Cronache di vita.

Ultimamente son successe un po’ di cose. Innanzitutto mi stanno tornando gli attacchi di panico che prendevo l’anno scorso e questo non mi aiuta affatto a vivere serenamente l’università e decidere cosa fare l’anno prossimo.
Ho litigato con le mie amiche a causa del mia incostanza caratteriale e loro mi hanno propinato una serie di motivi per cui io dovrei cambiare..inutile dire che hanno ragione. Loro dicono che io penso troppo e, così facendo, rovino anche le cose più belle ..perché tendo sempre a mettere i puntini sulle i, a rimuginare su tutto quello che mi succede e mi pongo troppe domande che non hanno risposte sicure.
Domenica, per fuggire dalla monotonia e dalla tristezza ho deciso di chiedere di uscire a Iacopo, un ragazzo che avevo conosciuto mentre studiavo all’università. Sono uscita tre volte con lui e sono stata davvero bene. Come tutte le cose della mia vita però, anche questa è stata un fuoco d’artificio, nel senso che è cominciata e finita (forse non del tutto, ma quasi).
Stare con Iacopo mi ha fatto davvero bene. Non mi sentivo così “donna” da molto tempo e lui mi ha aperto la mente riguardo tante cose. E’ davvero una bella persona e, per una volta, ho conosciuto un ragazzo che non si avvicina all’ideale di “stronzo forte” che mi scelgo solitamente.
Infatti mi sono pure resa conto che tutte le ferite del passato mi hanno resa molto insicura e molto infida e, così facendo, allontano tutti da me. Credevo che fossi uscita dalla famosa bolla di sapone del liceo, ma forse la situazione è solo peggiorata, perché fino a quando non sono stata con lui, mi è sembrato di essere completamente morta.
Adesso mi mancano già i baci, gli abbracci, gli sguardi, i sorrisi, i sospiri, l’imbarazzo…
E’ che io mi son fatta male troppe volte e adesso non riesco più a lanciarmi come prima. Ed ogni avvenimento mi tocca sin nel profondo, che sia un bacio, un sorriso, una carezza. Mi rimane tutto addosso.

Sono avida di amore. Ne ho bisogno, perché ho tanti pezzi di cuore che devono essere rimessi insieme nel modo giusto e da sola non faccio altro che metterli in subbuglio sempre di più e costruirci intorno un muro di bugie e paure. Solo che tutte le mie storie son così: fugaci. Scappano tutti e io non riesco a capire il perché nessuno resti. Ho paura che sia io il problema. Davvero…però, a parte per i miei sbalzi di umore e la mia personalità un po’ ambigua, sono una persona molto semplice e rendermi felice è la cosa più facile del mondo. Ho iniziato a pensare davvero che sia io il problema. Questo mi distrugge perché adesso sono stanca di stare da sola e, dopo che mi sono risvegliata un po’, desidero qualcuno al mio fianco.
Me lo merito perché ho sofferto troppo. Ho bisogno di condividere le mie esperienze con qualcuno, così magari pian piano andranno via..e potrò ricominciare ad ascoltare certe canzoni e ad essere serena. Una catarsi in comunione.

Il dolore ti cambia, si impossessa di te, ti trasforma.
E, nonostante dal dolore possiamo imparare molto e crescere, le ferite che ti lascia ti segnano e tu non puoi farci niente.
Puoi nasconderle ma prima o poi ricominciano a sanguinare. E fanno male. Tanto, troppo.
Sono stanca di essere triste.

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Tutto ciò che vuoi è dall’altra parte della paura. (Jack Canfield)

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Avete presente quella frase che dice che l’attesa aumenta il desiderio??
Per me non è così. Nel mio caso l’attesa avvilisce i desideri, li spegne e li divora. Sì, li divora.
Perché una vita fatta di attese, che vita è??
Io appartengo al genere di persone che quando vuole fare una cosa, deve uscire di casa e farla. Senza aspettare, senza troppi ripensamenti e senza troppi “se, ma, però, forse..”
Perché quando aspetto troppo, mi stanco e alla fine non voglio più niente.
Mi stancano le persone, gli esami, le avventure..tutto.
La vita non può essere fatta di attese. La vita deve essere vissuta.
Sì……l’attesa è probabilmente la poesia del desiderio!
Baricco dice persino che una persona ti ama quando è in grado di aspettarti. Certo che è così, cavolo!
Se una persona ti aspetta, resta in bilico, vive con il fiato sospeso, si mette da parte. Tutto questo per te, per aspettarti.. mentre nel mondo ci sono altri sette miliardi di persone!

Ma quante emozioni, persone, posti…perdiamo nell’attesa??
Ci annulliamo per qualcosa che forse non otterremo mai o che, ancora peggio, si potrebbe rivelare una sciocchezza.
L’attesa conduce al vuoto. Perché prima o poi il motivo per cui attendi diverrà la giustificazione per non fare tante cose e non vivrai più.
Insomma l’attesa è tanto il pepe, quanto il veleno di una storia. L’attesa spesso fa male.

Per come la vedo io, se ti piace qualcosa, vai e prova a prenderla. Adesso. E se devi aspettare, decidi se ne vale davvero la pena. Perché per molte cose non ne vale assolutamente la pena.
Se qualcuno non vi vuole adesso, ciao. Se qualcosa non la potete ottenere adesso, ciao. Passate ad un nuovo capitolo, ad un nuovo libro e sorridete. La vita non è mai stata grata con nessuno.
Qualcuno disse che tutto ciò che vogliamo è dall’altra parte della paura. Il salto alcune volta comporta un passo, altre qualche strano movimento da contorsionista o qualche volo. Ma la paura è il confine da superare per ottenere ciò che vogliamo e non restare attaccati a ciò che non è più vitale.
Non siamo destinati ad essere dei parassiti, siamo destinati ad essere meravigliosi pesci che nuotano liberi nel mare.

E’ lì che pesa la vita.

E’ vero che sento il bisogno di scrivere. Infatti, qui, sul blog, scrivo spesso.
E’ sulla carta, sulla mia moleskine con su inciso “C’è un nuove sole ogni giorno” (sì, la stessa frase.. quella è la moleskine del mio periodo buio), nero su bianco…. che non riesco a farlo.
Stasera volevo prenderla e riprovare..poi però mi sono spaventata. Credo di non riuscire più a scrivere sulla carta perché è troppo vero. Perché se le vedi e le senti le lettere, quel piccolo universo in cui si incastra tutto il sentire del mondo.. se tocchi l’inchiostro con le tue mani, se il fianco del mignolo destro si fa nero.. è perché è proprio lì che pesa la vita.
Mi viene più facile scrivere qui. Forse perché tutto questo c’entra poco e niente con la vita di tutti i giorni. Sicuramente c’entra di meno di quella moleskine con i biglietti dell’aereo in mezzo, quelli dei concerti, delle foto e delle poesie, della foglia che ho raccolto quel giorno in Inghilterra.

Che poi…non so se ci avete fatto caso ma quando racconti qualcosa, scrivendola, sembra molto più bella. Scrivere ti dà il potere di dare significato anche a ciò che non sei riuscita a vivere fino in fondo, a quelle storie che dovevano essere stupende, invece poi si sono rivelate deludenti.

E’ iniziato il duemilaequattordici. L’unica cosa che mi viene da dire è..”Cazzo, ci siamo.”
Sì, perché questo è l’anno delle scelte importanti. Dovrebbe essere l’anno in cui deciderò di essere felice.. è l’anno del concerto a Milano da sola. E’ l’anno di nuove consapevolezze e di una nuova coscienza che non se ne va più.
Sono cresciuta tanto..non mi sono mai sentita così “donna” in vita mia. E’ molto difficile..soprattutto capire certe cose..
Non è che io sia sola…però ho paura che quando si accenderanno quelle luci e tutti si abbracceranno, grideranno, si guarderanno e piangeranno..io mi guarderò intorno e mi sentirò sola. Perché non avrò nessuno con cui condividere quella gioia immensa.. e forse sarà la volta buona che mi metterò davvero a piangere ad un concerto.
Vallo a spiegare a tua madre che quello di cui hai paura non è prendere un treno o girovagare sola in una città che non conosci…quello di cui hai paura è sentirti sola. Perché ci sono già passata e non voglio che accada mai più.
So anche che però è importante fare le cose da soli, perché significa crescere. Per cui ci andrò.
Ho sempre vent’anni.

Uno si immagina di prendere una valigia e di andare via. Però il mondo lì fuori è davvero brutto. Ne succedono di tutti i colori e avere qualcuno con cui stare sempre sarebbe davvero una bella storia da raccontare..
Solo che qualcuno ha la fortuna di poterlo fare e qualcuno, invece, deve cavarsela da solo.
Bah…ben venga. Ben venga tutto, sia il bene, ma soprattutto il male.
Perché tanto, prima o poi, vinceremo.

Deporre le armi e cominciare a vivere.

Basta così. Non voglio essere in guerra con me stessa. Non posso alzarmi la mattina e pensare che sono una stupida. Sei fatta così, non è colpa tua.
Inutile andare contro se stessi, anche se ciò significa farsi del male.
Le consapevolezze fanno sempre male all’inizio.
Se la vita è un fiume, non possiamo remare contro di esso. Noi siamo la vita e non possiamo condannarci.
Questo è quello che ho capito in un anno.

Colpevolizzarsi non sempre serve, perché i fallimenti già fanno male di loro. Già ti stroncano.
Il dolore è sempre lì e non puoi soffrire di più pensando che sia colpa tua.
Quando sbagliamo, è meglio mettere tutto da parte, fermarci e imparare, ma non colpevolizzare. Non puntare il dito contro…né contro sé stessi, né contro gli altri.

Più passa il tempo, più i miei colori (il bianco e il nero) se ne vanno a farsi fottere.

E’ il grigio che prevale alla fine, perché troppe cose sono relative. Perché il dolore, come le persone, non è di un solo colore, ma ha mille sfumature e alla fine dei conti (quelli giusti però) sono loro che prevalgono.

Mi sono fatta più male da sola che non.
Se la vita è un fiume, io voglio lasciarmi trasportare e non remare contro.
Abbandono ogni arma e comincio a vivere più serenamente. Probabilmente comincio a vivere e basta.

“Accettiamo l’amore che pensiamo di meritarci”

Sam: “Perché io e quelli che amo scegliamo persone che ci trattano come fossimo nulla?”
Charlie: “Accettiamo l’amore che pensiamo di meritarci.”

Ho appena finito di vedere questo film che si chiama “Noi siamo infinito”..
Ad un certo punto tra le varie riflessioni del film, sento dire questa frase e ci rimango un po’ a pensare.
Perché tutte queste frasi sull’amore..quando sull’amore non sappiamo nulla?
Come faccio a controllare l’amore che ricevo dalla persone? Come faccio a non amare A. se mi piace..anche se sono consapevole del fatto che meriterei molto più di lui, molto più amore.
Secondo voi siamo noi a scrivere il nostro destino..a scegliere?? Siamo davvero noi che decidiamo quanto amore ricevere??
Io merito tanto amore. Tanto. Ma adesso mi piace una persona che non mi ama, a cui non frega niente di me. Ma che posso farci io? Non è stata una mia scelta..anzi io vorrei che non fosse successo, ma è successo e non posso farci nulla se quando l’ho baciato, il mondo si è fermato in quel preciso istante.  Non me lo merito. Non me lo merito. Eppure lui c’è e ci sarà.

Ditemi che capita a tutti di amare e non essere amati. Ditemi che siamo noi a scegliere. Ditemi che non diverrò mai succube di qualcuno, perché io voglio essere libera. Io voglio essere amata come si deve. Perché lo merito.
Allora devo mettere da parte tutto? Devo dimenticarlo?!
Ma come? Come fai a dimenticare se quella persona è presente in tutto? Se quella persona è lì e tu ci provi a lottare contro di lei, ma rimane lì.

Io merito di essere felice, cavolo! Lo merito..e merito di essere trattata come una principessa, almeno una volta. Allora avrei dovuto scegliere F..ma come facevo se il mio cuore apparteneva ad A? Come facevo ad andare contro i miei sentimenti (sbagliati o giusti che siano)?!
Io voglio essere felice cavolo! FELICE.
Perché non ce la faccio più a vivere con quest’ansia, con questo eterno bisogno di lacrime che non escono, di sogni infranti e futuri incerti (se non inesistenti), di sigarette che cominci a fumare per gioco e finisci per sfogo. Io voglio essere felice. Non voglio essere così triste. Non voglio.
Non voglio pensare che un giorno…quando sarò ancora più triste..beh…
Voglio vivere e voglio ridere. Voglio vivere, capite? Voglio essere felice.
Ne ho un disperato bisogno. Perché, se adesso vorrei aprire la finestra per una boccata d’aria, è perché dentro mi sento soffocare. Se vorrei prendere una valigia e scappare, è perché mi sento in gabbia. Se non voglio tornare lì, è perché c’è lui ad aspettarmi.
Così ritaglio i capelli. Poveri capelli che ogni volta devono subire i miei sbalzi di umore, cambiamenti repentini!!!  E bucarmi una parte di pelle, magari immaginando che insieme a quel punto, scappino via tanti dolori. Farmi i capelli rossi, perché il rosso è il colore della vita..perché al sole hanno mille sfumature. Quelle che mancano alla mia vita.
Voglio dormire bene e svegliarmi meglio. E non avere questo bisogno di urlare al mondo ogni cosa, come se fossi una bomba che sta per esplodere. Voglio farmi uscire delle lacrime e non avercela con me stessa. Non avere paura di rimane sola per sempre o di finire come loro..
Io voglio essere felice, capite?!
La mia vita è pervasa dal dolore..e dalla paura e io voglio cancellarli. Eliminarli. Resettare tutta la mia rabbia repressa..e perdonarmi cavolo! Sì! Perché la verità è che io non riesco a perdonarmi. Per tutto. Non perdonerò mai me stessa. Mai. Mai. Mai.
Ma, cara Irene (sì, mi chiamo Irene e non Cassiopea o Scarlett o qualsiasi altro nome io abbia usato per nascondermi), la devi smettere a volerti così tanto male. Basta. Datti una tregua, per amor tuo e dell’universo. Non è colpa tua. Ed anche se lo è, tutti sbagliano. Tutti. Ma se non ti perdoni, non potrai mai ricominciare veramente. Hai ancora una vita davanti quindi svegliati, perdonati cazzo! Perdonati una buona e vera volta. Senza bugie, senza scuse banali.
Senza tagli di capelli, tinte, trucchi, vestiti da dura. Sei UMANA. Perdonati. PERDONATI.
Lo stai scrivendo a te stessa, stupida! Basta. Deponi le armi. Amati. Ma basta con questa guerra. Lasciati scivolare questi anni addosso, insieme agli errori. Insieme a tutto. Fallo andare via. Amati per una volta! Deponi le armi. Lasciati andare. Son errori parecchio difficili da perdonare..ma lo devi fare. Basta con questa guerra permanente dentro..proprio te che hai una collana con il simbolo della pace.
Hai sbagliato. Tutto probabilmente..ma puoi recuperare qualcosa. Tanto.
Perdonati. Ti prego..fallo per te. Ti prego. Ti prego. Perdonati.

Ricomincio da me.

Siamo forse destinati ad odiare le cose che amiamo?
Non riesco a capire perché la cosa che mi salva quasi sempre, è la stessa che mi fa del male.
Mi innamoro delle persone in base alla musica che ascoltano. Perché secondo me, chi ascolta bella musica, è anche una bella persona.
Lo penso perché la musica è qualcosa di irrazionale, che tocca le corde più nascoste della nostra anima. Non c’è un motivo razionale per cui ti piace una canzone..(almeno nel mio caso).. Ti piace e basta.
Una persona tempo fa mi disse che ci innamoriamo del difetti di una persona, non dei suoi pregi. Io risposi che non era così, ma oggi posso dire che non c’è niente di più vero. Se mi chiedete perché mi piace un ragazzo, piuttosto che un altro, non so rispondervi nulla se non che mi piace e basta. Non c’è un motivo. E’ una cosa del tutto irrazionale, e direi spettacolare. Perché non la puoi controllare, è vera e semplice
Così cercherò di non avercela con me stessa per la storia di F e di Andrea. E’ che probabilmente non incontrerò mai più un ragazzo come F, e per questo mi mangerei anche il fegato, ma il cuore fa sempre di testa sua. Non posso farmi una colpa se mi piace Andrea, nonostante so che con lui mi farò del male. Tanto male.
F è il contrario di lui. Quasi perfetto..però il mio cuore sceglierebbe lui per serenità, non per felicità. E se Andrea tornasse, io comunque (in un modo o nell’altro) sarei sua.

Cercherò di dimenticarlo..piano piano, passo dopo passo, come ho sempre fatto con tutti, ci riuscirò. E credetemi se vi dico che sono stra-stanca di fare questo lavoro ogni santa volta, ma siamo esseri umani e, alla fine, scegliamo sempre il cuore.
Perché se scegli con la testa, puoi stare bene un po’, ma un giorno ne subirai le conseguenze.
Nonostante sia più difficile adesso, perché sono stanca di stare da sola e potevo avere qualcuno che mi scaldava il cuore (per una volta), devo farcela. Devo smettere di avercela così tanto con me stessa, perché le cose dovevano andare così.
Noi donne le sentiamo certe cose. Così quando ho cominciato a sentirmi con  F, avevo la strana sensazione che Andrea sarebbe tornato..infatti lo ha fatto. Inutile dire che da una parte sarebbe stato meglio di no, ma i cicli vanno chiusi. E con Andrea doveva andare così. Lo sapevano tutti..le mie amiche che gridavano e piangevano e i suoi amici che lo incitavano e urlavano mentre ci baciavamo..in un modo che toglierebbe il fiato a chiunque. Perché, anche se per motivi completamente opposti, lo volevano entrambi da tempo.

Spero che riuscirò a mettere pace a questo povero cuore, che sta andando a sbattere contro ogni cosa..stanco di essere lacerato ogni volta e poi abbandonato. Spero di rialzarmi più forte di prima e, anche se con Andrea non andrà, voglio tornare a sorridere, a vivere bene con me stessa, smettere di trascurarmi e di nascondermi dietro capelli rossi, piercing e trucco nero. Voglio rinascere più bella e libera di prima e mandare tutti gli pseudo-uomini, a cui ho dato tanto fino ad oggi, a quel paese. E ricominciare. Ricominciare da me questa volta. Senza rimorsi, senza rimpianti, senza se, ma o forse, senza nulla di loro. Di voi che mi avete fatto soffrire così tanto, con i vostri occhi e le vostre belle canzoni.

Beh, ci tenevo a dirvi che ci avete perso voi. Tutti. Vi siete persi una bella persona, o comunque una persona che non vi avrebbe scaldato solo un letto, ma che da cui avreste potuto imparare tante cose. Soprattutto che a vent’anni impegnarsi “seriamente” si può fare, con le persone giuste. Perché l’amore non è costrizione, ma è pura libertà, è innocenza, è giovinezza. Perché l’amore a 20 anni è più bello. Ma voi non lo capirete mai. Accontentatevi delle briciole, rimanete chiusi nella vostra ignoranza e nella vostre idee da “una botta e via”, nei vostri schemi secondo cui tutte le donne ti mettono in catene. In catene vi ci mettete voi, rinunciando a qualcosa che vi avrebbe dato più libertà di tutto.

Se un giorno rinascerò, di sicuro sarò mille volte più bella.

 

La complicata delicatezza delle cose.

 

La verità è che al mondo e alla gente non importa quanto tu abbia sofferto e quante cicatrici ti porti dentro.
Siamo costretti a mettere da parte tutto. Le lacrime infinite, le notte insonni, le volte in cui sentiamo le farfalle dentro lo stomaco e poi scopriamo che sono alligatori, le volte in cui stringiamo le nostre costole per sentire un po’ di calore. Dobbiamo dimenticare tutto se vogliamo continuare ed andare avanti, se vogliamo perdonare.
Perché nessuno sa quello che proviamo veramente, nessuno immagina tutto il dolore.
I rapporti umani sono qualcosa di estremamente complicato. Un momento prima tutto sembra perfetto ed il momento dopo tutto cade a pezzi…avete presente quando sono crollate le Torri Gemelle? Il momento prima era tutto perfetto, due secondi dopo stavano crollando due degli edifici più grandi del mondo. Sì, perché non importa quanto sembri grande, importante o perfetto un rapporto. Non importa da quanto tempo o con quanta intensità si conosce una persona. Nel momento del crollo e della rottura, non importa più nulla.
A chi è interessato di quanto enormi, forti e resistenti fossero le Torri Gemelle? Sono crollate. E con loro son crollate le storie e le vite di molte persone. Così con la fine di un rapporto, crollano le emozioni, i momenti belli.. crollano gli anni, i pianti, gli abbracci, gli sguardi.
Vorrei poter dire che si può rimediare a tutto, ma un bicchiere “riparato” non sarà mai un bel bicchiere nuovo. Il vetro, i rapporti..sono cose delicate. Se si rompono, non si rimettono in piedi facilmente..anzi forse non esiste cosa più difficile di aggiustare qualcosa che si è rotto. Perché non importa quanto quelle persone ti abbiano deluso e fatto irrimediabilmente del male..prima o poi dovrai perdonarle se vuoi che le cose tornino come erano prima.
Perdonare non è una cosa che possono fare tutti..solo i più forti ci riescono. Ed io l’ho sempre detto di non essere brava a perdonare.. Non fa per me.
Ogni volta che ti troverai davanti quella persona, guardandola negli occhi, avvertirai la sua delusione e la sua rabbia. E quella sensazione sarà come un fantasma..non si vedrà ma ci sarà sempre.