Aggiornamenti di storie e speranze.

Ciao a tutti!
Ultimamente inizio le mie scritture sul blog sempre con la stessa frase cioè che è un bel po’ che non scrivo qui! Questa volta il problema principale è che sto avendo problemi con il computer.
In occasione dell’inizio di questo 2015 però qualcosa va detta.

Il duemilaquattordici è stato un anno bello per me, sofferto in alcuni periodi però sono cresciuta tanto e ho fatto molte esperienze. Ho conosciuto gente nuova e sono stata fiera di me nel momento in cui alcune persone mi hanno ferito nel profondo ed io ho usato quella sofferenza per rialzarmi e aprirmi al mondo.
I. è la persona che più di tutti mi porterò nel cuore. L’ho rivisto prima delle vacanze di Natale ma ero con G. quella sera e lui mi ha guardata senza dire niente. Al mio compleanno mi aspettavo i suoi auguri ma non sono arrivati.
G. è il mio ragazzo… adesso mi fa davvero strano dirlo infatti quando mi chiedono se io mi sia fidanzata, per una specie di scaramanzia rispondo sempre di no.
Il fatto è che ormai lo sanno e ne parlano tutti e questa cosa mi dà fastidio perché non è ufficiale.
G. è mio amico da quando abbiamo iniziato l’università. Siamo molto diversi, lui è una persona molto razionale, pacato e tranquillo, dolce ed estremamente romantico alcune volte. Io non sono per niente razionale, sono perennemente incazzata con qualcosa o con qualcuno e faccio fatica ad esternare i miei sentimenti.
Lui è l’unica persona che riesce a lenire le mie inquietudini.
E’ una storia molto strana perché era più o meno un anno che si notava qualcosa tra di noi però lui non ha mai fatto niente ed io non mi sono mai esposta più di tanto proprio perché temevo che fossimo troppo diversi per stare insieme.
Una sera ci siamo baciati e da lì è nata questa strana coppia di due persone che non c’entrano niente l’una con l’altra.

Non ho mai avuto così tanta paura perché mi sono resa conto che gli voglio davvero tanto bene e lui è una persona con mille problemi sotto alcuni punti di vista che, se non affrontati con delicatezza e complicità, ci potrebbero portare ad allontanarci.
Spesso mi viene voglia di lasciare perdere e tornare a fare stragi di cuori (soprattutto del mio) perché è risaputo che a me piace la bufera.
G. è l’unico che ha portato la calma di un cielo di primavera ed il candore delle lenzuola bianche appese sulle terrazze dei palazzi dove ci si nasconde per respirare.
Lui per me è come una dose di pace. Quella che un’anima come me non troverà mai.
Infatti continuo a provarci, nonostante le difficoltà e i miei pensieri, perché per la prima volta forse ne vale davvero la pena.
E’ che io non vorrei perderlo però l’amore più lo stringi, più fugge..quindi è inutile forzare le cose. Inoltre aver passato tanto tempo da sola e aver ricevuto delusioni molto forti ti portano ad avere un po’ di problemi nell’aprirti e nel fidarti di qualcuno.
Poi abbiamo avuto anche qualche incidente di percorso…il suo migliore amico era infatti innamorato di me. G. una sera si presenta a casa e mi dice che è meglio lasciare perdere, che solo una volta si era innamorato veramente di qualcuno ed era stato anni prima e che poi non gli era mai più successo e che un amico, in passato, gli avevo rubato la donna che amava e lui non voleva ripetere la cosa.
Quella sera mi ha lasciato con il cuore a pezzi e lacrime da coccodrillo e un vuoto dentro che, per la prima volta, non riuscivo a colmare.
Dopo le sue confessioni è tornato a casa sua, ha parlato con un nostro amico e dopo venti minuti è tornato con il fiatone, tutto sudato a chiedermi scusa.
Che dite..lo posso perdonare??
Non lo so. E’ che quelle parole mi hanno ferita e me le porto ogni giorno dentro, soprattutto adesso che siamo lontani e che non posso guardarlo negli occhi per cercare di capire i suoi pensieri.
E’ che io sono sempre alla ricerca della verità, quindi preferisco soffrire da sola piuttosto che sapere che sto con qualcuno che non mi ama abbastanza.

Questo duemilaquindici è iniziato un po’ male perché alla fine ho litigato con alcune mie amiche, ma il proposito dell’anno sarà farmi scivolare alcune cose addosso, come quando nuoti in mare aperto nuda e senti l’acqua che ti accarezza.
Alcune persone non meritano le mie preoccupazioni e se vogliono continuare a buttare la loro dignità come i coriandoli a Carnevale, continuassero.
In questi casi sono fiera della mia vecchiaia mentale precoce e della mia pesantezza in fatto di premure nei confronti delle persone a cui voglio bene.
Se il problema sono io, siete pure voi. A ciascuno le propri croci.
Basta ad infliggermi sofferenze che non merito.

Non ho propositi particolari per il nuovo anno se non quello di stare il più tranquilla possibile e non arrabbiarmi troppo perché il mio bisogno di giustizia mi sta portando davvero a perdere la salute!! Dovrei essere leggermente più menefreghista.
Voglio vivere giorno dopo giorno e imparare a respirare.

Che altro dire…. speriamo bene! Io auguro a tutti voi un felice 2015! Che vi possa portare tanta gioia e serenità, che possiate trovare la forza necessaria ad affrontare i vostri problemi, che possiate godere del calore delle fiamme dell’inferno e della leggerezza delle nuvole del paradiso.
Vi auguro di sorridere, di divertirvi, di imparare ad amare i vostri figli e viziare i vostri nipoti, di ammirare l’arte e ascoltare i suoni della natura che si risveglia, di baciare ogni giorno la persona che amate e di avere tempo la mattina per indossare la giacca che vi dona di più.
Promettiamoci di avere speranza.
Buon 2015!!!!!

“Anche se il timore avrà sempre più argomenti, tu scegli la speranza.” – Seneca

Eccoci qui!!! E’ un bel po’ che non scrivo sul blog! Non che io non ci abbia pensato, solo che sta diventando sempre più difficile scrivere. Lo diceva Pavese che scrivere è un mestiere!!!

E’ che fino ad ora ho scritto sempre quando ero triste e questo mi ha portato un po’ ad associare la scrittura alla tristezza, ma io non sono così.
Sono tristezza e malinconia, ma anche leggerezza e felicità, solo che le ultime fatico a esternarle, almeno qui, almeno nella mia anima.

La mia professoressa di letteratura al liceo diceva che Leopardi in fondo era un ottimista ed io l’ho pensato sin da quando, da piccola, mi fecero imparare a memoria “Il Sabato del villaggio”. 
Perché, nonostante l’ambiguità della constatazione, la felicità e il dolore vanno sempre insieme. Come il sole e la luna o l’amore e l’odio.
Odiamo ciò che amiamo, amiamo ciò che odiamo.
Così c’è sempre un po’ di tristezza nella felicità e un po’ di felicità nella tristezza.
Solo che si tende sempre a far emergere una sola delle due cose, anestetizzando l’altra e ciò non è produttivo perché bisogna lasciare che le sensazioni fluiscano, come un fiume …e non bisogna soprattutto avere paura.
Non bisogna avere mai paura.
Tutto in fondo è una questione di prospettiva!

A proposito di questo, ultimamente sono arrivata anche ad un’altra constatazione.. Cioè che nella vita non sempre otteniamo quello che vogliamo, anzi quasi mai. Però la forza e l’intelligenza non stanno tanto nell’avere la “pappa pronta” o nell’ottenere sempre ciò che si vuole; sta anche nell’adattarsi e nell’imparare a essere felici con ciò che già si possiede. Bisogna solo imparare a guardare le cose con occhi diversi, usare delle lenti a contatto colorate!!

Danzare, ecco! Si deve danzare e non smettere mai di farlo! Non opporsi alla tempesta ma ballare con il vento e farsi bagnare dalla pioggia. Non andare sempre contro la corrente, ma lasciarsi trasportare da essa e lasciare che le cose accadano, senza avere paura.
Iniziare le giornate con un po’ più di leggerezza e allontanare l’arrivo di brutti pensieri con quelli nuovi e più belli. 
Bisogna avere fiducia nella proprie possibilità e qualità, non pensare sempre che gli altri siano migliori di te… anzi! Quando qualcuno non si comporta come dovrebbe, un bel vaffanculo non guasta. Tanto, come dice il proverbio, “chi non ci sta, non serve”. 

Questo è un po’ quello che mi è passato ultimamente nella mente. Magari dopo approfondirò meglio, per adesso già è tanto se sono riuscita a mettere insieme due parole!! 
Ho imparato queste cose perché ho avuto una discussione con delle persone che mi hanno detto  parole che mi hanno- letteralmente- trafitto il cuore.
Adesso, grazie anche a loro, sono un po’ cambiata.. certo non è semplice, ma provare non costa niente.. 

Vivere la vita da leoni.

Ho momentaneamente, urgentemente e assolutamente bisogno di uno sfogo.
Dio santo quanto mi fa incazzare la gente! Perché se una persona ti è amica, ha bisogno di raccontarti delle cazzate per giustificarsi? Perché?
Che costa dire “stasera non esco perché non mi va” e dire invece “non posso perché domani mi devo svegliare presto o perché ho un (inesistente) impegno!”.. Vaffanculo a voi e le vostre cazzate!

A me non piacciono le persone che non sono capaci di affrontare le cose. Se dovessi scegliere tra il morire da leone dopo una sanguinosa e cruenta lotta in mezzo al fango e il morire da verme in una bella foglia bagnata dalla rugiada.. beh preferirei la prima! Sempre.
So di essere un disastro, me ne rendo conto..so di avere un carattere di merda (anche se in realtà basterebbe poco per rendermi felice), so di essere complicata.. ma io sono vera! Io sono vera perché me lo chiedo quello che voglio nella vita! Non faccio scelte dettate solo da mere comodità, non mi rifugio in una storia con una persona che non amo per sentirmi “protetta”, non scelgo l’università perché i miei genitori sono avvocati/medici/ingegneri/architetti e tutto.
Io mi guardo allo specchio e sbatto ogni giorno contro una verità diversa, che fa male, è vero… ma dopo un anno in cui sono cresciuta così tanto, vi assicuro che la verità è l’unica strada per crescere.
E guardarla, scovarla, accettarla significa avere le palle. Significa non raccontarsi cazzate per andare avanti. Significa essere uomini e innalzarsi. Perché la viltà non fa parte dell’uomo vero. Non che io abbia il coraggio di fare/dire tutto, però ci provo almeno. E quando sono vigliacca lo riconosco sempre, senza inutili giustificazioni..perché ogni tanto esserlo è umano.

Credetemi: le uniche persone che vi vorranno bene nella vita, vi diranno sempre la verità.
Potrete arrabbiarvi con loro, non parlargli per tanti anni e non farvi più vedere. Scappare. Ma alla fine vi renderete conto che quella persona che vi ha ferito, trafitto, era l’unica a volervi davvero bene.
Penso che dire la verità alle persone, significhi avere rispetto per loro. E se qualcuno vi fa una domanda, rispondere sarebbe gradito..perché, da parte di una che le fa spesso e non sente quasi mai una risposta, vi posso assicurare che fa schifo. Preferirei piuttosto una risposta secca al silenzio.
L’indifferenza tenetevela per i vostri nemici, conservate il dialogo e la verità con i vostri amici. Perché non c’è cosa più bella del sapere di avere qualcuno vicino che non vi tratta da stupidi, ma che vi dice sempre e solo la verità.

Lo dico per esperienza, perché ogni volta che una persona a cui voglio bene mi dice una bugia, mi spezza l’anima.
Per questo spesso, a costo di passare per stronza, non dico menzogne alle persone…è da quando sono piccola che mi imbottiscono di bugie e io le ho sempre odiate. Forse solo i bambini possono capire… Sì, perché mi sento come un bambino a cui era stata promessa una giornata al mare e alla fine vede suo padre che se ne va a lavoro e sua madre che prepara il pranzo come se glielo avessero promesso per il silenzio di cinque minuti.
Le uniche persone che mi hanno detto la verità, le ho sempre odiate. Adesso gli stringerei la mano.
Quando andai a parlare con Andrea e lui mi trattò in quel modo così brusco e freddo…beh in effetti lui lo fece per me. Perché è stato abbastanza intelligente da capire che l’unico modo per allontanarmi da lui era fare così. Spezzarmi in cuore e dirmi la verità.
Che poi quel giorno tra cristalli di ghiaccio, c’erano fiamme di fuochi enormi che non facevano altro che dirci “abbracciatevi”…è un altro discorso, però almeno lui ha fatto la sua scelta ed ha avuto le palle di dirmelo in faccia. A. è un leone e io l’ho sempre saputo, ecco perché mi piace(va) così…
Invece G. è ripartito senza nemmeno dirmi ciao…e quando (per l’ennesima volta) mi sono presentata lì per parlare di quello che era successo..lui non è stato in grado di dirmi nulla. E meno male che erano 7 mesi che gli piacevo!
Non so perché  io finisca sempre a parlare delle mie “storielle” però vi assicuro che alcune volte l’amore sembra il sentimento più adatto di tutti per spiegare determinate cose. Forse proprio perché le contiene tutte.

Comunque io vi auguro tanto di trovare il vostro pezzo di verità nel mondo, qualcosa o qualcuno che non vi ferisca con le sue bugie. Ve lo auguro con tutto il cuore perché scoprirle poi fa un male tremendo..
Il proverbio ha sempre ragione: “Tutti i pesci vengono a galla” oppure “Tutti i nodi vengono al pettine.”