Prima avevi paura dei serpenti, adesso hai paura di me.

Che dire…giornata uggiosa, come direbbe Battisti!!
Niente, dovrei studiare ma devo mettere per iscritto questo pensiero.
Non bisogna mai fondare la propria forza sugli altri e soprattutto bisogna mantenersi stretti gli amici in modo leggero.
Con serena e simona (le scrivo con la lettera minuscola, chiaro) avevo un rapporto molto morboso, quasi maniacale. Vivevamo insieme in uni, uscivamo insieme nel mio paese e alla fine è finito tutto. Mi sono ritrovata immersa in una realtà che non riconosco e senza più due punti di riferimento importanti. Sono cresciuta però la ferita ancora non è cicatrizzata, anzi è fresca e basta poco per riaprirla. Piano piano diverrà un segno asciutto questo è sicuro, ma fino a quel giorno mi dovrò abituare a quella parte di me che non si farà capace della loro assenza e dovrò imparare a tenere botta alle mie sensazioni negative.
Il problema del passato è il futuro. Perché, quando meno ce lo aspettiamo, torna un particolare che rimette le carte in gioco, proprio quando avevamo la strategia vincente.
Io adesso ho tanto paura di affezionarmi, soprattutto con G. Ho capito che molti dei nostri problemi derivano da questo e ho paura che passare troppo insieme faccia male ad entrambi..ma nel contempo, io non amo usare piani in amore nel senso che mi piace seguire il mio cuore e lui mi fa stare bene. Una volta, parlando delle nostre paure, lui mi disse, “Prima avevi paura dei serpenti, adesso hai paura di me.”
Mi misi a ridere ma quella frase mi ha fatto riflettere troppo. Ho capito che appoggiandomi troppo sugli altri, non sono mai cresciuta davvero e che adesso sarà difficile, soprattutto perché da sola mi vengono mille pensieri che alcune volte non so con chi condividere. Ma la forza sta anche nel vederseli da sola, nell’imparare che ci sono molte persone disposte ad ascoltarci, ma che ogni tanto ci troveremo soli contro il mondo.

Bisogna anche capire che la vita è una giostra, si sale e si scende e pochi rimarranno. Bisogna danzare, e farlo bene. Perché la verità fa male ma è l’unica cosa che rende la nostra vita davvero unica. Accontentarsi e lasciare le cose così come sono è da vigliacchi. Così come rincorrere persone che non ci vogliono, bisogna voltare pagina e ricominciare!! Perché prima o poi, quando saremo pronti anche noi, accoglieremo l’amore e l’affetto nel modo giusto, senza aspettarci nulla in cambio e contando prima sulla nostra forza che su quella degli altri.
Questo penso sia uno degli aspetti più importante del maturare.

Buona vita a me e buona vita a voi. Non siete gli unici a combattere con i vostri mostri.

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Le conseguenze dell’amicizia.

Cancella e riscrivi, cancella e riscrivi…

Ultimamente c’è qualcosa in me che non va: una parte di me pensa “e quando mai..!”, l’altra, che è sempre fiduciosa, pensa che passerà anche questo.
In realtà questa sensazione si è accentuata da un anno a questa parte.
Ho un po’ di fatica a fare amicizia o comunque ad avere un rapporto che vada oltre il semplice “Ciao, come stai??”. E’ come se avessi un blocco che non mi consente di aprirmi e mi sento costantemente inadatta con tutte le persone che incontro..per questo spesso preferisco stare da sola, ma ciò non mi aiuta perché non faccio altro che peggiorare la situazione.
Io sono sempre stata timida ma nonostante questo, ho sempre avuto delle amiche..non sempre le stesse. Alcune sono cambiate, ma in ogni caso ho sempre avuto qualcuno vicino con cui confidarmi e ridere. Da quando sto all’università invece ho conosciuto una marea di gente ma con nessuno di loro sono riuscita a stringere un bel rapporto.
In primis forse perché non ne ho mai sentito veramente il bisogno, e secondariamente non sono quel tipo di persona che prende l’iniziativa con la gente..e ogni tanto che ci provo rischia di andare pure male!
S. e S. per me sono state importanti qui anche per questo, perché mi sono state sempre vicino e  con loro riuscivo ad essere me stessa senza farmi alcun problema.
Forse il mio comportamento è una reazione al loro abbandono e alla sofferenza che hanno lasciato in me. Forse ho talmente tanta paura di affezionarmi a qualcuno che cerco sempre delle scuse per non avvicinarmi più di tanto. Ho cercato di analizzare la situazione sotto tutti i punti di vista; ho pensato che ho concentrato troppe energie su G e potrei non averne più per gli altri…non lo so!!!

Non ho mai avuto così tanto bisogno di un amico in tutta la mia vita..ma per adesso non credo di essere pronta.
Devo vedere ancora bene delle cose e risolverle, anche perché un amico vero non si incontra facilmente, ma io sono fiduciosa.

Quando meno ce lo aspettiamo succedono delle cose e così forse sarà per un eventuale persona con cui il rapporto andrà oltre il semplice “Ciao, come stai??”. Vedremo..intanto mi auguro tanta felicità anche da sola e mi auguro che la scelta di due persona non influirà più sulla mia felicità e sul mio carattere, e soprattutto sul mio futuro!!

Come dicevano i latini, AD MAIORA.

Different eyes.

Ieri sono andata a tagliare i capelli, taglio netto… come sempre!
Mentre più di metà dei miei lunghi capelli mossi cadeva sul pavimento, pensavo a tutte le storie che ognuno di loro potrebbe raccontare..baci, pioggia, lacrime, sapori, odori, litigi, parole! E’ come se tagliare i capelli fosse un modo per archiviarle una volta per tutte, soprattutto quelle brutte.
Poi, come per ogni donna che si rispetti, mi son venute le solite domande: chissà se sarò bella come prima?? Chissà se gli piacerò quando mi vedrà??
Allora mi è venuto da pensare di quanto sarebbe bello se, invece, il mondo lo vedessimo con gli occhi degli scrittori. Se quel ciuffo che si alzerà dopo che la piega dal parrucchiere non sarà più perfetta sarà il motivo per cui qualcuno si innamorerà o si meraviglierà di quel particolare, invece di puntare o giudicare perché va contro ogni tipo di stereotipo di bellezza moderna! Capelli perfetti, gambe depilate, corpo fantastico, unghie lunghe, cervello atrofizzato.

Tutta questa plastica! Sono tutte così finte!
Invece a me piacciono le cose vere. Mi piacciono i capelli scompigliati e anche, perché no, vedere qualche pelo che sbalza fuori da un poro della nostra pelle. Perché siamo esseri umani e l’imperfezione è quella che ci dà poesia.
Questo pensavo..se ogni cosa avesse un filtro di bellezza, una visione nuova di chi ha imparato a guardare oltre il suo naso, di chi sa che nella vita la ragione non è di nessuno ma ognuno ha la propria storia con i propri dolori ed ogni sfumatura è bella.

Dovremmo imparare ad essere più umani. Imparare che perdonare non è da deboli, ma è da persone mature ed intelligenti, perché nella vita tutti, nessuno escluso, sbagliamo. Ogni giorno, anche tre volte. Dovremmo imparare che la bellezza non è soltanto la velina di turno con il fisico da schianto e il bikini che lascia intravedere le loro forme perfette, ma è anche la ragazza seduta in biblioteca senza trucco, con gli occhiali e la gambe un po’ più paffutelle. Anche quella è bellezza, ma un altro tipo. Che nessuno sa riconoscere.

A me non interessa delle vostre foto in bikini al mare o di quanto possiate essere belle. A me interessa chi sa parlare e sa raccontare, anche solo con gli occhi. Perché dagli occhi non sfugge via niente. Sono loro che raccontano tutto. E sono stanca di questo conformismo perché è soffocante e denigrante. Io voglio aria pulita invece!

Che cos’è l’amor?!

Cosa è una cellula??
Cosa è una stella??
Cosa è un atomo??
Cosa è l’amore??
Tutti sappiamo rispondere grossolanamente alle prime tre.. per l’ultima abbiamo un po’ di problemi.
Sapete io che vi dico??
Che l’amore è il sentimento più sopravvalutato che ci sia.
Tutti, fino a un certo punto della nostra vita, pensiamo che l’amore sia quello che ti riempie la vita, che ti completa..l’amore è un sueno. No, la vita è un sueno..e pure senza amore.
L’amore è solo la cornice, noi siamo il quadro.
L’amore sono i fiori, ma essi non bastano per fare la primavera.
E un colpo di fulmine non è amore. I fuochi di artificio scompaiono presto.
L’amore è incontrare qualcuno, innamorartene e poi viverlo ogni giorno, per capire che in fondo è fatto non solo di baci, di carezze, di sesso, di voglia di vedersi e desiderarsi. L’amore è fatto anche di gelosia, di incomprensioni, di difetti da accettare ed urla perché due persone uguali non esisteranno mai e due persone diverse non si capiranno mai del tutto.
Tu incontri quella persona, te ne innamori e poi giorno dopo giorno decidi di costruire qualcosa insieme per rinunciare a qualche altra cosa: tempo, spazio, sogni, comodità.
L’amore è quello che ti fa scegliere il sacco a pelo piuttosto che l’albergo a cinque stelle..ma quando ti ci infili con la persona che ami sai che il tuo posto e lì e che sopportare qualche sassolino sotto la schiena ne vale la pena.
E’ sentire di essere incompresi e arrabbiarsi per questo..ma è anche abbracciarsi dopo che si è litigato e sapere che quel pezzo di cuore ti fa sentire amata come nessuna altra cosa al mondo.
E’ stare lontani e preoccuparsi perché non puoi sapere cosa stia facendo l’altra persona..ma è anche ritrovarsi, guardarsi negli occhi e capire che è andato tutto bene.
E’ darsi uno schiaffo e poi baciarsi appassionatamente con le lacrime agli occhi..perché:
ti sto odiando per il male che mi stai facendo in questo momento però quando ti rivedo giuro che non ti lascio più andare via e che respirerò ogni pezzo di te.
E’ dire cose che non si vogliono dire: per me è giusto che tu faccia questo…questo può essere andare lontano per lavoro e lasciarti sola..è partire con la sua storica fiamma.
Perché l’amore è libertà e tutti siamo liberi di fare quello che vogliamo.
E’ dire “vai” e poi sentirsi dire che qualcuno ha preso il nostro posto.
E’ dare tanto e rischiare…perché non è detto che torni indietro..anzi torna indietro, ma come un boomerang..dritto in faccia!
L’amore è leggerezza, ma è anche sofferenza e questo non ce lo dice nessuno.
Perché è comodo credere che qualcuno ci completi..non è così.
Noi dobbiamo essere completi da soli, anche se non vorremmo.
Tutti vogliamo lasciarci trasportare dalle ali meravigliose dell’amore..ma se cadiamo poi rischiamo di farci male. Quindi meglio restare con i piedi per terra e viversi piano ogni giorno.
In fondo la verità è persino più bella della fantasia.
Perché quando, nonostante la realtà, resti con qualcuno, è perché stai combattendo contro mille cose e perché ci tieni, perché le tue paure superano quello che provi e resti.
Resti a ballare sotto le stelle, ma resti anche ad aspettare un passo che l’altro non farà mai, allora ti toccherà stare sotto la sua porta, in attesa che venga ad aprirti per fare pace.
L’amore non è quello delle favole..ma è quasi meglio.
Perché lo senti nella pelle e ti fa male. Ma poi arriva qualcuno ad accarezzarti su quel sottile lembo di pelle e torna tutto come prima, se non meglio!

Aggiornamenti di storie e speranze.

Ciao a tutti!
Ultimamente inizio le mie scritture sul blog sempre con la stessa frase cioè che è un bel po’ che non scrivo qui! Questa volta il problema principale è che sto avendo problemi con il computer.
In occasione dell’inizio di questo 2015 però qualcosa va detta.

Il duemilaquattordici è stato un anno bello per me, sofferto in alcuni periodi però sono cresciuta tanto e ho fatto molte esperienze. Ho conosciuto gente nuova e sono stata fiera di me nel momento in cui alcune persone mi hanno ferito nel profondo ed io ho usato quella sofferenza per rialzarmi e aprirmi al mondo.
I. è la persona che più di tutti mi porterò nel cuore. L’ho rivisto prima delle vacanze di Natale ma ero con G. quella sera e lui mi ha guardata senza dire niente. Al mio compleanno mi aspettavo i suoi auguri ma non sono arrivati.
G. è il mio ragazzo… adesso mi fa davvero strano dirlo infatti quando mi chiedono se io mi sia fidanzata, per una specie di scaramanzia rispondo sempre di no.
Il fatto è che ormai lo sanno e ne parlano tutti e questa cosa mi dà fastidio perché non è ufficiale.
G. è mio amico da quando abbiamo iniziato l’università. Siamo molto diversi, lui è una persona molto razionale, pacato e tranquillo, dolce ed estremamente romantico alcune volte. Io non sono per niente razionale, sono perennemente incazzata con qualcosa o con qualcuno e faccio fatica ad esternare i miei sentimenti.
Lui è l’unica persona che riesce a lenire le mie inquietudini.
E’ una storia molto strana perché era più o meno un anno che si notava qualcosa tra di noi però lui non ha mai fatto niente ed io non mi sono mai esposta più di tanto proprio perché temevo che fossimo troppo diversi per stare insieme.
Una sera ci siamo baciati e da lì è nata questa strana coppia di due persone che non c’entrano niente l’una con l’altra.

Non ho mai avuto così tanta paura perché mi sono resa conto che gli voglio davvero tanto bene e lui è una persona con mille problemi sotto alcuni punti di vista che, se non affrontati con delicatezza e complicità, ci potrebbero portare ad allontanarci.
Spesso mi viene voglia di lasciare perdere e tornare a fare stragi di cuori (soprattutto del mio) perché è risaputo che a me piace la bufera.
G. è l’unico che ha portato la calma di un cielo di primavera ed il candore delle lenzuola bianche appese sulle terrazze dei palazzi dove ci si nasconde per respirare.
Lui per me è come una dose di pace. Quella che un’anima come me non troverà mai.
Infatti continuo a provarci, nonostante le difficoltà e i miei pensieri, perché per la prima volta forse ne vale davvero la pena.
E’ che io non vorrei perderlo però l’amore più lo stringi, più fugge..quindi è inutile forzare le cose. Inoltre aver passato tanto tempo da sola e aver ricevuto delusioni molto forti ti portano ad avere un po’ di problemi nell’aprirti e nel fidarti di qualcuno.
Poi abbiamo avuto anche qualche incidente di percorso…il suo migliore amico era infatti innamorato di me. G. una sera si presenta a casa e mi dice che è meglio lasciare perdere, che solo una volta si era innamorato veramente di qualcuno ed era stato anni prima e che poi non gli era mai più successo e che un amico, in passato, gli avevo rubato la donna che amava e lui non voleva ripetere la cosa.
Quella sera mi ha lasciato con il cuore a pezzi e lacrime da coccodrillo e un vuoto dentro che, per la prima volta, non riuscivo a colmare.
Dopo le sue confessioni è tornato a casa sua, ha parlato con un nostro amico e dopo venti minuti è tornato con il fiatone, tutto sudato a chiedermi scusa.
Che dite..lo posso perdonare??
Non lo so. E’ che quelle parole mi hanno ferita e me le porto ogni giorno dentro, soprattutto adesso che siamo lontani e che non posso guardarlo negli occhi per cercare di capire i suoi pensieri.
E’ che io sono sempre alla ricerca della verità, quindi preferisco soffrire da sola piuttosto che sapere che sto con qualcuno che non mi ama abbastanza.

Questo duemilaquindici è iniziato un po’ male perché alla fine ho litigato con alcune mie amiche, ma il proposito dell’anno sarà farmi scivolare alcune cose addosso, come quando nuoti in mare aperto nuda e senti l’acqua che ti accarezza.
Alcune persone non meritano le mie preoccupazioni e se vogliono continuare a buttare la loro dignità come i coriandoli a Carnevale, continuassero.
In questi casi sono fiera della mia vecchiaia mentale precoce e della mia pesantezza in fatto di premure nei confronti delle persone a cui voglio bene.
Se il problema sono io, siete pure voi. A ciascuno le propri croci.
Basta ad infliggermi sofferenze che non merito.

Non ho propositi particolari per il nuovo anno se non quello di stare il più tranquilla possibile e non arrabbiarmi troppo perché il mio bisogno di giustizia mi sta portando davvero a perdere la salute!! Dovrei essere leggermente più menefreghista.
Voglio vivere giorno dopo giorno e imparare a respirare.

Che altro dire…. speriamo bene! Io auguro a tutti voi un felice 2015! Che vi possa portare tanta gioia e serenità, che possiate trovare la forza necessaria ad affrontare i vostri problemi, che possiate godere del calore delle fiamme dell’inferno e della leggerezza delle nuvole del paradiso.
Vi auguro di sorridere, di divertirvi, di imparare ad amare i vostri figli e viziare i vostri nipoti, di ammirare l’arte e ascoltare i suoni della natura che si risveglia, di baciare ogni giorno la persona che amate e di avere tempo la mattina per indossare la giacca che vi dona di più.
Promettiamoci di avere speranza.
Buon 2015!!!!!

Venti anni e ventuno casini da sistemare

Dunque…che dire della mia vita in questo momento?
Venti anni e molti altri da recuperare.
Venti casini al giorno e molti altri da inventare.

Son successe e stanno accadendo veramente tante/troppe cose. Ho incontrato molte persone, se ne sono andate tutte. Ognuna mi ha lasciato qualcosa, anche se L. è colui che mi ha cambiata di più.
L. è una persona di quelle che incontri una volta nella vita ma non sono riuscita a capirlo. Avrei voluto farlo, avrei voluto aiutarlo ma.. ho avuto paura. Paura perché so che mi potrebbe spezzare il cuore e, al momento, il mio istinto da crocerossina lo dovrei riservare solo per la mia vita..considerato che dire che ho il caos in testa è come dire: “Oggi ho mangiato per pranzo la pasta asciutta”.
Ed è brutto dover lasciare stare una persona che ti piace così tanto perché ormai sai come andrà a finire.

Sono un uragano. Ecco.. questa è la parola giusta!!
Un uragano di follia, di rispostine acide, di abbracci e lacrime improvvise, di sfide, di sguardi, di “lasciatemi in pace, per favore”.
Lasciatemi in pace. Non cercatemi, non guardatemi, non snobbatemi se avete fatto l’amore con me la sera prima, non usate parole che bucano il cuore, non cercate di capirmi, non non non non…
Non so più che pensare. Solo che sono stanca di lasciare pezzi di cuore a tutti, di fare la cosa giusta, di preoccuparmi sempre di come si sentono gli altri e mai di come stia io veramente.
Vorrei solo un amico. Qualcuno di nuovo con cui passare il tempo, senza dovermi preoccupare se sono abbastanza. Senza dovermi preoccupare di essere una delle tante o di essere la me stessa sbagliata, quella che risponde, che grida, che ti manda a quel paese, che ti lascia da sola.
E’ così che vanno le cose in questo momento.
Sto male.. sto male perché i problemi in famiglia ti annientano, ti distruggono. Mi sento come un pesce dentro un acquario… un acquario bello però sempre con dei confini.
Mi sembra davvero di impazzire. Vorrei solo spegnere il cervello. Non pensare a tutte queste cose, smettere di farmi milleeuno problemi su come sono fatta, se sono sbagliata, se sono più brutta o più bella di quelle ragazze con lo shatush, il loro tacco universitario e il loro modo di portare la borsa “a mo’ di cazzotto”; o di quelle con il piercing che vorrei, ma che han tutte. Boh, sembriamo uscite da una fotocopiatrice. Come quelle delle copisterie che stampano così tanti fogli in un minuto che non capisci più nulla.
Le mie insicurezze stanno uscendo fuori una ad una e non riesco a gestirle. Perché??
Perché negli ultimi due anni ho lasciato un pezzo di me a tutti e io mi sono ritrovata sola, indifesa e stanca. Ho dato agli altri senza pensare che c’ero pure io. Perché non sono belli e bravi e perfetti sono gli altri, ma lo sono anche io. E mi viene da piangere pure adesso che lo scrivo perché ho voluto davvero bene a persone che non si sono fatte il minimo problema a scomparire e dimenticarsi di tutto. Anche io ho fatto del male, però me lo concedo. Me lo concedo perché in venti anni non ho fatto male ad una mosca, mentre a me arrivano e mi spiaccicano come le zanzare d’estate. Scusate la metafora, ma rende abbastanza il concetto.
Non mi va più.. voglio stare in pace ed essere innamorata e affascinata da me stessa così come lo sono con gli altri!
Devo ricordarmi che per ogni persona che perdo, lei perde me.

“Anche se il timore avrà sempre più argomenti, tu scegli la speranza.” – Seneca

Eccoci qui!!! E’ un bel po’ che non scrivo sul blog! Non che io non ci abbia pensato, solo che sta diventando sempre più difficile scrivere. Lo diceva Pavese che scrivere è un mestiere!!!

E’ che fino ad ora ho scritto sempre quando ero triste e questo mi ha portato un po’ ad associare la scrittura alla tristezza, ma io non sono così.
Sono tristezza e malinconia, ma anche leggerezza e felicità, solo che le ultime fatico a esternarle, almeno qui, almeno nella mia anima.

La mia professoressa di letteratura al liceo diceva che Leopardi in fondo era un ottimista ed io l’ho pensato sin da quando, da piccola, mi fecero imparare a memoria “Il Sabato del villaggio”. 
Perché, nonostante l’ambiguità della constatazione, la felicità e il dolore vanno sempre insieme. Come il sole e la luna o l’amore e l’odio.
Odiamo ciò che amiamo, amiamo ciò che odiamo.
Così c’è sempre un po’ di tristezza nella felicità e un po’ di felicità nella tristezza.
Solo che si tende sempre a far emergere una sola delle due cose, anestetizzando l’altra e ciò non è produttivo perché bisogna lasciare che le sensazioni fluiscano, come un fiume …e non bisogna soprattutto avere paura.
Non bisogna avere mai paura.
Tutto in fondo è una questione di prospettiva!

A proposito di questo, ultimamente sono arrivata anche ad un’altra constatazione.. Cioè che nella vita non sempre otteniamo quello che vogliamo, anzi quasi mai. Però la forza e l’intelligenza non stanno tanto nell’avere la “pappa pronta” o nell’ottenere sempre ciò che si vuole; sta anche nell’adattarsi e nell’imparare a essere felici con ciò che già si possiede. Bisogna solo imparare a guardare le cose con occhi diversi, usare delle lenti a contatto colorate!!

Danzare, ecco! Si deve danzare e non smettere mai di farlo! Non opporsi alla tempesta ma ballare con il vento e farsi bagnare dalla pioggia. Non andare sempre contro la corrente, ma lasciarsi trasportare da essa e lasciare che le cose accadano, senza avere paura.
Iniziare le giornate con un po’ più di leggerezza e allontanare l’arrivo di brutti pensieri con quelli nuovi e più belli. 
Bisogna avere fiducia nella proprie possibilità e qualità, non pensare sempre che gli altri siano migliori di te… anzi! Quando qualcuno non si comporta come dovrebbe, un bel vaffanculo non guasta. Tanto, come dice il proverbio, “chi non ci sta, non serve”. 

Questo è un po’ quello che mi è passato ultimamente nella mente. Magari dopo approfondirò meglio, per adesso già è tanto se sono riuscita a mettere insieme due parole!! 
Ho imparato queste cose perché ho avuto una discussione con delle persone che mi hanno detto  parole che mi hanno- letteralmente- trafitto il cuore.
Adesso, grazie anche a loro, sono un po’ cambiata.. certo non è semplice, ma provare non costa niente.. 

E’ lì che pesa la vita.

E’ vero che sento il bisogno di scrivere. Infatti, qui, sul blog, scrivo spesso.
E’ sulla carta, sulla mia moleskine con su inciso “C’è un nuove sole ogni giorno” (sì, la stessa frase.. quella è la moleskine del mio periodo buio), nero su bianco…. che non riesco a farlo.
Stasera volevo prenderla e riprovare..poi però mi sono spaventata. Credo di non riuscire più a scrivere sulla carta perché è troppo vero. Perché se le vedi e le senti le lettere, quel piccolo universo in cui si incastra tutto il sentire del mondo.. se tocchi l’inchiostro con le tue mani, se il fianco del mignolo destro si fa nero.. è perché è proprio lì che pesa la vita.
Mi viene più facile scrivere qui. Forse perché tutto questo c’entra poco e niente con la vita di tutti i giorni. Sicuramente c’entra di meno di quella moleskine con i biglietti dell’aereo in mezzo, quelli dei concerti, delle foto e delle poesie, della foglia che ho raccolto quel giorno in Inghilterra.

Che poi…non so se ci avete fatto caso ma quando racconti qualcosa, scrivendola, sembra molto più bella. Scrivere ti dà il potere di dare significato anche a ciò che non sei riuscita a vivere fino in fondo, a quelle storie che dovevano essere stupende, invece poi si sono rivelate deludenti.

E’ iniziato il duemilaequattordici. L’unica cosa che mi viene da dire è..”Cazzo, ci siamo.”
Sì, perché questo è l’anno delle scelte importanti. Dovrebbe essere l’anno in cui deciderò di essere felice.. è l’anno del concerto a Milano da sola. E’ l’anno di nuove consapevolezze e di una nuova coscienza che non se ne va più.
Sono cresciuta tanto..non mi sono mai sentita così “donna” in vita mia. E’ molto difficile..soprattutto capire certe cose..
Non è che io sia sola…però ho paura che quando si accenderanno quelle luci e tutti si abbracceranno, grideranno, si guarderanno e piangeranno..io mi guarderò intorno e mi sentirò sola. Perché non avrò nessuno con cui condividere quella gioia immensa.. e forse sarà la volta buona che mi metterò davvero a piangere ad un concerto.
Vallo a spiegare a tua madre che quello di cui hai paura non è prendere un treno o girovagare sola in una città che non conosci…quello di cui hai paura è sentirti sola. Perché ci sono già passata e non voglio che accada mai più.
So anche che però è importante fare le cose da soli, perché significa crescere. Per cui ci andrò.
Ho sempre vent’anni.

Uno si immagina di prendere una valigia e di andare via. Però il mondo lì fuori è davvero brutto. Ne succedono di tutti i colori e avere qualcuno con cui stare sempre sarebbe davvero una bella storia da raccontare..
Solo che qualcuno ha la fortuna di poterlo fare e qualcuno, invece, deve cavarsela da solo.
Bah…ben venga. Ben venga tutto, sia il bene, ma soprattutto il male.
Perché tanto, prima o poi, vinceremo.

“Io ti voglio bene.”- L’importanza del rispetto e dell’amore.

Non c’è più rispetto per niente. La gente mette al mondo delle persone e si comporta come se non avesse nessun diritto su di loro. Come se pensasse..: “Beh, io l’ho cacciato dalla mia pancia, adesso può fare quello che vuole..che sarà mai!”..

Mi meraviglio quando sento questo genere di cose. Perché avere un bambino, mettere al mondo una creatura, significa anche prendersene cura. E non solo darle da mangiare, da bere, comprarle dei vestiti ecc…ma anche preoccuparsi di dargli un’istruzione, un’educazione, dei valori, delle certezze. Fargli capire pian piano di come vadano le cose..affinché quella persona un giorno sarà in grado di scegliere da sé.

Ormai c’è gente che abortisce, che dà i bambini in adozione come se nulla fosse, che magari li fa nascere e poi non se ne prende cura. Ma come si fa?! Si sta giocando con delle vite umane. E magari tutto perché una sera hanno fatto sesso con qualcuno e si sono dimenticati di mettere un preservativo ( e scusate la franchezza).

Generalmente sono una persona che odia fare moralismi del genere, perché qualche volta le cose succedono e noi non possiamo farci nulla. Qualche volta …sì, ma a me sembra che ormai capitino un po’ troppo spesso per essere del tutto casuali. Ed è un giro morboso.
Ragazzine che perdono la verginità a 14 anni e magari fumano da quando ne hanno 12, che vanno in giro con dei vestitini “giro-fica” senza avere il minimo rispetto di sé e che farebbero qualsiasi cosa pur di arrivare dove vogliono.

Io non riesco a capire perché ci vogliamo tanto male. Perché non ci prendiamo cura un po’  più di noi stessi e delle persone che ci sono vicino, soprattutto dei nostri figli. A 40 anni credo che si debba essere abbastanza maturi da sapere che i litigi con tua moglie/marito abbiano delle ripercussioni sulla vita di tuo figlio. E pur di continuare ad odiarsi e a non voler scendere ad un compromesso.. si fa del male a chi non lo merita.

Avete pensato a cosa possa aver provato quel bambino che è stato prelevato con forza davanti a tutti i suoi compagni di scuola? Avete sentito le sue grida di dolore?! E i genitori dove cazzo erano??

Boh.. penso che tanta gente dovrebbe guardarsi allo specchio la mattina e sputarci su.
Non abbiamo capito cosa è la libertà.

Sono la prima persona a dire che i genitori devono lasciare liberi i figli di fare le proprie scelte, e lo penso ancora. Solo che alcuni hanno scambiato la libertà con il menefreghismo.
I miei mi hanno dato un’educazione tale da lasciarmi sempre libera di fare quello che voglio.. prima di questo però mi hanno trasmesso dei valori, delle cose in cui credere o per lo meno delle cose da rispettare. Alla base di tutto dovrebbe esistere il rispetto perché solo con esso possiamo essere davvero liberi.
So che alcune volte è difficile, perché la vita non ti lascia scelta. Ma nella “costrizione” abbiamo sempre la possibilità di scegliere se fare bene una cosa o farla male, soprattutto perché un figlio è una delle cose più belle che la vita possa darti (anche se talvolta non si è pronti) e bisogna avere rispetto per certe cose e prenderle con un minimo di serietà.

Immaginate come possa essere bello il mondo se tutti avessimo più rispetto per noi stessi, per la natura, per le persone che ci circondano. Forse il verbo “immaginare” è il più appropriato perché è un sogno irrealizzabile in questo mondo.

John Lennon ci aveva pure scritto una canzone. Chissà se vivessero adesso lui, Bob Dylan, Bob Marley e tanti altri..cosa avrebbero da dire! Forse niente, perché effettivamente non si può dire più un cazzo. Perché le parole non sono più tanto grandi quanto il male dell’uomo.

E pensare che hanno attribuito il premio Nobel all’Unione Europea!!  Come se l’UE avesse fatto qualcosa senza ulteriori scopi.. non stiamo parlando di politica e di economia? Da quando politica ed economia sono a favore della pace?! Che cosa ridicola. Eppure io ci vivo nell’UE e non penso che ci sia tutto ‘sto granché di pace qui.. però pazienza! Siamo a corto di grandi personalità purtroppo, quindi anche il premio Nobel tocca darlo al primo che passa…