Il giardino delle parole

locandina

Voto: 10/10

Questa sera vi parlo di  un mediometraggio di Makoto Shinkai che ho appena finito di vedere. Innanzitutto sono rimasta colpita dalla dolcezza delle parole, dai suoni dell’acqua che accompagnano  la storia e dalla sensibilità di questo regista.
Ciò che mi ha sorpreso di più è il modo in cui Makoto Shinkai delinea la storia dei due personaggi, il modo in cui li incastra e la metafora che usa per dire che si erano un po’ persi..cioè che essi avevano, in qualche modo, disimparato a camminare.

Il protagonista, d’altronde, è un ragazzo il cui sogno è quello di disegnare e realizzare scarpe e per questo lavora duramente anche quando i suoi amici vanno al mare a prendere la tintarella.
Un ragazzo che aiuta una donna a ricominciare a camminare attraverso le sue parole ed i suoi sogni, che prende le impronte per un futuro migliore di quello che ha. Un mediometraggio che ci mostra come un incontro fortuito tra persone perse possa cambiare totalmente la loro vita. Non un amore, ma una profonda amicizia che lega questi due essere umani.
I giapponesi sono un popolo da ammirare sotto questo punto di vista. Rimango sempre sorpresa dalla loro profondità d’animo, da quando scoprii la tecnica del Kintsugi (Kintsugi.) , di cui vi ho anche parlato.
Quanto sarebbe bello se nella vita reale i personaggi fossero tutti così attenti e sensibili.

La domanda che mi sono posta guardando questo film è:   “Io ho imparato a camminare??”
Purtroppo non credo ci sia una risposta esatta a questa domanda poiché incespicare negli sbagli che commettiamo ogni giorno è facile, è rimettere insieme i pezzi dopo che è difficile. Mi prometto di essere una persona migliore e, laddove i brutti pensieri prendono il sopravvento, cerco sempre di evadere ed eliminarli.
Sembra che la vita sia sempre in agguato, non fai in tempo a sistemare una cosa che l’altra comincia inevitabilmente a frantumarsi. Io mi chiedo sempre se sono pronta per affrontare quello che verrà ma l’unico modo per saperlo è mantenersi in un certo senso pronti, non dando mai le cose per scontato, e cercare di vivere un gradino alla volta e mai tutta insieme.
Penso infatti che l’unico modo che abbiamo per vivere una vita felice sia quello di essere sempre entusiasti e positivi, anche quando le cose si fanno difficili. Abbattersi purtroppo è lecito ma non serve a niente e anche un piccolo gesto, come parlare con uno sconosciuto, ci cambia la vita.
Bisogna essere come l’acqua..fluire e fluire. Essere consci che soffriremo ma esserlo anche del fatto che sarà un gradino in più verso la perfezione o verso la felicità. Non dobbiamo disperare..ma sempre essere combattivi e forti e fregarcene di quello che pensa la gente.
Bisogna attingere e carpire la bellezza in ogni sua forma, anche in una penna blu  [Oggi è blu.] e non aver paura di mostrare i propri sentimenti ma neppure i proprio difetti.

Spero che troviate tutti la forza per affrontare la vostra vita.

Un abbraccio.

 

Oggi è blu.

Oggi è blu.

Blu come il cielo, come i viaggi che vorrei fare, come il profumo del mare,
come un telo di seta che si posa sui miei occhi stanchi.
Blu come la schiuma di un’onda di speranza che spazza via la stanchezza.
Blu come la pellicola lucida un film che vorrei fosse la mia vita..blu come gli occhiali da sole che si chiudono come le tende di un teatro sulle mie lacrime.
Blu come il rossetto che colora tutti i baci non dati.
Blu come gli abbracci ed i baci, quelli veri e blu dove non sai più dove sono andati a finire.
Blu come quando i sentimenti cambiano e quando diventa complicato stare insieme.
Blu come la bici con in vento in faccia.
Blu come la bellezza e la musica, come i sogni e la voglia di cambiare.
Blu come le cuffie che mi portano in tutte le vite che non ho vissuto.

Blu..ma che ci faccio qui???

Blu..non so cosa sto succedendo. Allora niente penna nera oggi, solo blu perché mi dà speranza.

Blu come le parole, blu come le incomprensioni.
Blu come la lontananza e la diversità. Come i litigi e come le urla.
Blu quando mi arrabbio, blu come quando vorresti che una persona fosse con te, invece non c’è.
Blu quando vado troppo a fondo e mi faccio solo male. Blu quando non so come non farlo.

 

Il solista: angeli e funamboli

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Voto: 7/10

Stasera vi parlo di un film che ho appena finito di vedere.

Forse in tutti questi anni non ho mai raccontato di quanto io ami il cinema. Lo amo.
Amo le storie le raccontano, la bellezza dei personaggi, il modo in cui li vestono, le musiche che fanno da sfondo, i primi piani degli occhi e del viso..mi piace il cinema perché mi trasmette un’idea di realtà diversa da quella che vivo tutti i giorni ma, in fondo, uguale.

Il film di cui vi voglio parlare oggi è “Il solista” di Joe Wright, lo stesso regista di Orgoglio e Pregiudizio (per chi lo avesse visto).
E’ un film che parla di un musicista palesemente schizofrenico che suona in modo egregio violoncello e violino, uno di quelli che ha la musica nel sangue.
Non vi racconto tutta la storia ma cito solo una frase che viene detta alla fine:
“Un anno fa ho conosciuto un uomo che è caduto in disgrazia e ho creduto di poterlo aiutare ma non so se ci sono riuscito. Il mio amico non vive più in strada, ha una casa, ha un letto ma il suo stato mentale e il suo benessere sono precari come il giorno in cui ci siamo conosciuti. [..] Ci sono scienziati che dicono che essere amico di qualcuno fa cambiare la chimica del cervello, migliorare l’interazione col mondo. [..] Posso dire che   vedere il coraggio del sign. Ayers, la sua umiltà, la sua fiducia nella forza della sua arte, mi ha insegnato la dignità di essere fedeli a ciò che si crede, a non rinunciarvi mai e soprattutto a credere, senza il minimo dubbio, che ci permetterà di sopravvivere.”

Questo film mi ha lasciato sensazioni particolari e diverse. Mi ha fatto pensare alla fragilità e alla debolezza del genere umano, a quanto cerchiamo di essere forti ma spesso c’è sempre qualcosa più forte di noi.
A quanto ci inganniamo (o forse no) di pensare che andrà tutto bene, che ci stiamo integrando perfettamente, che in fondo la società non è così male e che i compromessi che raggiungiamo ogni giorno ci porteranno a scoprire la verità o ad illuderci che saremo felici. Mettiamo pietre sui comportamenti sbagliati delle persone, sui nostri, sulle notizie che sentiamo in tv, alla radio, sui giornali, mettiamo pietre sulla dignità dell’uomo ogni giorno attraverso bombe, nudi, porno, guerra, sangue, malattie, violenza, droghe, infelicità.
Non so dove tutto ciò ci condurrà.. sembriamo degli angeli come Lucifero. E allora mi viene da pensare davvero che solo coloro che sono matti sono riusciti a carpire il senso vero della vita e del mondo. Noi non siamo abbastanza puri da poterlo fare, ci raccontiamo troppe balle.

Ma non è anche questa poesia?? La nostra continua illusione finché questa diverrà davvero la realtà perché alla fine, l’importante è crederci fino in fondo..di qualsiasi cosi si tratti.
Siamo angeli e funamboli.

Si dice che il minimo battito d’ali di una farfalla sia in grado di provocare un uragano dall’altra parte del mondo.

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L’altra sera ho visto un film che si chiama “The butterfly effect”.
Sinceramente come regia non è che mi sia piaciuto molto: troppi effetti speciali, storie eccessivamente drammatiche e attori mediocri..in compenso, la fine è davvero carina!

L’idea invece merita cinque stelle perché unisce la psicologia con la scienza attraverso la teoria dell’effetto farfalla che, in poche parole, dice che anche una piccola variazione negli eventi iniziali può scatenare un cambiamento drastico in quelli successivi.
Anche se la storia del film porta avanti questo argomento in modo alquanto inquietante comunque la teoria dell’effetto farfalla, applicata alla nostra vita quotidiana, è molto interessante!
Ogni volta che rinunciamo a fare qualcosa, impediamo che qualche altro evento o emozione si manifesti. Anche gesti come far sedere qualcuno al nostro posto, può scatenare una reazione di gioia dall’altra parte e magari migliorarne l’umore.
Così dovremmo fare per noi stessi, cercare ogni giorno qualcosa che ci renda felici e, anche se piccola, farla perché ….non si sa mai cosa può succedere!

Inoltre questa teoria è interessante perché ci dice che chiunque di noi può cambiare le cose, soprattutto quelli da cui non te lo aspetti.
Le farfalle sono animali molto delicati, nulla in paragone ad una tigre e un leone. Ma se pensate alla poesia di questo essere, con le ali colorate e grandi, che vivono per poco ma donano molta meraviglia e colorano i prati..beh se pensato a questo, allora non dobbiamo essere tutti dei leoni.
Possiamo essere delle piccole farfalle nascoste tra i fili di erba, ma in questo microcosmo siamo molto di più!
Di sicuro non tutti possiamo fare gesti eclatanti nella nostra vita, come donare mille miliardi di euro alle associazioni, ma possiamo comunque mettere un piccolo tassello in un puzzle che provocherà il sorriso di qualcun altro.
Anche che so..metterci un fermaglio un po’ stravagante! Molti lo potrebbero considerare brutto e fuori moda, ma qualcuno lo guarderà e si potrebbe innamorare di quel particolare, o semplicemente farsi un sorriso.

La teoria dell’effetto farfalla ci insegna quindi che, non solo, i piccoli gesti sono quelli che contano maggiormente, ma anche che ognuno di noi ha un posto speciale nell’universo..anche se ancora non lo conosce.
L’importante è prendersi cura di sé e delle proprie ali..perché è solo con quelle che andremo ovunque.
Tutti siamo unici e tutti dovremmo amare noi stessi più di ogni altra cosa.
Ammetto che io non mi amo per niente..infatti come proposito per il nuovo anno non sarebbe per niente male.
Imparare ad amarmi, cominciando dal fare ogni giorno un piccolo gesto che abbia però un gran significato!