservare i gesti e capisco quando una persona mi sta prendendo per il culo, ancor prima che possa aprire bocca. Ciò talvolta mi diverte, talvolta mi fa stare malissimo, quando a farlo sono persone a cui tengo.
Non credo nella vita e nella sua bontà del cazzo. Credo che però noi siamo in grado di guardare le cose da un’altra prospettiva. Che la bellezza non sia nella cose in sé, ma nel nostro occhio interiore…che nasce cieco e poi impara. Che tutto passi in questo nostro occhio..sia la luce che la tenebra. Ma non tutti sono in grado di sentirlo, perché fa male. Così, volta per volta, ci accontentiamo e diventiamo tutti uguali.
Credo in voi che capite quello che scrivo e non ve ne fregate. Che almeno cercate di capire. Che non siete superficiali, ma attenti osservatori, scrupolosi.
Credo di aver finito…anche se potrei continuare per tutta la vita.