Quattro domande per la vostra vita!

Ciao a tutti,
oggi vorrei proporvi una serie di domande che mi sono cominciata a porre da quando ho iniziato a vedere i video di questa youtuber meravigliosa. Mi piacerebbe condividere con voi le mie risposte al riguardo e mi piacerebbe moltissimo ricevere qualche risposta da parte vostra! Oggi ve ne propongo solo quattro!

  1. Qual è l’atto di gentilezza più bello che hai ricevuto?? 
  2. Qual è l’atto di gentilezza più bello che voi abbiate mai fatto a qualcuno?
  3. La tua qualità peggiore e la tua qualità migliore.
  4. Come affrontare un periodo difficile.

 

  1. Penso che l’atto di gentilezza più bello che mi sia mai stato fatto è stato da parte di un mio compagno di scuola quando avevo 10 anni. Diciamo che la mia infanzia è stata diversa da quella di molti e, per questo, sono sempre stata una bambina ed una ragazza molto sensibile. Spesso le persone hanno sfruttato la mia sensibilità e mi hanno offesa perché ero un bersaglio più facile di altri. Un giorno, un mio compagno di scuola, di fronte ai miei compagni che mi prendevano in giro, mi disse di non ascoltarli, che lui era con me e che ero più intelligente di loro. E’ stata la prima volta nella mia vita in cui mi son sentita davvero compresa da qualcuno.
  2. L’atto di gentilezza più bello che io abbia mai fatto è stato in seconda elementare. Quell’anno una nuova bambina entrò nella mi piccolissima classe e tutti la prendevano in giro ed ovviamente la isolavano. Mi faceva male vederla sempre da sola ma dovevo scegliere se avere ancora degli amici o se diventare sua amica. Era diversa dal resto dei miei compagni, se ne stava sempre sulle sue a disegnare e fare cose strane. Un giorno durante la ricreazione la vidi che decorava le orecchie di un coniglio con dell’ovatta e le chiesi se potevo aiutarla. Da lì in poi passammo i restanti quattro anni delle elementari sempre insieme! E’ stata la mia prima vera amica (poi ci siamo perse).
  3. La mia qualità migliore è la mia sensibilità che mi spinge ad essere sempre gentile ed educata con tutti. Sono molto empatica e riesco a carpire particolari che il resto delle persone non nota.
    La mia qualità peggiore è la mia non gratitudine nei confronti della vita e di coloro che mi circondano. Tendo a guardare il bicchiere sempre mezzo vuoto e questa è una grande forma di non rispetto per la vita in generale e le persone che ci vogliono bene.
  4. Questa per me è la domanda più difficile. Per affrontare i miei periodi difficili mi aggrappo sempre a qualcosa. Di solito mi aggrappo alle persone, ma ci son stati anche periodi in cui mi sono aggrappata all’arte (libri, musica, cinema) ed alla bellezza che sono poi le uniche cose che, secondo me, ci possono salvare. Anche perché spesso le persone non ci sono e quindi bisogna inventarsi un modo: uno sport, un passatempo, parlare con sconosciuti, scrivere, condividere il proprio dolore con qualcuno.. sapere che, in qualche parte del mondo, c’è qualcuno che ci può comprendere! Sono queste le uniche cose che possiamo provare a fare per uscire dai nostri periodi bui e, qualche volta, anche semplicemente lasciarsi andare ed aspettare il momento giusto per reagire, perché c’è sempre un momento giusto per qualsiasi cosa!

PS: riguardo la gentilezza, mi sento di dover dire che anche i gesti che facciamo quotidianeamente sono di fondamentale importanza e questo l’ho capito in particolare da quando sono in Erasmus. Invitare qualcuno ad uscire, aprire la porta, chiedere come è andato il weekend, chiedere se si ha bisogno di aiuto ma, soprattutto, sorridere agli altri ed essere comprensivi, senza pregiudizi. Questo è fondamentale nella vita. Perché in fondo è vero che ognuno sta combattendo una battaglia che noi non conosciamo, per questo bisogna essere gentili e comprensivi sempre! Migliori con gli altri, migliori con sé stessi!

 

 

 

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Il vuoto delle cose.

Sapete ultimamente mi sto interrogando molto sul “vuoto”. Perché è il vuoto che ci frega tutti, niente altro che il vuoto. E’ la cosa di cui ho più paura, ho paura che in me dentro un’apparente brughiera verde si nasconda un buco nero nel quale prima o poi cadrò e mi farò molto male. So che in generale nella mia vita ci sono una marea di cose irrisolte che potrebbero concludersi in un incendio enorme che brucerà tutta l’erba verde e fresca.

Una volta il mio ragazzo mi chiese quale fosse la mia paura più grande ed io gli risposi che era quella di provare un dolore così grande da non rialzarmi più. Lui ci rimase di stucco perché non era una risposta leggera insomma, nemmeno scontata. Gli avrei potuto dire che avevo la fobia dei serpenti, che ho paura che domani un tram sbam mi investa e tante altre cose brutte. Invece no, gli ho detto la verità.

Ieri sera mentre parlavamo mi ha detto che secondo lui il dolore si combatte e basta, che, quando vedi un amico in difficoltà, devi andare lì e sbattergli la verità in faccia, poi sta a lui decidere cosa fare. Il problema è che G. non considera nell’equazione generale del dolore due costanti fondamentali: la fragilità e la debolezza.
Anche io vorrei che tutti quanto fossero abbastanza forti per affrontare la vita ma la verità è che certe volte il passato ha la meglio su tutto, perché non tutti i dolori hanno lo stesso peso e purtroppo alcuni sono troppo difficili da sopportare.

C’è un sottile momento, un breve instante in cui le braccia che hai usato fino a quel momento per combattere contro tutti si abbassano e da quel momento non sfuggi più e non torni nemmeno più indietro. Io l’ho visto con mia madre. Non si può dire che lei abbia avuto una vita facile anzi, è stata complicata e bastarda sin dalla sua infanzia ma lei nel suo piccolo mondo ha sempre cercato di avere la meglio su tutto. Poi qualche anno fa le è successo un evento che l’ha cambiata drasticamente e, lì,  lei ha abbassato le braccia e non è riuscita più ad alzarle veramente per combattere, al massimo le alzava per far capire alla vita “guarda che una parte di me c’è ancora.”

Mia madre, già fragile e “debole” di suo, ci ha provato con tutta sé stessa, io lo so, ma ci sono eventi così dolorosi, che fanno così male nella vita di una persona che poi non ne esci più vivo. Il dolore è così: tanto fa bene, poco e troppo fanno male.

E ci dovrebbe essere una pena da parte della vita per noi, ma la vita non ha grazia e non ha gratitudine. A chi sembra dare tutto, a chi niente, ma alla fine niente è come è veramente.

Che c’entra il vuoto con tutto ciò??

Il mio professore di farmacologia due anni fa ci disse: ” Ragazzi questo è il momento per voi di credere in qualcosa più di ogni altra cosa. Prendete i capi mafia: sono persone che cercano di difendersi anche davanti la cruda ed amara verità che uccidono tutti i giorni. Ma loro sono talmente convinti che ciò che fanno sia giusto che non gliene importa niente. Nel bene o nel male per salvarvi da depressione, ansia e dal vuoto che c’è dovete credere fermamente in qualcosa e lo dovete costruire finché siete in tempo, dopo sarà troppo tardi.”
Insomma il succo del discorso che è venti anni è l’età per credere fermamente, per trovare qualcosa (di sano naturalmente) a cui appendersi con tutti sé stessi.
Ci penso spesso a quella frase. Se tornassi indietro studierei musica, forse canto, perché le passioni secondo me salvano dal vuoto. Qualsiasi passione, qualcosa che ti salva, anche scrivere è una passione. A me scrivere fa bene per esempio e ne sento il bisogno perennemente. Anche perché non saprei come sfogare tutto quello che osservo. Anche fare sport mi fa benissimo: in quelle ore non penso più a niente ma sudo, sudo, sudo, una specie di rito catartico che mi serve ad espellere tutto ciò che è negativo. Mi fa bene leggere ed ascoltare la musica. Magari sembrano cose stupide ma sono quelle che rimangono quando tutto va via. Rimane quello che consola e che “coccola” la tua anima. Magari, se sei fortunato, rimane anche qualche persona che ti ama o che ti vuole semplicemente davvero bene.

 

 

 

Agosto: è meglio che non ti conosco.

Sono fondamentalmente, sostanzialmente, evidentemente molto arrabbiata, incazzata, inaridita, adirata e tutto quello che vi pare.
Non riesco a manifestarla, a farla uscire fuori, è tutto Agosto che sto così. Tutto colma solo in un’arida apatia e quasi depressione nei confronti del mondo. E non ne riesco nemmeno molto a parlare.
Sono arrabbiata per i miei problemi economici in famiglia che durano da troppi anni, sono incazzata per lo Xanax di mia madre e i due pacchetti fissi di sigarette rosse di mio padre. Sono arrabbiata per l’imperfezione della vita, per G che si gira a guardare le altre ragazze.

Sono incazzata perché sta arrivando Settembre e non mi va di studiare, perché non ci sto capendo niente, perché con G per me è un periodo strano. Sono incazzata e lo sono ancor di più perché vorrei urlarlo ai miei genitori ma non posso. Vorrei urlargli quanto io non sia d’accordo con le loro scelte, per tutti i complessi che mi fanno venire. Sono arrabbiata perché la famiglia dovrebbe essere un punto di ristoro e di amore ma per me è fonte solo di rabbia certe volte.
Sono arrabbiata con me stessa perché sembra sempre che mi lamenti e che non sia grata delle cose che succedono ma in realtà non è così. Sono arrabbiata. Tanto. Troppo.
Non voglio più tornare qua. Ogni volta che torno mi devo fare mille problemi, vedo cose che non mi piacciono. Sono arrabbiata perché sto con una persona che conosce solo a metà i miei problemi ma non può comprenderli perché poche di queste cose succedono nel suo mondo. Sono arrabbiata con G perché mi sembra superficiale, perché si permette di dire che io piango per le nuvole. Per le nuvole, sembra una poesia..io piango per le nuvole, sarebbe meglio dire che piango con loro.
Sono un po’ depressa perché sono arrabbiata, perché sono un idiota nei rapporti interpersonali, sento come se avessi un handicap..quello di saper stare con gli altri.
Pensavo di aver superato certe cose invece mi stanno venendo mille complessi ultimamente, mi chiudo in me stessa, scruto il mondo con occhi stanchi e non parlo più, non faccio più niente.
Vorrei qualcuno che mi comprenda davvero e non mi tratti con superficialità, qualcuno a cui vada bene la mia vita così come è certi giorni: un disastro.
Ecco… G non mi capisce, sento proprio che apparteniamo a due mondi separati in questo periodo. E poi sta cosa che guarda le altre mi fa incazzare troppo. Perché fossi quasi quasi brutta..ma sono bella e si permette di farmi sentire una cretina in presenza di un’altra ragazza solo per attirare la sua attenzione e addirittura diventa rosso.
Vi sembra normale?? Che il ragazzo con cui sto diventa rosso in presenza di un’altra ragazza??? No. Mi ha fatto incazzare da morire quella sera. Tre volte rosso. Che modi sono. Io non divento rossa con gli altri ragazzi.
E’ superficiale, due minuti prima piange e poi dopo tutto bene. Mi sembra che viva in un mondo idilliaco, mi dice tante cose belle ma spero che le manterrà perché mai avrei accettato che la persona con cui sto assuma dei comportamenti del genere in presenza di altre persone. Poi dice che sono gelosa, sì lo sono e sono pure incazzatissima per tutto.

Punto.