The night we met

Un lecca lecca rosso che ruota nello spazio bianco…ha la forma di un cuore un po’ smunto.
Penso che non ci voglia niente a far entrare una persona nel tuo cuore, anche quando sembra pieno. Che non ci voglia niente veramente ad ascoltare una canzone e desiderare di passare il tempo con quella persona..che non ci vuole niente ad innamorarsi anche quando il nostro cuore è già pieno.
Penso che non ci stancheremo di farci guardare con occhi nostalgici da qualcun altro che è entrato dentro di noi nemmeno fra quarant’anni con un anello al dito. Che, per quanto la vita possa andare avanti, ognuno di noi avrà una persona nel cassetto segreto del proprio cuore e che  forse solo quella persona farà lo stesso.
Passano gli anni, le rughe, i baci.. ma un pezzo di noi sarà sempre di qualcun altro, di un fantasma nostalgico che vuole curiosare nella nostra anima, per porci interrogativi un po’ scomodi e ricordarci che nulla è che come sembra.
Che, anche nei grandi amori, c’è un piccolo pezzo di cuore che sospira dal passato e ci riempie di malinconia e di sogni.

 

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Oggi è blu.

Oggi è blu.

Blu come il cielo, come i viaggi che vorrei fare, come il profumo del mare,
come un telo di seta che si posa sui miei occhi stanchi.
Blu come la schiuma di un’onda di speranza che spazza via la stanchezza.
Blu come la pellicola lucida di un film che vorrei fosse la mia vita..blu come gli occhiali da sole che si chiudono come le tende di un teatro sulle mie lacrime.
Blu come il rossetto che colora tutti i baci non dati.
Blu come gli abbracci ed i baci, quelli veri e blu quando non sai più dove sono andati a finire.
Blu come quando i sentimenti cambiano e quando diventa complicato stare insieme.
Blu come la bici con il vento in faccia.
Blu come la bellezza e la musica, come i sogni e la voglia di cambiare.
Blu come le cuffie che mi portano in tutte le vite che non ho vissuto.

Blu..ma che ci faccio qui???

Blu..non so cosa sto succedendo. Allora niente penna nera oggi, solo blu perché mi dà speranza.

Blu come le parole, blu come le incomprensioni.
Blu come la lontananza e la diversità. Come i litigi e come le urla.
Blu quando mi arrabbio, blu come quando vorresti che una persona fosse con te, invece non c’è.
Blu quando vado troppo a fondo e mi faccio solo male. Blu quando non so come non farlo.

 

Le note della mia vita: da Rimmel in poi

Non mi piacciono i Reality Show ma stasera ringrazio Amici perché mi ha permesso di riascoltare un pezzo storico della mia vita: “Rimmel.”

Infatti De Gregori ci tenevo a dirti che ti ho dedicato un blog!
Ricordo quando ascoltavo “Rimmel” ormai- ahimè – tanto tempo fa, mentre passeggiavo tra le mie stradine di campagna, nei campi dove sono cresciuta, tra le corone di margherite e le urla dei miei che invano mi richiamavano.
Ho passato l’ adolescenza ad ascoltare musica nella mia bolla di sapone. Qualcuno mi disse che prima o poi sarei dovuta uscirne perché non andava bene vivere quasi con la paura di buttarmi nel mondo; una persona invece mi disse che ero un fiore che doveva ancora sbocciare ma che quando l’avrei fatto sarei stato quello più bello di tutti.
Ci ho messo un po’ più tempo ma alla fine mi sono buttata nel mondo e i ricordi della mia adolescenza non saranno quelli di tutti i ragazzi che avuto o delle ubriacature che mi sono presa, ma sono comunque belli perché sono dettati da tutte le note delle canzoni che ho ascoltato e che fanno ormai parte del mio DNA.
Ogni canzone mi ricorda qualcosa: la mia prima cotta per Lucio, le serate con le mie amiche di allora, la mia solitudine con le cuffiette sempre nelle orecchie!
Ad esempio “Farewell” di Guccini mi fa pensare a quando prendevo la “corriera” la mattina per andare al liceo e avevo un poncho rosso preso in Inghilterra che associavo sempre al maglione della canzone. Mi ricordo il momento esatto in cui stavo attraversando le strisce e, immedesimandomi in quella canzone, mi sentii felice.
Poi c’è De André, mi ricordo quando ho ascoltato “Hotel Supramonte” con Iacopo e ancora non la conoscevo, l’esatto momento sullo sgabello del salotto con una maglia e basta ed il silenzio. Mi ricordo che entrambi stavamo in fissa per De Andrè.. invece “Canzone dell’estate” mi fa pensare a un giorno che la scoprii per caso sul mio ipod ed ero sull’autobus per tornare a casa dall’università con le mie Vans viola appena comprate, quelle che piacevano a G.

“Redemption Song” mi fa pensare a quando Andrea venne sotto a casa a suonarla e lì mi innamorai ancora più di lui. Anche “What’s Up” delle 4no Blondes mi fa pensare a lui…
Vedete? La mia vita è scandita dalla musica. Di qualsiasi tipo si tratti..ma il cantautorato italiano, beh quello ha scalfito il mio cuore con la sua poesia.

Forse della mia adolescenza cambierei solo una cosa: la timidezza.
Ero timidissima, arrossivo alla solo presenza di qualcuno che mi piaceva. Mi sono preclusa troppe cose.. ho dato il primo bacio a 19 anni e solo dopo ho scoperto la bellezza del bacio.
Sì..dico la timidezza per non dire che cambierei i baci non dati. Raramente mi incuriosisce ciò che va oltre il bacio, ma il bacio in se per sé tantissimo!! Anzi andrei oltre il bacio solo con G. , così se un giorno capiterà sul mio blog, o per caso o per curiosità, saprà che la verità è che per me solo lui è importante. Che non associo i miei ricordo al sesso, mai.
Comunque se fossi stata come sono ora a sedici anni forse avrei dato molti più baci e so anche a chi!
Non ero in grado di prendermi quello che volevo, pensavo sempre che i ragazzi non mi ricambiassero..ma forse non stata mai abbastanza intraprendente da ottenere quello che volevo…comunque peggio pure per loro!!

Ricordo quando ascoltavo i Led Zeppelin sul letto e riuscivano a rilassarmi in un modo unico. Ero convinta mi facessero lo stesso effetto di una canna.
Mi ricordo l’estate di due anni fa quando ho scoperto Lucio Dalla e lo ascoltavo sull’amaca mentre cercavo di farmi passare la cotta per Iacopo e fumavo sigarette di nascosto sotto il mattone a casa, lo stesso dove tre anni prima leggevo “Mr Gwyn” di Baricco che mi ha fatto riscoprire la bellezza in un periodo nero carbone  pece..insieme ai colori dei tramonti spettacolari!

Ricordo quando ascoltavo gli OttoOhm sul balcone della casa in Salento e piangevo perché dovevo abbandonare quella felicità, perché quei posti erano un sogno e quel mare poi.. perché non sapevo cosa sarebbe successo ed infatti poi depressione.

Quanti ricordi, potrò mai ringraziare la musica per tutto questo????
Nella mia tesi alla fine ho ringraziato l’arte, pochi capiranno perché l’ho fatto ma forse in qualche caso l’arte mi ha salvato.
Amo la musica, il cinema e anche i libri. Mi fanno sentire bene e mi emozionano.

 

La storia siamo noi!?!?!?

Francesco De Gregori-La storia siamo noi

Salve a tutti,
oggi vi parlo di una frase di questa meravigliosa canzone di De Gregori. Ammesso che io amo De Gregori e tutto il cantautorato italiano perché trovo in questo genere  una bellezza di altri tempi che solo la musica italiana può avere. Sono un vero gioiello della nostra cultura.. comunque la frase della canzone in questione è:

“E poi ti dicono tutti sono uguali
Tutti rubano alla stessa maniera
Ma è solo un modo per convincerti
A restare in casa quando viene la sera.”

Perché, di tutte le frasi stupende di questa canzone, ho scelto proprio questa??
Perché mi sono davvero stancata di leggere da parte dei giornali solo notizie brutte e sconvolgenti! Mai che si parli di ricerca, delle menti italiane eccelse, delle scoperte che l’uomo fa ogni giorno! Si parla sempre di ponti che crollano, di politica corrotta, di morte, omicidi, stupri, violenza e chi più ne ha, più ne metta!
Ma basta!! Non possiamo più vivere, chi guarda troppi giornali e ha una leggera tendenza all’ipocondria diverrà agorafobico nel giro di un po’ di anni. Si deve paura ad uscire la sera, a farsi un bicchiere di più, a mettersi in macchina.
Insomma, fare notizia è giusto..ma noi ormai siamo sottoposti ad un vero e proprio terrorismo mentale! Per esempio io ho scelto di fare un viaggio con una mia amica… i miei primi pensieri al riguardo non sono le cose che vedrò e le esperienze che farò, ma sono ” e se mi stuprano??” e “se fanno un attacco terroristico??”! Lo persino sogno.. ma vi sembra normale???
Cioè ma che mondo di merda! Sia per quello che accade ma anche per la divulgazione sbagliata di notizie che c’è. Voglio dire…sono epoche che tutti muoiono e mo’ d’improvviso ve ne frega così tanto??
Ma andate tutti un po’ a farvi un viaggetto solo andata in  mezzo al triangolo delle Bermuda, così scoprite in grande mistero, forse inesistente, che si cela dietro questa catastrofe. Io tanto ormai leggo solo quello che mi interessa! E’ caduto un ponte e sono morti due?? Complimenti, ma il fatto che io lo sappia non cambia la mia giornata perché non posso fare niente al riguardo. Tanto poi i colpevoli in Italia vengono assolti e Amen.
Non voglio risultare superficiale ma ho smesso di farmi toccare nel profondo da certe notizie. Se no avevo una cirrosi epatica avanzata non curabile!

 

Il solista: angeli e funamboli

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Voto: 7/10

Stasera vi parlo di un film che ho appena finito di vedere.

Forse in tutti questi anni non ho mai raccontato di quanto io ami il cinema. Lo amo.
Amo le storie le raccontano, la bellezza dei personaggi, il modo in cui li vestono, le musiche che fanno da sfondo, i primi piani degli occhi e del viso..mi piace il cinema perché mi trasmette un’idea di realtà diversa da quella che vivo tutti i giorni ma, in fondo, uguale.

Il film di cui vi voglio parlare oggi è “Il solista” di Joe Wright, lo stesso regista di Orgoglio e Pregiudizio (per chi lo avesse visto).
E’ un film che parla di un musicista palesemente schizofrenico che suona in modo egregio violoncello e violino, uno di quelli che ha la musica nel sangue.
Non vi racconto tutta la storia ma cito solo una frase che viene detta alla fine:
“Un anno fa ho conosciuto un uomo che è caduto in disgrazia e ho creduto di poterlo aiutare ma non so se ci sono riuscito. Il mio amico non vive più in strada, ha una casa, ha un letto ma il suo stato mentale e il suo benessere sono precari come il giorno in cui ci siamo conosciuti. [..] Ci sono scienziati che dicono che essere amico di qualcuno fa cambiare la chimica del cervello, migliorare l’interazione col mondo. [..] Posso dire che   vedere il coraggio del sign. Ayers, la sua umiltà, la sua fiducia nella forza della sua arte, mi ha insegnato la dignità di essere fedeli a ciò che si crede, a non rinunciarvi mai e soprattutto a credere, senza il minimo dubbio, che ci permetterà di sopravvivere.”

Questo film mi ha lasciato sensazioni particolari e diverse. Mi ha fatto pensare alla fragilità e alla debolezza del genere umano, a quanto cerchiamo di essere forti ma spesso c’è sempre qualcosa più forte di noi.
A quanto ci inganniamo (o forse no) di pensare che andrà tutto bene, che ci stiamo integrando perfettamente, che in fondo la società non è così male e che i compromessi che raggiungiamo ogni giorno ci porteranno a scoprire la verità o ad illuderci che saremo felici. Mettiamo pietre sui comportamenti sbagliati delle persone, sui nostri, sulle notizie che sentiamo in tv, alla radio, sui giornali, mettiamo pietre sulla dignità dell’uomo ogni giorno attraverso bombe, nudi, porno, guerra, sangue, malattie, violenza, droghe, infelicità.
Non so dove tutto ciò ci condurrà.. sembriamo degli angeli come Lucifero. E allora mi viene da pensare davvero che solo coloro che sono matti sono riusciti a carpire il senso vero della vita e del mondo. Noi non siamo abbastanza puri da poterlo fare, ci raccontiamo troppe balle.

Ma non è anche questa poesia?? La nostra continua illusione finché questa diverrà davvero la realtà perché alla fine, l’importante è crederci fino in fondo..di qualsiasi cosi si tratti.
Siamo angeli e funamboli.

Siamo fatti di sale, di sole, di sabbia e di mare

Da qualche giorno ho scoperto una canzone che mi ha fatto tornare a diciassette anni quando leggevo “Jack Frusciante è uscito dal gruppo”. Mi fa pensare ad Alex che si innamora di Aidi e dice che quando cammina con lei per le strade di Bologna si sente come in “Sunny side of the street” dei Pogues: dove c’è lei, c’è anche il sole.
Una canzone che mi fa pensare a due ragazzi innamorati che vanno in bici, che si baciano al sole e che non fanno altro che innamorarsi sempre di più tra le loro labbra ed i loro capelli. Mi fa pensare alle giornate che passi ad ascoltare la musica e ogni singola canzone ti fa pensare a lui/lei!
La canzone è di un gruppo emergente indie italiano, gruppi che di solito non apprezzo..ma loro hanno qualcosa che mi piace.

(Oh ciao Matilde, è tardissimo
Sto tornando a casa e ti volevo dire
Che sono completamente fatto
Fatto di te)
Sto bene solo quando faccio sport
Sto bene solo quando è sabato
Sto bene solo quando arrivi tu
Sto male solo quando te ne vai tu
La domenica è una tragedia
Non riesco ad andare a dormire
Il lunedì mi fa male
Dalla scuola elementare
Non c’è rimedio logico alla tristezza
E la libertà non mi dà gioia a volte, ma solo insicurezza
Quindi mi tengo
Tutte quante le mie dipendenze
Per vivere meglio
Per vivere meno peggio
Siamo fatti di sale
Di sole, di sabbia e di mare
Io, sono fatto di te
Sto bene solo quando faccio sport
Sto bene solo quando è sabato
Sto bene solo quando arrivi tu
Sto male solo quando te ne vai tu

Sogni a occhi aperti…

Questa sera vi vorrei raccontare di un sogno che faccio molto spesso quando mi capita di ascoltare una bella canzone. Adesso, per chi fosse curioso, sto ascoltando una meravigliosa playlist di Spotify che si chiama “Cozy evening.”
Comunque.. il mio sogno, anche se questo va contro la realtà e le persone che ne fanno parte, è quello di rincontrare un amico che non vedo da tempo. Una persona di quelle che quando le rivedi di sorpresa, in un pub mentre bevi una birra o ad una festa, è come se tutto ti rimettesse a posto. Capite??
Un’isola in un mondo così vasto. Quella persona che quando riguardi negli occhi sembra che non sia passato nemmeno un  lampo di tempo tra quelle onde e particelle di luce che vi distanziano. Che ti risistema il caos che hai dentro e che ti fa fare un sospiro di sollievo e pensare “Finalmente da adesso in poi andrà tutto meglio”.
Che basta guardarla negli occhi per capire che ci sono legami che nessuno al mondo potrà mia cambiare, che rimarremo sempre nel cuore delle persone giuste. Che volere bene a qualcuno non sempre significa rimanere fregato, come con chi che ti usa e ti butta insieme nei dimenticatoio della vita.
Vorrei avere da qualche parte del mondo una persona, un amico, che mi venisse a salvare laddove non mi sento felice o non a mio agio, che mi legga negli occhi e capisse tutto quanto.
Sogno sempre questa cosa, anche se non ho amici lontani poiché non sono riuscita mai ad avere un amico maschio.
Ve lo volevo raccontare perché uno dei miei sogni è quello di essere ricordata da qualcuno così, poiché ho chiuso sempre tutto in maniera definitiva e con rabbia quindi non ho mai lasciato uno spiraglio di speranza per riprendere i rapporti. Sia perché oggettivamente alcuni non lo meritavano sia perché, essendo una persona molto impulsiva, tendo a sparare a mille senza rendermene conto.
Vorrei tornasse qualcuno da me a dirmi “Grazie per aver fatto parte della mia vita.”
Invece da me non torna mai nessuno, se ne vanno e sembrano pure felici di essersene andati. Ho qualcosa che non va?? Forse solo L si è accorto di questa cosa e ha provato a fare minimi passi ma mai niente di particolare. G è tornato quella sera ma certe volte non so nemmeno io perché.. a parte loro due nessuno è mai tornato.
S&S hanno tagliato i ponti e sembra che questo non gli abbia fatto per niente male quando io da un anno a questa parte mi sento dentro un terremoto e sto cercando piano piano di rimettere a posto i pezzi.
Forse vorrei semplicemente qualcuno che mi comprenda davvero e che mi dicesse, anche attraverso solo uno sguardo “Anche se sei un disastro, io ti voglio bene veramente”.. ecco.
Che non mi facesse sentire un mostro, ma un bruco che sta per diventare una splendida farfalla.

Cominciai a sognare anch’io insieme a loro.. poi l’anima d’improvviso prese il volo!!

Non mi piace ricordare le persone il giorno in cui hanno abbandonato la vita, preferisco celebrarle in giorno in cui sono nate.
Per lei, caro De André, faccio un’eccezione, perché non solo merita di essere ricordato oggi, ma ogni giorno!
Ho ascoltato e ascolto tante delle sue canzoni e mi sorprendo di tutta la verità che contengono, delle storie che raccontano e dei miti che dissacrano o deridono.
Mi sembra strano darle del “Lei”, perché è come se fosse un mio amico, visto che la sua musica fa parte della mia vita e anima ormai.
Ma proprio per la profonda stima e il sincero rispetto che nutro nei suoi confronti, mi rivolgo a lei in terza persona.
Infatti il lei si dà solo a chi lo merita davvero, non a persone d’alto rango che di alto hanno solo un misero linguaggio o un tacco dodici intarsiato di diamanti.

Amo moltissime sue canzoni e sarebbe impossibile elencarle tutte.
Quindi ne pubblicherò una che mi piace particolarmente!

Mi spiace poterle dedicare solo poche righe, perché ne meriterebbe molte di più! Sicuramente ci saranno altre occasioni per continuare a parlare di lei!!!
Con la speranza che la sua musica e la sua poesia non vengano mai dimenticate…

 

E’ lì che pesa la vita.

E’ vero che sento il bisogno di scrivere. Infatti, qui, sul blog, scrivo spesso.
E’ sulla carta, sulla mia moleskine con su inciso “C’è un nuove sole ogni giorno” (sì, la stessa frase.. quella è la moleskine del mio periodo buio), nero su bianco…. che non riesco a farlo.
Stasera volevo prenderla e riprovare..poi però mi sono spaventata. Credo di non riuscire più a scrivere sulla carta perché è troppo vero. Perché se le vedi e le senti le lettere, quel piccolo universo in cui si incastra tutto il sentire del mondo.. se tocchi l’inchiostro con le tue mani, se il fianco del mignolo destro si fa nero.. è perché è proprio lì che pesa la vita.
Mi viene più facile scrivere qui. Forse perché tutto questo c’entra poco e niente con la vita di tutti i giorni. Sicuramente c’entra di meno di quella moleskine con i biglietti dell’aereo in mezzo, quelli dei concerti, delle foto e delle poesie, della foglia che ho raccolto quel giorno in Inghilterra.

Che poi…non so se ci avete fatto caso ma quando racconti qualcosa, scrivendola, sembra molto più bella. Scrivere ti dà il potere di dare significato anche a ciò che non sei riuscita a vivere fino in fondo, a quelle storie che dovevano essere stupende, invece poi si sono rivelate deludenti.

E’ iniziato il duemilaequattordici. L’unica cosa che mi viene da dire è..”Cazzo, ci siamo.”
Sì, perché questo è l’anno delle scelte importanti. Dovrebbe essere l’anno in cui deciderò di essere felice.. è l’anno del concerto a Milano da sola. E’ l’anno di nuove consapevolezze e di una nuova coscienza che non se ne va più.
Sono cresciuta tanto..non mi sono mai sentita così “donna” in vita mia. E’ molto difficile..soprattutto capire certe cose..
Non è che io sia sola…però ho paura che quando si accenderanno quelle luci e tutti si abbracceranno, grideranno, si guarderanno e piangeranno..io mi guarderò intorno e mi sentirò sola. Perché non avrò nessuno con cui condividere quella gioia immensa.. e forse sarà la volta buona che mi metterò davvero a piangere ad un concerto.
Vallo a spiegare a tua madre che quello di cui hai paura non è prendere un treno o girovagare sola in una città che non conosci…quello di cui hai paura è sentirti sola. Perché ci sono già passata e non voglio che accada mai più.
So anche che però è importante fare le cose da soli, perché significa crescere. Per cui ci andrò.
Ho sempre vent’anni.

Uno si immagina di prendere una valigia e di andare via. Però il mondo lì fuori è davvero brutto. Ne succedono di tutti i colori e avere qualcuno con cui stare sempre sarebbe davvero una bella storia da raccontare..
Solo che qualcuno ha la fortuna di poterlo fare e qualcuno, invece, deve cavarsela da solo.
Bah…ben venga. Ben venga tutto, sia il bene, ma soprattutto il male.
Perché tanto, prima o poi, vinceremo.

Le cose in cui credo.

Giovedì sera mentre parlavo con alcuni amici, ad un certo punto ho detto una frase che ha fatto rimanere “di stucco” molte persone, cioè che io non credo quasi in niente.

Mi ci son messa a pensare mentre tornavo a casa e ho cercato di spiegare a me stessa questa cosa.
Mi sono stilata nella mente una serie di cose belle in cui credo e, anche se quel momento è passato, cercherò di scriverle qui.

Io credo:
-nella musica;
-nei libri e nella scrittura. Nei periodi in cui mi sento persa, trovo sempre una parte di me dentro i libri che leggo, che mi trasportano altrove e mi fanno dimenticare il mondo là fuori per intere ore. Credo in questa specie di desiderio e di bisogno di condividere con gli altri quello che penso e, quindi, cercare di tenermi tutto dentro per usarlo, per condividerlo, per raccontare qualcosa;
-nell’arte in generale. Nelle sindromi di Stendhal di fronte a un film che ti fa commuovere, ad una canzone, ad un quadro che resteresti a guardare tutta la vita. In quelle piccole note, quei colori, quelle lettere che ti salvano e ti fanno spalancare occhi e bocca come un bambino che scopre il mare per la prima volta;
-credo che non esista la bellezza nel mondo. Sinceramente non credo nella pace o nella bontà dell’uomo, non credo nella scienza e non credo nello sviluppo. Non credo nell’uomo in generale… per me, di base, facciamo tutti schifo. Non credo nell’economia e nella politica. Non credo che esistano poteri buoni e non guardo mai la televisione. Mi dà fastidio il modo in cui ci controllano ogni giorno e  nessuno si accorge che ci stiamo dentro tutti, chi più, chi meno.
Non credo nel mito della civiltà occidentale che essere un avvocato, un medico, un ingegnere ecc..significhi essere una persona riuscita. Non credo nei soldi.
Credo che nel mondo di oggi non vi sia bellezza. Però credo anche che la visione del mondo intorno a noi dipenda da come lo guardiamo. Credo nei piccoli gesti e mi piace osservare e ascoltare la gente. Credo in una specie di bellezza interiore, di chi non si è rassegnato a fare quello che gli dicono, ma cerca di scoprire, di conoscere e si stupisce ogni volta. Credo che ci siano del valori che non debbano mai venire meno nella vita di una persona. Credo nelle anime pure….quelle che riconosci subito.
Credo tanto nella verità, che va sempre detta. Anche quando può distruggere tutto. Credo in quei piccoli particolari che scorgi sull’autobus, in mezzo alla gente, in mezzo ad una folla, per strada quando due persone si abbracciano. Però credo che per vedere tutte queste cose bisogna soffrire, bisogna saper osservare e capire… e non tutti sono in grado di farlo;
-credo nel coraggio, nel cuore, nelle sensazioni che ci trasmette. Credo che la vita ci mandi dei segnali ogni tanto e noi dobbiamo essere in grado di coglierli e percepirli;
Credo pure che la vita sia una benedettissima stronza. Non ha gratitudine, non ha cuore, non ha sensibilità. Ti usa come un giocattolo e poi ti getta da qualche parte in mezzo a tanti altri giocattoli che non usa più. Ma credo che in mezzo a quei giocattoli ci sia più poesia che altrove. Che prima di essere vincitori, si è sempre vinti. Mi piacciono le persone un po’ disastrate, mi piace rimettere a posto le cose;
-credo nei figli. Vorrei tanto avere dei figli ed insegnarli tutto quello che so.

Insomma..non sono una di quelle persone ottimiste che pensa che il meglio deve ancora venire. Cazzate.
Vivo in una famiglia di persone oneste eppure ogni giorno vedo gli occhi di mio padre sempre più stanchi. Perché in Italia è lecito mettere una firma falsa, ma non è lecito non pagare una cosa che non ti tocca. (Non credo negli avvocati e nei notai. In tutto ciò che prende per il culo la vera giustizia e la vera fatica).
Quindi non mi venissero a raccontare storielle sulla bellezza delle cose e sul fatto che ci devi credere! Io non ci credo invece.
Ci crederò solo quando vedrò che le cose vanno veramente bene e sono GIUSTE.
Non credo nell’amore. Perché tante persone stanno insieme solo per inerzia e fino ad ora ogni persona che avrei potuto amare, se ne è andata, Scappano tutti da me..chi torna a casa, chi scappa, chi si rimette con la sua ex. Tutti se ne sono sempre andati da me e non so perché…quindi non mi venissero a dire: “Prima o poi arriverà qualcuno!” perché io non ci credo proprio. Almeno per il momento. Ci crederò se mai arriverà davvero chi resterà ed avrà le palle di stare con una così.

Credo poco anche nell’amicizia. Vedo persone che si prendono gioco di me, che non mi dicono mai la verità, ma non sanno che prendere in giro me è inutile. Ho il fiuto per le bugie..ho passato un’intera infanzia ad ascoltarle. So osservare i gesti e capisco quando una persona mi sta prendendo per il culo, ancor prima che possa aprire bocca. Ciò talvolta mi diverte, talvolta mi fa stare malissimo, quando a farlo sono persone a cui tengo.
Non credo nella vita e nella sua bontà del cazzo. Credo che però noi siamo in grado di guardare le cose da un’altra prospettiva. Che la bellezza non sia nella cose in sé, ma nel nostro occhio interiore…che nasce cieco e poi impara. Che tutto passi in questo nostro occhio..sia la luce che la tenebra. Ma non tutti sono in grado di sentirlo, perché fa male. Così, volta per volta, ci accontentiamo e diventiamo tutti uguali.
Credo in voi che capite quello che scrivo e non ve ne fregate. Che almeno cercate di capire. Che non siete superficiali, ma attenti osservatori, scrupolosi.
Credo di aver finito…anche se potrei continuare per tutta la vita.