Vent’anni.

“-Dobbiamo andare e non fermarci finché non siamo arrivati.
-Dove andiamo?
-Non lo so, ma dobbiamo andare. ”
Sulla strada, Jack Kerouac

Ieri ho compiuto venti anni. La mia prima vera cifra tonda.
Gli anni dai diciotto ai venti sono strani perché succedono tante cose: te ne vai di casa, cominci a lavorare, frequenti l’università, cambi amicizie, conosci nuove realtà.
Dopo il liceo ti catapultano nel mondo. Passiamo dal vivere dentro l’ovatta a ritrovarci in mezzo ad un strada.
Ecco.. la frase che descrive meglio i miei venti anni è “in mezzo a ‘na strada”. Non capisco niente di quelle che mi succede dentro o di quello che mi succede intorno. Nonostante le mie confusioni su più o meno tutto quanto, non riesco a stare ferma.
Devo andare, andare, muovermi e non fermarmi mai. Niente riposo, pochi momenti di relax. Non dico di no a nulla. Ogni esperienza, sia bella che brutta, cerco di viverla fino in fondo, anche quando mi faccio male, anche quando so che è sbagliato.
C’è una sorta di ribellione contro ogni stereotipo, contro ogni pregiudizio, ogni forma di potere che ti può opprimere.
Voglio essere libera, libera di urlare che le cose non stanno bene, che il mondo va a rotoli, libera di denigrare la realtà vergognosa in cui viviamo, libera di dire di no, di non accontentarmi e di fare qualcosa per cambiare.
Lotto contro tutti. Sto solo seguendo i miei principi, che sono ali e sono leggeri. Sono veri e belli. Puri.

Non voglio compromessi, non voglio stare zitta. Se qualcosa non mi sta bene, lo faccio vedere. Basta tenersi tutto dentro. Basta anche soffrire e farsi mille problemi. Vivo alla giornata e se sto sbagliando qualcosa, me ne accorgerò nel momento giusto.
Non voglio rispettare i tempi, le carte, la burocrazia.
Voglio essere libera e pretendo rispetto dal mondo. Rispetto per i miei valori, le mie idee, i miei difetti. Rispetto per tutto. Rispetto per la mia persona.

Avere venti anni è avere tutta la vita davanti. E’ stare al centro dell’universo. E’ decidere.
Ed è difficile. Perché tutti ti cominciano a chiedere che vuoi fare dopo l’università…quando ci sono persone che non sanno nemmeno che fare il giorno dopo. Tutti che ti mettono pressione, perché devi diventare qualcuno. Tutti questi stereotipi sono completamente inutili… per esperienza so che ti fanno soffrire perché ti mettono ansia e pressione.
E a tutte queste cose io dico addio (come direbbe Guccini).
Addio. Non mi avrete mai. Non diventerò mai come voi, con le vostre cravatte e i vostri sguardi dall’alto in basso.
Non cambierò idea. Non voglio corrompermi. Sono pulita sia dentro che fuori. Non voglio silicone dentro di me o botox. Voglio la mia pelle. Voglio emozioni vere. Voglio la mia anima.
Voglio tutto e niente, perché ho tutto per fare tutto e niente per fare niente.
Voglio solo godermeli fino alla fine e ridere e vivere di gusto.

Questi sono i miei venti anni.

 

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