Che ci fa un drago su un petalo di rosa??

Stasera, per volare un po’ con la mente e per non pensare sempre alle stesse cose, vi racconto di come sia entrare in una libreria e scoprire che, oltre questo, c’è un mondo meraviglioso.
L’universo di chi si mette o per solitudine, o per felicità, per sfogarsi, per riflettere, per inventare, per curarsi o per innamorarsi, davanti ad un foglio bianco.
Io così me lo immagino uno scrittore… davanti un foglio bianco, metafora della purezza e della limpidità del nostro animo senza righe e senza alcuna difesa.
Io scrivo per guarire o per sfogarmi. Lo faccio perché mi aiuta molto.
Non ritengo scrittore solo chi pubblica libri o scrive storia fantastiche..beh, in quel caso, tanto di cappello. Ritengo scrittore chi sente il bisogno e per bisogno intendo quello slancio, quel grido dell’anima che deve uscire fuori dalla sua prigione; che deve lenire le sue ferite e deve dar sfogo alle sue paure.
Scrivere è sia un petalo di rosa che si inchina davanti alla rugiada, sia un guerriero che lotta contro il drago più grande che ci sia. Agli opposti, male e bene.

Non mi ritengo particolarmente brava a scrivere..sicuramente adesso ci ho anche perso un po’ la mano. Ma il bisogno di mettere nero su bianco è incessantemente dentro di me! Come ieri quando alla stazione sono rimasta a fissare i piedi di questo uomo con i sandali aperti e questa donna con un tacco nero quasi a spillo…che a quel punto a uno gli viene da chiedersi: come fanno a stare mano nella mano?? Ma, nello stesso istante in cui lo pensi, hai già capito. Questa è la bellezza e questo bisognerebbe insegnare:
ad osservare ed innamorarsi!

Tornando alla frase con cui ho aperto il discorso..entrare il una libreria beh..è come entrare in un mondo che non è qui con noi. Non è nemmeno paradiso o inferno, ma è un mondo in cui si fondono tutti gli stati dell’essere umano, tutte le sue precarietà  e i suoi opposti. Mi fa sentire a casa! Non mi fa sentire giudicata oppure sbagliata oppure totalmente imperfetta rispetto a qualcuno o qualcosa. Mi fa sentire bene! Queste sono le uniche cose che riescono a farmi stare in pace con tutti e probabilmente non ci sarà mai una persona che potrà fare lo stesso.

E’ una vera e propria medicina per la mente e per il cuore.
Per chi si sente solo o sbagliato e sente che l’effimero del mondo non gli basta, ma sa che c’è qualcosa che va oltre tutto questo e quel qualcosa va espresso..non solo tramite la scrittura, ma anche attraverso l’arte in generale.

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“Io ti voglio bene.”- L’importanza del rispetto e dell’amore.

Non c’è più rispetto per niente. La gente mette al mondo delle persone e si comporta come se non avesse nessun diritto su di loro. Come se pensasse..: “Beh, io l’ho cacciato dalla mia pancia, adesso può fare quello che vuole..che sarà mai!”..

Mi meraviglio quando sento questo genere di cose. Perché avere un bambino, mettere al mondo una creatura, significa anche prendersene cura. E non solo darle da mangiare, da bere, comprarle dei vestiti ecc…ma anche preoccuparsi di dargli un’istruzione, un’educazione, dei valori, delle certezze. Fargli capire pian piano di come vadano le cose..affinché quella persona un giorno sarà in grado di scegliere da sé.

Ormai c’è gente che abortisce, che dà i bambini in adozione come se nulla fosse, che magari li fa nascere e poi non se ne prende cura. Ma come si fa?! Si sta giocando con delle vite umane. E magari tutto perché una sera hanno fatto sesso con qualcuno e si sono dimenticati di mettere un preservativo ( e scusate la franchezza).

Generalmente sono una persona che odia fare moralismi del genere, perché qualche volta le cose succedono e noi non possiamo farci nulla. Qualche volta …sì, ma a me sembra che ormai capitino un po’ troppo spesso per essere del tutto casuali. Ed è un giro morboso.
Ragazzine che perdono la verginità a 14 anni e magari fumano da quando ne hanno 12, che vanno in giro con dei vestitini “giro-fica” senza avere il minimo rispetto di sé e che farebbero qualsiasi cosa pur di arrivare dove vogliono.

Io non riesco a capire perché ci vogliamo tanto male. Perché non ci prendiamo cura un po’  più di noi stessi e delle persone che ci sono vicino, soprattutto dei nostri figli. A 40 anni credo che si debba essere abbastanza maturi da sapere che i litigi con tua moglie/marito abbiano delle ripercussioni sulla vita di tuo figlio. E pur di continuare ad odiarsi e a non voler scendere ad un compromesso.. si fa del male a chi non lo merita.

Avete pensato a cosa possa aver provato quel bambino che è stato prelevato con forza davanti a tutti i suoi compagni di scuola? Avete sentito le sue grida di dolore?! E i genitori dove cazzo erano??

Boh.. penso che tanta gente dovrebbe guardarsi allo specchio la mattina e sputarci su.
Non abbiamo capito cosa è la libertà.

Sono la prima persona a dire che i genitori devono lasciare liberi i figli di fare le proprie scelte, e lo penso ancora. Solo che alcuni hanno scambiato la libertà con il menefreghismo.
I miei mi hanno dato un’educazione tale da lasciarmi sempre libera di fare quello che voglio.. prima di questo però mi hanno trasmesso dei valori, delle cose in cui credere o per lo meno delle cose da rispettare. Alla base di tutto dovrebbe esistere il rispetto perché solo con esso possiamo essere davvero liberi.
So che alcune volte è difficile, perché la vita non ti lascia scelta. Ma nella “costrizione” abbiamo sempre la possibilità di scegliere se fare bene una cosa o farla male, soprattutto perché un figlio è una delle cose più belle che la vita possa darti (anche se talvolta non si è pronti) e bisogna avere rispetto per certe cose e prenderle con un minimo di serietà.

Immaginate come possa essere bello il mondo se tutti avessimo più rispetto per noi stessi, per la natura, per le persone che ci circondano. Forse il verbo “immaginare” è il più appropriato perché è un sogno irrealizzabile in questo mondo.

John Lennon ci aveva pure scritto una canzone. Chissà se vivessero adesso lui, Bob Dylan, Bob Marley e tanti altri..cosa avrebbero da dire! Forse niente, perché effettivamente non si può dire più un cazzo. Perché le parole non sono più tanto grandi quanto il male dell’uomo.

E pensare che hanno attribuito il premio Nobel all’Unione Europea!!  Come se l’UE avesse fatto qualcosa senza ulteriori scopi.. non stiamo parlando di politica e di economia? Da quando politica ed economia sono a favore della pace?! Che cosa ridicola. Eppure io ci vivo nell’UE e non penso che ci sia tutto ‘sto granché di pace qui.. però pazienza! Siamo a corto di grandi personalità purtroppo, quindi anche il premio Nobel tocca darlo al primo che passa…