Voce del verbo imparare.

Così tra una canzone di De Gregori e tante bozze salvate (118) ma mai pubblicate eccomi qui.
Mi scuso innanzitutto per l’assenza ma non sono più abituata a scrivere , inoltre sono occupata ed è meglio così; perché è quando non sono occupata che faccio casini!
Quest’anno è stato un anno un po’ bizzarro: ho perso le due frontiere del mio futuro, le mie due amiche S.S., con cui mi immaginavo il mio  addio al nubilato insieme a dei piccoli scriccioli che corrono. Invece ecco qui…tutto cambia.
Ho preso delle scelte molto particolari, questo è sicuro. Mi sono innamorata, ma non credo sia una colpa. Penso che, raggiunta una certa soglia, sia lecito imparare a farsi da parte per dare spazio alle vite altrui.
Comunque la sofferenza che mi ha portato questa rottura..beh è stata abbastanza forte, ma la vita va avanti e bisogna sempre imparare a prendere il meglio da tutto ciò che ci accade.
Mi sono sentita abbandonata e sola e, come sempre, inadatta. Questo mi porta anche adesso a vivere male i rapporti con gli altri e a farmi un esame di coscienza più o meno ogni 5 secondi, cosa assolutamente non salutare. Io non sono fuggita via da nessuno, sono loro che, con molto sgarbo (mi consento questo termine) se ne sono andate senza nemmeno chiedersi il vuoto che avrebbero lasciato. Dopo che io (tra l’altro) gli avevo chiesto in lacrime di “perdonarmi” (se di perdono si può parlare) e di non andare via perché non me lo sarei mai perdonata (senza virgolette).

Invece eccomi, qualche mese dopo e qualche cicatrice in più, a cercare di rimettere insieme i punti e a combattere una guerra contro i miei pregiudizi su me stessa non indifferente.

Nonostante tutto… beh ho passato momenti di una felicità che, solo a scriverne, le fossette del mio sorriso diventano un po’ più profonde. Momenti di immensa felicità sotto la neve, tuffandomi da uno scoglio, a stringere le mani al cinema, a farmi foto bizzarre…momenti che ormai fanno parte della pellicola della mia vita.
Ahimè però..ho constatato che stare con qualcuno non è affatto semplice.
Credetemi (se già non lo sapete) che l’amore non è quello che raccontano: l’amore è un oceano in più! E’ sopportare, soffrire, cambiare, confrontarsi, crescere.
Per esempio io ho constatato, inaspettatamente, che sono gelosa. Ma non poco…tanto, eccessivamente gelosa.
Se andate a vedere qualche articolo prima di questo forse avrò parlato dell’amore come il sentimento della libertà pura…e penso ancora che debba essere così..il problema è che ho anche scoperto che la nostra anima è attaccata inesorabilmente al nostro passato. Ergo le nostre paure più recondite che vengono fuori quando si sta con qualcuno perché è lì che siamo nudi di fronte a noi stessi, lì che non ci possiamo nascondere sotto sigarette, rimmel, sorrisi e rossetto, tacchi a spillo. Siamo a piedi nudi, con il cuore in mano di fronte ad una persona che lo potrebbe custodire come, squarciarlo.
Vi auguro tristezza, insonnia, pianti, qualche sofferenza..ma non vi auguro mai di essere gelosi così tanto perché tutto quanto dopo un po’ diventa una gabbia lacerante, una busta che soffoca le ali dell’amore. Morbosa, chiusa, claustrofobica.
Devo lavorare su me stessa per risolvere il mio problema e spero di farlo il prima possibile perché io certi baci mica me lo scordo. Anzi me li porto nel cuore. Nonostante l’abbandono, io ci continuo a credere e a sperare che qualcuno in questo nastro di pellicola sia già segnato.
Un po’ come quando finisce Scrubs e JD si vede passare la sua vita davanti..beh io in quel filmato qualche scena ce la vorrei davvero tanto!
Ho in mente una scena ogni giorno ed è sempre più bello. E insieme ad esse ci sono le mie paure, tutte le volte che mi prometto di respirare e poi invece sparo a mille su tutto, senza nemmeno accertarmi di quello che dico.
C’è un passo della Bibbia sull’amore che penso sia fantastico che dice:

L’Amore è paziente, è benigno;
l’Amore non arde di gelosia,
non si vanagloria,
non s’insuperbisce,
non si comporta in maniera sconveniente,
non persegue il proprio interesse,
non si indigna,
non nutre alcun risentimento per il male ricevuto,
non si rallegra dell’ingiustizia,
ma gioisce della verità.
Tutto ammette, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta.
L’Amore non avrà mai fine.
Ecco così dovrebbe essere anche il mio amore. Così puro e senza malizia.
Ma naturalmente non è sempre tutto facile. Mi sento soffocare perché ho paura che se ne vadano tutti e mi lascino qui sola, ad asciugare le mie lacrime e a sentire che nessuno mi vorrà mai bene e non mi amerà mai. Perché mi sento come il brutto anatroccolo, sempre imperfetta, sempre strana.
Devo diventare più sicura di me! Devo alzarmi le maniche e impegnarmi e smettere di sentirmi sempre sbagliata.
Io non sono così. Sono le persone che mi hanno circondato che mi ci hanno fatto sembrare. Se qualcuno mi ha abbandonato non significa che lo faranno tutti e, se qualcuno non mi cerca, non vuol dire che gli sto antipatica.
Devo imparare a volermi bene e ad amarmi.

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(Ap)Punti di vi(s)ta.

Avete presente la sensazione che si prova alla fine di un film? Quello strano ottimismo che ti porta a pensare positivo. Che ti fa sperare che anche tu nella tua vita sconfiggerai la strega e diventerai la principessa di un regno e sarai felice per sempre.

Beh..vorrei vivere perennemente con quella sensazione. Per alzarmi la mattina sapendo che le cose andranno bene e mettere tutta la passione possibile nelle cose che faccio. Dando un senso a ogni piccolo gesto ed a ogni sorriso che esplode quando meno te lo aspetti.
Peccato che dopo le due ore si debba tornare alla vita reale, quella in cui di strega non ne esiste soltanto una, quella in cui di orchi ne dobbiamo sconfiggere un bel po’ e alla fine non diventi una principessa con un principe bellissimo, ma una persona stanca che si sente un po’ sola.
Però la vita è più bella quando sei ottimista. Ha più senso, più colore, diciamo che è più degna di essere vissuta. Vorrei stare sempre così, vedere le cose sempre colorate e non cupe e grigie.
Eppure non ci riesco. Forse è per questo che ho smesso di scrivere un po’ di tempo fa. Sì perché io vorrei raccontare alle persone come sconfiggere i draghi, come diventare felici, vorrei raccontargli le storie delle sirene, delle principesse, dei castelli, vorrei mostrargli quanta bellezza c’è nel mondo e noi non riusciamo a vederla.
Vorrei che quando le persone mi incontrano per strada, non si ricordino di me come una persona qualsiasi, ma come una persona bella, diversa da tutti gli altri.
Vorrei che anche in questo blog ci fosse più ottimismo, più colore, più speranza… ma c’è qualcosa che non va in me. Sono un disastro.
Non so quando, né perché, né come sia successo, ma uno strano meccanismo e una strana convinzione si è impossessata di me..per rimanere in tema “uno strano incantesimo”…quello di pensare che sia meglio aspettarsi il peggio dalla vita, così se arriva sono preparata e se non arriva sono felice il doppio. Il problema è l’attesa. Perché sono stanca di pensarla così, ma delle volte non hai scelta. Quante volte ci ho sperato! Da quando sono piccola! Quante volte sono rimasta delusa.
Nella vita di tutti succede qualcosa di bello, inaspettatamente. Senza che loro debbano fare nulla. Magari gli arriva una lettera, incontrano una persona che gli cambia la vita, scoprono quello che vogliono fare sin da subito e si adoperano per farlo diventare realtà. Un giorno si svegliano e sbam! La loro vita cambia.
Nella mia no. Io son quella che le deve cercare le cose e spesso nemmeno le trova. Non sono mai stata fortunata da questo punto di vista. E’ una vita che aspetto qualcuno eppure sono ancora qui da sola. Allora voi vi chiederete..perché non fai tu qualcosa?
Semplice. Perché l’ho già fatto e adesso sono stanca, capite? Perché voglio e pretendo che siano le cose che vengano a me questa volta. Non voglio cercare nessuno, voglio che qualcuno mi cerchi. Non voglio scrivere lettere belle a nessuno, voglio che me le scrivano. Non voglio alzarmi la mattina per cercare qualcosa che mi piace, voglio che mi arrivi una..illuminazione.
Comunque so che non arriverà! Figurarsi! A me! Quindi continuerò a cercare. Però non mi venissero a dire quello che devo fare o a farmi la ramanzina. Non mi venissero a dire perché non credo in niente…perché a quel punto la mia reazione potrebbe essere abbastanza amara.
Prima o poi andrà tutto meglio…almeno lo spero.