Il funambolismo dei fuori sede

Ogni Agosto di ogni estate uno studente universitario fuori sede torna nel suo paese.
Ogni Agosto quello studente si troverà di fronte a domande che mai avrebbe creduto di porsi.
Dopo il liceo, subito dopo, il mio mondo ha iniziato a sgretolarsi, all’inizio piano piano, poi l’esplosione è arrivata tutta insieme.
Le amiche che mai avevo pensato potessero tradirmi lo hanno fatto e quando tutti già sapevano cosa fare io ero immersa nell’oceano dei miei forse.
Caddi in un vortice di disperazione come mai prima ma, con immensa forza, riuscii a rialzarmi. Da quel momento molte cose sono cambiate nella mai vita, ancor di più tre anni fa quando persi due persone molto importanti per me.
Da allora torno a casa sempre più di rado, lo faccio solo per i miei genitori. Il problema di quando diventi un fuorisede è che apparentemente hai due case ma prima o poi si sgretolano entrambe. Perché l’università è un luogo di passaggio e pochi restano, anche se potrai continuare a sentirli anche dopo. Nel frattempo il tuo mondo nel tuo paese nativo si perde perché se ne vanno tutti quelli che conosci e, quando ogni tanto fai ritorno, trovi sempre cose che non ti stanno bene. Quindi resti in bilico tra due mondi sperando che, prima o poi, ne troverai uno fisso in cui le persone non partono e non cambiano. Una casa che puoi chiamare veramente tua, non la stanza affittata in chissà quale casa con chissà quali coinquiline..che poi, se ti trovi male, là iniziano i problemi.
La mia esperienza da fuori sede mi ha cambiata notevolmente, ho fatto moltissime nuove conoscenze e perso persone che mai mi sarei immaginata. Ho imparato la pazienza, l’arte della convivenza, sono diventata meno timida e mi anche sono divertita moltissimo. Ogni tanto tornare a casa e non trovare persone che ti vogliono davvero bene, un pasto buono e pronto, dover arrivare ovunque con le tue gambe perché non hai la macchina, è stancante ma quello che impari non potrà mai cambiarlo nessuno.
Qualche volta trovo piacevole la mia permanenza a casa, qualche volta vorrei solo scappare. Qualche volta vorrei anche scappare dal luogo della mia università ma, non avendo scelta, cerco sempre di renderlo migliore.

Quest’anno faccio 24 anni e se c’è una cosa che è cambiata in me dal liceo è che mi sono stufata di correre dietro alle persone, proprio così. Mi piace essere libera, non mi piace prendere troppi impegni con le persone, voglio leggerezza anche nelle mie amicizie. Quello che mi spaventa di più è proprio questo: ho perso persone all’università, ne ho perse molte di più nel mio paese nativo, chissà quali rimarranno e se rimarrà davvero qualcuno perché, lo sappiamo tutti, a fare i posti sono le persone. Nient’altro che loro.

Noi fuori sede siamo funamboli su un filo che separa due mondi: in uno dei due non ci vorremo mai tornare, nell’altro abbiamo poche certezze..chissà dove arriveremo seguendolo.

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Vorrei vomitare tutto lo schifo del mondo.

Non sono perfetta, ok?
Basta a dirmi “Ma che brava ragazza!”, “Come va l’università??” ,”Quando dai gli esami?” ..
BASTA!
Se qualcuno di voi provasse ad entrare per cinque secondi nella mia testa, ne uscirebbe scappando!
Studio di là, studio di qua.. basta! Io sono stanca. Sto male. Ho un mal di testa assurdo ventiquattro ore su ventiquattro e la notte non dormo mai bene! Sto male, lo volete capire?
Mi prende l’ansia un giorno sì e un giorno no. Non mi sento bene. Ho qualcosa che non va e che mi stare MALE. MALE. MALE. MALE.
Chiedetemi come va la mia vita, non l’università cazzo! Che poi tutte queste responsabilità addosso… “Adesso devi studiare, non si scherza più.. noi stiamo facendo dei sacrifici per te!”

E’ una vita che me lo rinfacciate. E vaffanculo allora, va bene?!
Non si fanno dei regali con il prezzo. Non si fanno dei sacrifici per amore e si rinfacciano.
Basta. Sono stanca. Provate a mettervi nei miei panni, vi prego. Vi prego.
Che poi l’università va di merda, se proprio lo volete sapere! Perché non ho un motivo per studiare quelle cose, in questo momento. E non mi va. Perché è sempre la solita merda. Sia il liceo, sia l’università. La scuola fa schifo!

Lo vorrei urlare al mondo quanto io stia male! Vorrei uscire e urlare, vomitare tutto questo schifo. Fare capire alle persone che sto male! Che invece di mettermi sulle spalle responsabilità su responsabilità, potrebbero alleggerirmi un po’ questo dannato peso.
Non è facile. Come faccio a fargli capire che forse nemmeno continuo? Come faccio a dirgli che ho paura di non capire, che ho paura di alzarmi un giorno e sentirmi inutile e fallita, un po’ come loro. Non voglio essere come te, non voglio essere come voi. Eppure ho come la sensazione che finirò così. Perché non riesco a fare niente e non mi riesce nulla. Mi sento male. MALE!

Ed è un vortice continuo. Non se ne esce, ok? Basta! Io sono stanca. Sono davvero troppo stanca e non so per quanto tempo potrò continuare così.

Vaffanculo tutti. L’università, biologia, i miei genitori, quel posto, la mia migliore amica che si è dimenticata di me per un ragazzo, Andrea che mi piace da morire, la mia perenne indecisione, questa ansia che mi occupa lo stomaco ogni giorno da mesi.
Vaffanculo all’ignoranza, all’ indelicatezza della gente, alle cose da imparare a memoria, a questo mal di testa, a questo vortice di pensieri continuo..continuo.
Vaffanculo a chi mi giudica, a chi pensa che io stia stupida, vaffanculo a me stessa, perché in fondo sono la prima a non crederci.
Vaffanculo a questo equilibrio precario. Sempre come un funambolo. Peccato che sto rischiando di cadere.
Vaffanculo a tutto, a tutto, a tutto.
Fanculo alla vostra borghesia di merda.

E forse resterò per sempre sola. Sì, perché chi lo vorrebbe un rottame così??  Chi la vorrebbe una persona totalmente sbagliata, in cui la differenza fra apparenza e realtà è a dir poco grottesca. Che ha un caos perenne un testa e dubbi e domande su tutto.

Scusate. Perdonatemi… ma dovevo sfogarmi. Sono parecchio stupida. Però non riesco a capire più niente. Scusatemi tutti.