Le nostre spalle devono essere grandi e forti.

Mi chiedo che cosa stiamo aspettando.. ” che sia troppo tardi, madame”

Oggi mi riecheggia in mente questa frase di Baricco. Non è un periodo bellissimo della mia vita. Mi sto per laureare e non mi va. Anni a studiare per poi arrivare a cosa?? Nulla. Odio questo posto, mi sento in trappola. Mi sento come se in questi anni non avessi costruito niente, come se qui non mi appartenesse nulla. Forse ho sbagliato a concentrarmi troppo sull’amore.. il problema è che lui mi fa stare bene. Siccome quello che dai non sempre torna indietro allora ho deciso di fare solo quello che mi fa stare bene, anche se stare bene implica il fatto che passo molto tempo con lui. Non sono mai stata una persona molto socievole, dopo S e S non credo che potrò ritrovare altre amiche e sinceramente nemmeno mi interessa. Mi piace essere e sentirmi libera senza necessariamente dover fare qualcosa per qualcuno. Essere indipendente nella vita è una cosa non importante, fondamentale. Tanto alla fine se tutto va bene, ne resta uno come si deve, due..al massimo tre ma più di tre dita non posso fare veri amici. Tutti costruiamo le nostre fortezze qui..sulla Terra.. ma la vita non ci mette niente a spazzare via tutto. A privarti di ogni cosa.
Quindi pensate a ciò che vi stare bene, fregatevene di dire di sì questa sera a chi non vi sta simpatico. Imparate che bisogna sentirsi a proprio agio con le persone, che non con la forza si costruiscono i rapporti ma solo con tanta pazienza. Siate forti. Se vi sentite soli, fate un respiro, scrivete, ascoltate musica. Riflettete sul perché vi sentite soli e sappiate che una chiacchierata ogni tanto fa bene, potete parlare con tutti; ma che alla fine nessuno vi risolve i problemi. Che un abbraccio è fondamentale ma non sempre si può avere. Imparate a vedere le cose con nuovi occhi. Siate forti. Non siete soli in fondo. Per voi ci sarà sempre qualcuno, anche io ci potrei essere, che sono dietro questo pc.
Ho imparato che più che avere degli amici, noi abbiamo bisogno di essere ascoltati, di qualcuno che comprenda, che semplicemente si butti addosso tutta la nostra sofferenza o frustrazione. E poi la scacci via insieme alla sua. Insomma.. è così.
Quest’anno sto riflettendo su questa cosa perché in questo posto, lontano dal divertimento di qualche anno fa, la solitudine e la tristezza si sentono molto di più. Ma è una sfida, io la vedo in questo modo. Bisogna essere resilienti, bisogna imparare ad adattarsi ovunque e pensare che verranno situazioni migliori che noi accoglieremo a braccia aperte e, se verranno situazioni peggiori, allora sapremo come affrontarle. Ci vogliono spalle possenti per vivere, come dice la pubblicità di Head&Shoulders. Non possiamo permetterci di avere della forfora, qualcosa di sporco, qualcosa che non c’entra nulla. Le nostre spalle devono essere grandi e forti. Per riaccoglierci quando ricadremo. Se anche voi vi sentite così.. non siete i soli. Dovete prendervi cura della vostra anima e non permettere alla società e a nessuno di annientarvi.
Perché purtroppo le circostanze non si possono cambiare.. qualche volta per quanto la sete di cambiamento sia forte, per questioni burocratiche, economiche, familiari ecc..dobbiamo restare dove siamo; per tutto quel tempo non possiamo lamentarci,  ma rimboccarci le maniche e pensare che un giorno saremo ricompensati.
Le persone che ci vogliono davvero bene non le dobbiamo rincorrere,  vengono loro da noi.
Certo..ogni tanto bisogna andargli incontro ma non vi affannate nel farlo, perdete voi stessi nella corsa. Correte per voi e per i vostri sogni e per qualsiasi cosa voi vogliate fare.

Io ammiro tanto chi crede in Dio. E’ un’altra cosa sulla qualche sto riflettendo per diversi motivi. Comunque molto spesso partiamo prevenuti anche perché la Chiesa cattolica ci fa passare la voglia, ma Dio è un’altra cosa. Credere in Lui è avere qualcuno che ti pulisce le spalle e ti dice: non ti preoccupare, ci sono io. Un amico onnipotente e onnipresente. Tutta sta nel crederci, ma veramente. Anche se ciò richiede un cambiamento netto.

Insomma… così. Oggi mi sento abbastanza giù e avevo bisogno di ricordare a me stessa queste cose e ho deciso di condividerle con voi, qualsiasi persona ci sia dall’altra parte a leggere.

 

Senza via di scampo.

Va bene che è domenica pomeriggio. Va bene che piove. Va bene che domani dovrà ricominciare tutto. Va bene che nel mondo ci sono circa sette miliardi di persone  e son quasi tutte diverse…ma io che ci sto a fare qui?
Tutti sanno quello che sono, quello che vogliono. Tutti sono sicuri che quando cadono, poi si rialzano. Tutti sanno che ne vale la pena.
Tutti sanno che sotto un determinato vestito, ci vogliono determinate scarpe e tutti sanno discriminare il bello ed il brutto, il vero dal falso.
Io no. Io non ho punti fermi. Ho solo tanti puntini, parentesi aperte, virgole qualche volte, e una quantità tremenda di punti interrogativi.
Se qualcuno mi chiedesse “Se muori domani, che fa?”..io risponderei “Niente.”
In fondo perché restare così attaccati alla vita se non ne abbiamo motivo? Io non ho un motivo per alzarmi e combattere. Perché lo faccio da molto tempo e mi sono stancata. Uno pensa che prima o poi sarà felice o almeno avrà un motivo per fare qualcosa! Invece no! Perché non mi importa più di nulla, non c’è nessuno, non c’è niente.
Il mio mondo è orizzontale, capite? Non ha confini, non ha vertici di miglioramento. Non è verticale, non tende verso uno scopo.
Non c’è tensione, non c’è movimento, perché non c’è uno scopo, un sogno, qualcosa da conquistare!
Riuscirò mai a capire quello che voglio veramente? Perché badate.. non è una scelta che si può fare razionalmente..perché io ci penso, ma non trovo niente che mi soddisfi, per il quale valga la pena alzarsi la mattina e sfoggiare gli artigli!
Piatto. Piatto come un lenzuolo di seta accarezzato e travolto dalla brezza di un mare che distrugge nella sua tranquillità, nella sua purezza. Sono in un vortice di seta, di lino, di qualcosa di impalpabile, quasi inesistente, ma così forte e così potente da travolgermi interamente. Senza via di scampo.