Punti di vista.

Secondo me i funerali sono l’apice della degradazione della cultura cristiana e occidentale.

Il mio punto di vista potrà sembrare cinico e insensibile però ogni volta che c’è un funerale, mi viene una rabbia pazzesca.
Secondo me la morte è parte integrante della vita. Possiamo combattere contro tante cose, ma prima o poi (scusate la durezza) moriremo tutti.
Di fronte a questo “grande” ed ineluttabile mistero due sono le posizioni da prendere:
-si accetta e si cerca di viverla nel modo più tranquillo possibile;
-ci si dispera per qualcosa a cui siamo destinati tutti.

Io non metto in dubbio il dolore ed il senso di solitudine di chi resta, perché per chi se ne va è un po’ più semplice..però se devo essere ricordata dentro una bara, con un vestito nero e la pelle bianca, piuttosto pago qualcuno che mi porti al centro dell’oceano per farmi sbranare dagli squali.

Io credo che le persone debbano essere ricordate da vive. Attraverso una canzone, un ricordo, un sorriso, una foto, un racconto, un libro…qualcosa che li abbia resi felici.
Perché la morte è come alzarsi la mattina. E’ parte della vita di ognuno di noi. Non è un mistero, è così e basta. E di fronte all’ineluttabile l’uomo non può far altro che chinare la testa e accettarlo.
Se solo, invece di celebrare la morte, facessimo trionfare la vita, le persone verrebbero ricordate con gioia e con meno dolore! In un modo più decente ed umano.

Almeno io vorrei essere ricordata così. Come la ragazza viva che ride, ascolta la musica, scherza, gioca.. non come quella chiusa dentro un pezzo di legno, bianca e triste.
Non si ha rispetto per la vita in questo modo! Nemmeno per le persone!
Non voglio che venga gente a casa mia per vedermi lì dentro, per osservare da vicino il risultato di tanti anni. Per me quel momento è una cosa intima, non da spiattellare davanti a tutti. Così come le lacrime e gli abbracci e la grande sofferenza di chi resta.
Le condoglianze non le voglio da nessuno, nemmeno fiori di facciata per un mare di ipocrisia e superficialità.
Mi basta molto meno di questo..un meno che sia più umano e più bello. Le grandi cerimonie non fanno per me.

Sarò pure esagerata o troppo giovane per capire certe cose però i funerali cristiani celebrano il defunto, non la persona. Celebrano la morte, non il ricordo. Celebrano la fine di tutto e non (perché no!) l’inizio di qualcosa.
Non dico di fare una festa, ma semplicemente di cominciare a nutrire più rispetto per la vita, perché questo sì che è grande dono.

Cominciai a sognare anch’io insieme a loro.. poi l’anima d’improvviso prese il volo!!

Non mi piace ricordare le persone il giorno in cui hanno abbandonato la vita, preferisco celebrarle in giorno in cui sono nate.
Per lei, caro De André, faccio un’eccezione, perché non solo merita di essere ricordato oggi, ma ogni giorno!
Ho ascoltato e ascolto tante delle sue canzoni e mi sorprendo di tutta la verità che contengono, delle storie che raccontano e dei miti che dissacrano o deridono.
Mi sembra strano darle del “Lei”, perché è come se fosse un mio amico, visto che la sua musica fa parte della mia vita e anima ormai.
Ma proprio per la profonda stima e il sincero rispetto che nutro nei suoi confronti, mi rivolgo a lei in terza persona.
Infatti il lei si dà solo a chi lo merita davvero, non a persone d’alto rango che di alto hanno solo un misero linguaggio o un tacco dodici intarsiato di diamanti.

Amo moltissime sue canzoni e sarebbe impossibile elencarle tutte.
Quindi ne pubblicherò una che mi piace particolarmente!

Mi spiace poterle dedicare solo poche righe, perché ne meriterebbe molte di più! Sicuramente ci saranno altre occasioni per continuare a parlare di lei!!!
Con la speranza che la sua musica e la sua poesia non vengano mai dimenticate…

 

Un ciao non sarà mai un addio!

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Ieri sera mentre vi vedevo urlare e gridare il suo nome, ho pensato che tutti dovrebbero essere ricordati in questo modo.
Di solito, quando vado ai funerali, mi viene una tristezza assurda. Uno passa una vita a ridere, a raccontare delle cose, a viaggiare, per poi essere “celebrato” dentro una bara, vestito di nero con altrettante persone piene di indumenti dello stesso colore.
Piuttosto che essere ricordata in questo modo, preferisco cadere nell’anonimato. Anche se potrebbe sembrare arrogante ed “elitario”, il giorno in cui morirò voglio che si faccia festa. Voglio che ci siano corone di fiori, musica bella, vestiti lunghi e colorati,..voglio che mi ricordino come una persona che viveva, piuttosto come una che è morta.
I tuoi amici lo hanno capito e ti hanno ricordato da vivo, tanto che mi è sembrato quasi di vederti lì, in mezzo a loro. Anche se non ci sei più, vivrai sempre nei loro cuori che gridavano il tuo nome con tutta la forza possibile. Molti non hanno capito, ma in questo caso “meglio pochi che tanti” perché meritavi di essere commemorato così. Spero che questo ti abbia alleggerito il peso di tutto ciò che hai passato.
Resterai sempre nel cuore di chi ti vuole bene e ti ama. Niente rancori o rimorsi. Tu sei ancora lì con loro.
Pace e amore, I.