Pensieri in solitudine

Ho riflettuto a lungo sulla solitudine , forse perché mi sento parecchio sola ultimamente… La conclusione a cui sono arrivata è che in realtà ci sentiamo soli in primis quando non ci sentiamo bene con noi stessi e  quando contiamo troppo sugli altri. Sono sempre stata una persona abbastanza insicura, quindi ho sempre avuto bisogno di aiuto nelle scelte della mia vita e, quando ho qualcosa che non va, subito ne devo parlare con qualcuno. E’ una necessità.. sicuramente essere ascoltati senza giudizi è un desiderio e un bisogno di tutti  però è molto difficile da realizzare. Anche perché almeno io non mi riesco ad aprire con chiunque.

Da ciò ho capito che uno dei motivi principali per cui ci si sente soli è che spesso confondiamo l’amicizia con la dipendenza da quella persona e siamo troppo insicuri di quello che pensiamo. Sicuramente parlare con gli altri fa bene perché insomma.. siamo essere umani!!
Ognuno di noi dovrebbe avere ben chiaro quello che vuole, sapere che cosa ci piace e avere una propria autonomia nelle scelte che prendiamo ogni giorno. Poi dopo questi principi, dovremmo sentire il bisogno di parlare con qualcuno, non prima. Non possiamo aspettarci che tutti ci siano sempre per noi e nemmeno che tutti ci vogliano bene. Dobbiamo stare soli con noi stessi…anche se non dormiamo la notte, perché questo ci rende più forti e così lo diverremo anche per le persone che amiamo. Non bisogna pensare che una persona amica ti possa sempre stare vicino, alcune volte dobbiamo badare da soli a noi stessi ed esercitare le nostre spalle perché solo quelle ci porteranno veramente lontano.

Se vi sentite anche voi soli, sappiate che ci sono persone che si sentono così. Ma pensate a coloro che vivono nel deserto da soli, perché non hanno bisogno di nessuno?? Pensate agli eremiti, a coloro che vivono una vita lontano da tutto. Possiamo avere amici ma in primis noi dobbiamo esserlo e per esserlo bisogna imparare a stare da soli. La lotto dell’uomo con se stesso è la più dura che ci possa essere. Ma è anche quella più necessaria…voglio dire la vita cambia, “panta rei”dicevano i greci. Se la vita cambia, non possiamo pretendere che le persone che ci circondano restino sempre uguali e in fondo nemmeno noi. Dobbiamo accettare il cambiamento e sapere che noi siamo i veri artefici della nostra vita. Prima noi, poi gli altri.

Non confondete le mie parole con l’egoismo. Insomma.. io penso che avere degli amici sia una cosa importante.. però prima di costruire un vero rapporto di amicizia bisogna porre delle basi solide. Bisogna contare prima su sé e poi sugli amici. E se le cose cambiano, accettare il cambiamento e farne parte. Essere così resilienti.

Tutti abbiamo gli strumenti per realizzarci, dobbiamo solo imparare ad usarli.

 

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Le conseguenze dell’amicizia.

Cancella e riscrivi, cancella e riscrivi…

Ultimamente c’è qualcosa in me che non va: una parte di me pensa “e quando mai..!”, l’altra, che è sempre fiduciosa, pensa che passerà anche questo.
In realtà questa sensazione si è accentuata da un anno a questa parte.
Ho un po’ di fatica a fare amicizia o comunque ad avere un rapporto che vada oltre il semplice “Ciao, come stai??”. E’ come se avessi un blocco che non mi consente di aprirmi e mi sento costantemente inadatta con tutte le persone che incontro..per questo spesso preferisco stare da sola, ma ciò non mi aiuta perché non faccio altro che peggiorare la situazione.
Io sono sempre stata timida ma nonostante questo, ho sempre avuto delle amiche..non sempre le stesse. Alcune sono cambiate, ma in ogni caso ho sempre avuto qualcuno vicino con cui confidarmi e ridere. Da quando sto all’università invece ho conosciuto una marea di gente ma con nessuno di loro sono riuscita a stringere un bel rapporto.
In primis forse perché non ne ho mai sentito veramente il bisogno, e secondariamente non sono quel tipo di persona che prende l’iniziativa con la gente..e ogni tanto che ci provo rischia di andare pure male!
S. e S. per me sono state importanti qui anche per questo, perché mi sono state sempre vicino e  con loro riuscivo ad essere me stessa senza farmi alcun problema.
Forse il mio comportamento è una reazione al loro abbandono e alla sofferenza che hanno lasciato in me. Forse ho talmente tanta paura di affezionarmi a qualcuno che cerco sempre delle scuse per non avvicinarmi più di tanto. Ho cercato di analizzare la situazione sotto tutti i punti di vista; ho pensato che ho concentrato troppe energie su G e potrei non averne più per gli altri…non lo so!!!

Non ho mai avuto così tanto bisogno di un amico in tutta la mia vita..ma per adesso non credo di essere pronta.
Devo vedere ancora bene delle cose e risolverle, anche perché un amico vero non si incontra facilmente, ma io sono fiduciosa.

Quando meno ce lo aspettiamo succedono delle cose e così forse sarà per un eventuale persona con cui il rapporto andrà oltre il semplice “Ciao, come stai??”. Vedremo..intanto mi auguro tanta felicità anche da sola e mi auguro che la scelta di due persona non influirà più sulla mia felicità e sul mio carattere, e soprattutto sul mio futuro!!

Come dicevano i latini, AD MAIORA.

Voce del verbo imparare.

Così tra una canzone di De Gregori e tante bozze salvate (118) ma mai pubblicate eccomi qui.
Mi scuso innanzitutto per l’assenza ma non sono più abituata a scrivere , inoltre sono occupata ed è meglio così; perché è quando non sono occupata che faccio casini!
Quest’anno è stato un anno un po’ bizzarro: ho perso le due frontiere del mio futuro, le mie due amiche S.S., con cui mi immaginavo il mio  addio al nubilato insieme a dei piccoli scriccioli che corrono. Invece ecco qui…tutto cambia.
Ho preso delle scelte molto particolari, questo è sicuro. Mi sono innamorata, ma non credo sia una colpa. Penso che, raggiunta una certa soglia, sia lecito imparare a farsi da parte per dare spazio alle vite altrui.
Comunque la sofferenza che mi ha portato questa rottura..beh è stata abbastanza forte, ma la vita va avanti e bisogna sempre imparare a prendere il meglio da tutto ciò che ci accade.
Mi sono sentita abbandonata e sola e, come sempre, inadatta. Questo mi porta anche adesso a vivere male i rapporti con gli altri e a farmi un esame di coscienza più o meno ogni 5 secondi, cosa assolutamente non salutare. Io non sono fuggita via da nessuno, sono loro che, con molto sgarbo (mi consento questo termine) se ne sono andate senza nemmeno chiedersi il vuoto che avrebbero lasciato. Dopo che io (tra l’altro) gli avevo chiesto in lacrime di “perdonarmi” (se di perdono si può parlare) e di non andare via perché non me lo sarei mai perdonata (senza virgolette).

Invece eccomi, qualche mese dopo e qualche cicatrice in più, a cercare di rimettere insieme i punti e a combattere una guerra contro i miei pregiudizi su me stessa non indifferente.

Nonostante tutto… beh ho passato momenti di una felicità che, solo a scriverne, le fossette del mio sorriso diventano un po’ più profonde. Momenti di immensa felicità sotto la neve, tuffandomi da uno scoglio, a stringere le mani al cinema, a farmi foto bizzarre…momenti che ormai fanno parte della pellicola della mia vita.
Ahimè però..ho constatato che stare con qualcuno non è affatto semplice.
Credetemi (se già non lo sapete) che l’amore non è quello che raccontano: l’amore è un oceano in più! E’ sopportare, soffrire, cambiare, confrontarsi, crescere.
Per esempio io ho constatato, inaspettatamente, che sono gelosa. Ma non poco…tanto, eccessivamente gelosa.
Se andate a vedere qualche articolo prima di questo forse avrò parlato dell’amore come il sentimento della libertà pura…e penso ancora che debba essere così..il problema è che ho anche scoperto che la nostra anima è attaccata inesorabilmente al nostro passato. Ergo le nostre paure più recondite che vengono fuori quando si sta con qualcuno perché è lì che siamo nudi di fronte a noi stessi, lì che non ci possiamo nascondere sotto sigarette, rimmel, sorrisi e rossetto, tacchi a spillo. Siamo a piedi nudi, con il cuore in mano di fronte ad una persona che lo potrebbe custodire come, squarciarlo.
Vi auguro tristezza, insonnia, pianti, qualche sofferenza..ma non vi auguro mai di essere gelosi così tanto perché tutto quanto dopo un po’ diventa una gabbia lacerante, una busta che soffoca le ali dell’amore. Morbosa, chiusa, claustrofobica.
Devo lavorare su me stessa per risolvere il mio problema e spero di farlo il prima possibile perché io certi baci mica me lo scordo. Anzi me li porto nel cuore. Nonostante l’abbandono, io ci continuo a credere e a sperare che qualcuno in questo nastro di pellicola sia già segnato.
Un po’ come quando finisce Scrubs e JD si vede passare la sua vita davanti..beh io in quel filmato qualche scena ce la vorrei davvero tanto!
Ho in mente una scena ogni giorno ed è sempre più bello. E insieme ad esse ci sono le mie paure, tutte le volte che mi prometto di respirare e poi invece sparo a mille su tutto, senza nemmeno accertarmi di quello che dico.
C’è un passo della Bibbia sull’amore che penso sia fantastico che dice:

L’Amore è paziente, è benigno;
l’Amore non arde di gelosia,
non si vanagloria,
non s’insuperbisce,
non si comporta in maniera sconveniente,
non persegue il proprio interesse,
non si indigna,
non nutre alcun risentimento per il male ricevuto,
non si rallegra dell’ingiustizia,
ma gioisce della verità.
Tutto ammette, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta.
L’Amore non avrà mai fine.
Ecco così dovrebbe essere anche il mio amore. Così puro e senza malizia.
Ma naturalmente non è sempre tutto facile. Mi sento soffocare perché ho paura che se ne vadano tutti e mi lascino qui sola, ad asciugare le mie lacrime e a sentire che nessuno mi vorrà mai bene e non mi amerà mai. Perché mi sento come il brutto anatroccolo, sempre imperfetta, sempre strana.
Devo diventare più sicura di me! Devo alzarmi le maniche e impegnarmi e smettere di sentirmi sempre sbagliata.
Io non sono così. Sono le persone che mi hanno circondato che mi ci hanno fatto sembrare. Se qualcuno mi ha abbandonato non significa che lo faranno tutti e, se qualcuno non mi cerca, non vuol dire che gli sto antipatica.
Devo imparare a volermi bene e ad amarmi.

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Indipendence.

“Era seduta su una panchina in un parco con il cielo grigio. I suoi occhi erano blu, più profondi del mare. 
Era una vita che era seduta su quella panchina rossa con le scarpe consumate dal cammino che aveva fatto ed i capelli crespi, rovinati dalla stessa pioggia che bagnava colui o colei che stava aspettando. 
Ogni tanto, quando sentiva dei passi, un qualcosa che sfiorava quel nulla, sperava che il passante si fermasse, si sedesse vicino a lei e ci restasse…così un giorno si sarebbero potuti alzare insieme. 
Così lo fissava e con lo sguardo imprecava, gridava ciò che la voce e le sue mani non potevano più dire. 
Aveva tanto vuoto dentro e sperava che quel passante lo colmasse. Ma nessuno badava alla sua presenza, e se anche lo faceva, dopo cinque minuti lo vedevi correre per la città come se nulla fosse. Quando guardi negli occhi il vuoto, devi avere molto coraggio. 
I giorni passavano e i suoi occhi diventavano sempre più blu; il cielo invece sempre più grigio. 
Quando arrivò la primavera e il cielo divenne azzurro, i suoi occhi erano ormai tristi e neri. Sempre più profondi. Intanto aspettava. Più passava il tempo, più la sua vita si distaccava dalla panchina, dalla speranza, dalla felicità, dalla vita. 
Chi sarebbe stato il coraggioso essere che si sarebbe seduto e , aspettando con lei, l’avrebbe aiutata ad alzarsi?!”

Questo è un racconto che ho ritrovato in una piccola moleskine nera. Lo scrissi forse due/tre anni fa e, a distanza di tempo, quella ragazza seduta sulla panchina rossa ne ha fatta di strada da sola. Il passante non c’è stato e forse mai ci sarà, almeno per il momento, ma ha anche capito che passo dopo passo, respiro dopo respiro, atto dopo atto…ce la può/deve fare. 

Per essere felici bisogna prima imparare a vivere con sé stessi. Non credete a chi dice che si ha bisogno per forza di un uomo o di una donna. Certo, in alcuni casi, la presenza di qualcuno sarebbe più che gradita, ma la vita non aspetta e non ha pietà. 
Non ha pietà. 
Per cui bisogna alzarsi, cercare di colmare i vuoti e andare avanti. 

Sarà un periodo un po’ così.. ma davvero ce l’ho a morte con l’amore e con la vita. Troppo ingiusta, troppo iniqua, troppo falsa ed ipocrita. Di quelle che ti promettono l’universo e non sono in grado di regalarti nemmeno una stella. 
L’amore poi.. bah! Nella mia vita ci sono stati molti ragazzi…io ho voluto bene soltanto a due di loro. Uno tanti anni fa, quando ero ancora troppo piccola e ingenua per capire il mondo, l’altro pochi mesi fa quando mi ha distrutto e fatto rinascere con un bacio. 
Volevo e voglio solo A. Ma non posso averlo. Capite? Quanto sia dura e senza pietà la vita? Desideravo solo una cosa e non sono riuscita ad ottenere nemmeno quella. Per cui adesso devo trovare un modo per colmare quel vuoto, che non sia dormire né sognarlo. Perché questa mattina mi sono alzata con un pensiero che mi infastidiva: “A chi apparterrà fra qualche anno? Chi lo toccherà. lo amerà. lo bacerà?”
Il pensiero che non sarò io mi infastidisce. Sì,cavolo! Perché non sono una di quelle che si innamora ogni giorno. Mi è capitato due volte su cento e nessuna delle due volte è andata. 
Pazienza. D’ora in poi ricomincerà la mia lotta contro tutto questo. Basta innamorarsi, basta credere in cose che poi ti trafiggono e riducono a brandelli l’anima. 
Mi basterò e sarò felice. La vita è davvero cattiva.

A me stessa, con tanta speranza.

Ciao a tutti.
Ho conosciuto una persona che mi piace tanto. Si chiama Andrea.
Ora.. io, scrivendo sul blog, raramente faccio dei riferimenti espliciti alla mia vita quotidiana… perché sono estremamente riservata ed inoltre, questo è l’angolo delle cose che ho dentro, senza nessun collegamento a qualcosa che lo contaminerebbe e basta.
Però ho deciso di parlarvi di questo ragazzo, perché mi piace tanto.. e insieme a lui di me.
Non sono mai stata fortunata in amore. Colleziono persone sbagliate da una vita ed il problema è che tutte sono accomunate da qualcosa, che nella maggior parte dei casi è la musica.
Ho un fiuto strano per questo tipo di cose. Vedo un ragazzo, mi piace e dopo vengo a sapere che suona uno strumento musicale e che ascoltiamo gli stessi generi. Forse la mia anima ha una bussola che invece di indicare il Nord, indica una strada che va oltre ogni aspetto fisico e caratteriale, che è collegata con qualcosa che ho dentro e non riesco a capire nemmeno io.
Comunque Andrea suona e ascolta musica che mi piace. E, a detta delle mie amiche, siamo veramente molto simili.
Io non faccio mai niente quando mi piace qualcuno.. perché sono (o forse ero) una di quelle che pensa che ad indossare i pantaloni non dovremmo essere noi donne. Però, ahimé, ho constatato che delle volte è l’unica soluzione possibile.. e siccome è tanto (TROPPO) tempo che sono sola, ho deciso di prendermi la briga di fare qualcosa di concreto e di provarci, ma soprattutto di crederci.
Lui è molto ambiguo.. non so se capirà mai che mi piace (anche se lo hanno capito tutti ormai) o se mi darà mai un’opportunità.. sta di fatto che non farà mai niente per me. Forse perché non gli piaccio, forse perché è troppo timido, forse perché ha troppa poca autostima. Ma a me piace. Anche quando inciampa mentre mi saluta o apre la porta di casa sua in pigiama. Mi piace sempre. Soprattutto quando sorride o quando parla con il suo romano da “uomo tutto di un pezzo” e poi ascolta le canzoni più dolci che possano esistere.

Ora ho capito cosa intendevano le persone quando mi dicevano che vivevo in un mondo tutto mio e che dovevo “varcare la soglia” prima che sarebbe stato troppo tardi.
Dopo L. ho chiuso in una fortezza il mio cuore. Perché ogni volta che mi sarebbe potuto piacere qualcuno, ho sempre trovato mille scuse per abbandonare tutto, per paura di soffrire. Ed il bello è che io ci credevo davvero! Mi son raccontata talmente tante balle, che ho cominciato a viverci dentro e a crederci.
Quest’anno però ho conosciuto una persona che mi ha fatto cambiare idea. Perché lei dice che nelle cose bisogna crederci e che se ti piace qualcuno, ci devi provare fino in fondo.
Ecco Andrea, io con te voglio provarci fino in fondo.. anche se dovrò fare altre mille figuracce o se dovrò spezzarmi il cuore …o se dovrò abbandonare tutto quello che ho pensato fino ad oggi. Tu sei la mia finestra sul mondo. E se mi permetterai di aprirla, ti darò tutto l’amore che c’è.
Non sarà facile questa volta (ogni tanto mi volto ancora indietro). Perché tu non mi aiuterai mai e probabilmente non ti interesso nemmeno. Però voglio provarci e, se andrà male, non fa niente. Nella sofferenza invece di chiudermi, aprirò ancora di più il mio cuore lacerato, perché, come dice qualcuno, le proprie cicatrici bisogna mostrarle con fierezza.

Auguro a me stessa di riuscirci, perché sto facendo un passo da gigante (o da dinosauro, spero non da granchio) ed anche che lui se ne accorga un po’, che si accorga che mi piace nonostante non sia perfetto, nonostante i suoi buffi modi di fare.
Mi vergogno un po’ a scrivere queste cose… però metterle nero su bianco è anche un modo per ricordare a me stessa che dovrò provarci. Che mi farò male, ma non posso continuare a vivere in un igloo di sofferenza.
Voglio aprirmi alla vita ed essere felice. Anche farmi male. Ma avere sempre la forza di alzarmi e di ricominciare.
Con speranza,
Scarlett.

 

Quando il buongiorno si vede dal mattino- lista dei miei fallimenti.

Giornata a dir poco nera. Sapete quando vi svegliate al mattino e sentite una strana pesantezza? Poi la giornata prosegue di male in peggio.
Fallimenti di oggi:
-ce l’avevo a un metro di distanza sull’autobus e non gli ho nemmeno detto “Ciao”. Non ci sono riuscita. Vigliacca. Rimorsi.
-chimica: non ci sto capendo niente. Già non darò un esame e devo prepararne uno intero.
-stasera sta facendo un bel film e tutto lo stanno guardando. Io non riesco a stare con nessuno. Come sempre.
-ho parlato con l’ennesima persona che mi ha fatto uno di quei discorsi del tipo “Quando vuoi veramente una cosa, devi faticare per averla. Ho rinunciato a tantissime cose per fare quello che ho fatto!”…ma a saperlo quello che voglio! Scalerei l’Everest!
-Giornata a dir poco nera. Sapete quando vi svegliate al mattino e sentite una strana pesantezza? Poi la giornata prosegue di male in peggio. Come una serie di sfortunati eventi…così.

Non mi sento bene con me stessa. In effetti non lo sono mai stata. Questo vizio di non sentirmi all’altezza della situazione, di non sentirmi abbastanza.. il tempo passa, ma io non faccio altro che retrocedere.
Rimarrò sempre sola se continuo così. In effetti non sono nemmeno più tanto brava a nascondere le cose, perché a quanto pare le persone mi vedono proprio come io non voglio che mi vedano. Cerco di nascondere le mie debolezze, ma alla fine vengono fuori tutte.
Sapete quando uno si trucca in modo eccessivo per nascondere la verità nei suoi occhi? La sua sofferenza, le sue paure, le sue sconfitte..però invece di passare inosservate, quelle cose brillano ancora di più. Come se avessero una luce propria che non può far altro che splendere, splendere e splendere. Beh, in fondo sono proprio le nostre debolezze che ci concedono quella bellezza che pochi sanno riconoscere. Però sono un’arma a doppio taglio, splendono e fanno un male immenso.

Io vorrei solo essere un po’ più come gli altri. Non voglio che le persone mi guardino come “quella diversa”. Non che io abbia qualche problema, però sono consapevole del fatto che i miei gesti, comportamenti..sono un po’strani.
Non so bene come io appaia agli altri, però so che non è come vorrei. Certo.. perché indossare una maschera?!
Ma c’è un motivo per cui il mio blog si chiama “Wearewearinglies”. E’ una vita che indosso bugie, ma qualche volta non mi dispiace farlo. E’ bello giocare di anticipo con chi vuole farlo con te.
Comunque…speriamo domani sia una giornata migliore..anche se dalla buonanotte non si direbbe..