Thirteen reasons why…?!

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Salve a tutti,
questo weekend (in cui ho deciso di prendermi un po’ di tempo per me) ho visto questa serie tv molto discussa al momento.
Che dire..mi ha lasciato moltissime emozioni e non faccio altro che pensarci. E’ un telefilm che parla di una ragazza che si suicida a causa di fenomeni di bullismo, ma prima di farlo registra 13 cassette in cui racconta, volta per volta, tutte le persone che l’hanno portata a fare quel gesto.
Mi ha fatto sinceramente riflettere su molte cose.. ad esempio sulla definizione di bullismo. Infatti io in primis, erroneamente, pensavo che il bullismo esistesse solo nelle scuole o al lavoro..no, il bullismo esiste sempre laddove noi non facciamo caso ai nostri gesti e inconsapevolmente feriamo qualcuno.
E’ il cosiddetto effetto farfalla.. una piccola azione da parte di un animale così delicato, può provocare un uragano dall’altra parte del mondo.
Infatti, ripensandoci, non è stato forse bullismo il comportamento da parte delle mie ex-amiche che mi hanno cacciato dalla loro vita come fossi l’ultima delle str****?? Lasciandomi in una situazione in cui, non solo mi sentivo terribilmente sola, ma mi sentivo offesa, sbagliata, denigrata. Sentivo che nulla di me andava bene agli altri e avevo paura anche ad alzarmi la mattina per paura di ferire qualcuno..o me stessa.

Non è stato forse bullismo quando L. dopo essere venuto a letto con me il mercoledì sera, il giovedì non mi ha degnato nemmeno di uno sguardo?? O quello del mio primo ragazzo che non merita nemmeno di essere citato tra queste pagine virtuali.
Sono tutte persone che mi hanno ferito terribilmente e lasciato dei segni che mai se ne andranno e che continueranno ad avere influenza sulla mia persona e sul mio futuro, anche in modo inconscio.

Ricordo come mi sentissi usata e abbandonata e, se non avessi avuto l’aiuto di persone care, mi sarei trascinata in un vortice di tristezza e amarezza senza fine.
D’altronde sono sensazioni che tutti abbiamo provato almeno una volta della vita perché bullismo non è solo il tuo compagno di classe che ti tocca il culo o che ti prende in giro, bullismo sono anche gli sguardi che facciamo ogni giorni, le parole che diciamo, le persone che giudichiamo senza conoscere; il nostro egoismo rispetto agli altri, ai loro sentimenti, è non avere delicatezza e pensare che tutti siamo forti allo stesso modo.
Non è così..il telefilm ne è la dimostrazione e forse è proprio quello lo scopo. Quei piccoli problemi potrebbero essere considerati stupidi da qualcuno (tranne le stupro), invece per lei erano cose importanti che l’hanno portata, tutte insieme, a suicidarsi.
Quindi prima di dire bugie, di infangare gli altri, di aprire la bocca solo per far uscire l’aria, prima dei nostri bisogni primari, dovremmo pensare che, nel nostro piccolo, siamo offendendo qualcuno e la sua vita, i suoi sentimenti e la sua anima.

Basterebbe così poco per salvare qualcuno..una parola, un abbraccio, un cioccolatino.
Ci ridarebbe speranza per il genere umano.
Ho imparato anche un’altra cosa: dichiaratevi a qualcuno se vi piace, perché potrebbe cambiare la vita di quella persona per sempre. Parlate, esprimete i vostri sentimenti, apritevi agli altri e abbiate il coraggio di accettarne le conseguenze. Non sempre i vostri segreti saranno mantenuti e non sempre otterrete le risposte che volete ma siate coraggiosi e solidali nei confronti degli altri.
E’ vero che ognuno combatte una battaglia ogni giorno che non conosciamo e per questo dobbiamo avere rispetto e gentilezza perché prevenire è meglio che curare, sempre.
Anche voi vi potreste ritrovare immersi in un uragano senza sapere come e potreste entrare nelle cassette di qualcuno senza saperlo.

 

 

Che ci fa un drago su un petalo di rosa??

Stasera, per volare un po’ con la mente e per non pensare sempre alle stesse cose, vi racconto di come sia entrare in una libreria e scoprire che, oltre questo, c’è un mondo meraviglioso.
L’universo di chi si mette o per solitudine, o per felicità, per sfogarsi, per riflettere, per inventare, per curarsi o per innamorarsi, davanti ad un foglio bianco.
Io così me lo immagino uno scrittore… davanti un foglio bianco, metafora della purezza e della limpidità del nostro animo senza righe e senza alcuna difesa.
Io scrivo per guarire o per sfogarmi. Lo faccio perché mi aiuta molto.
Non ritengo scrittore solo chi pubblica libri o scrive storia fantastiche..beh, in quel caso, tanto di cappello. Ritengo scrittore chi sente il bisogno e per bisogno intendo quello slancio, quel grido dell’anima che deve uscire fuori dalla sua prigione; che deve lenire le sue ferite e deve dar sfogo alle sue paure.
Scrivere è sia un petalo di rosa che si inchina davanti alla rugiada, sia un guerriero che lotta contro il drago più grande che ci sia. Agli opposti, male e bene.

Non mi ritengo particolarmente brava a scrivere..sicuramente adesso ci ho anche perso un po’ la mano. Ma il bisogno di mettere nero su bianco è incessantemente dentro di me! Come ieri quando alla stazione sono rimasta a fissare i piedi di questo uomo con i sandali aperti e questa donna con un tacco nero quasi a spillo…che a quel punto a uno gli viene da chiedersi: come fanno a stare mano nella mano?? Ma, nello stesso istante in cui lo pensi, hai già capito. Questa è la bellezza e questo bisognerebbe insegnare:
ad osservare ed innamorarsi!

Tornando alla frase con cui ho aperto il discorso..entrare il una libreria beh..è come entrare in un mondo che non è qui con noi. Non è nemmeno paradiso o inferno, ma è un mondo in cui si fondono tutti gli stati dell’essere umano, tutte le sue precarietà  e i suoi opposti. Mi fa sentire a casa! Non mi fa sentire giudicata oppure sbagliata oppure totalmente imperfetta rispetto a qualcuno o qualcosa. Mi fa sentire bene! Queste sono le uniche cose che riescono a farmi stare in pace con tutti e probabilmente non ci sarà mai una persona che potrà fare lo stesso.

E’ una vera e propria medicina per la mente e per il cuore.
Per chi si sente solo o sbagliato e sente che l’effimero del mondo non gli basta, ma sa che c’è qualcosa che va oltre tutto questo e quel qualcosa va espresso..non solo tramite la scrittura, ma anche attraverso l’arte in generale.