Agosto: è meglio che non ti conosco.

Sono fondamentalmente, sostanzialmente, evidentemente molto arrabbiata, incazzata, inaridita, adirata e tutto quello che vi pare.
Non riesco a manifestarla, a farla uscire fuori, è tutto Agosto che sto così. Tutto colma solo in un’arida apatia e quasi depressione nei confronti del mondo. E non ne riesco nemmeno molto a parlare.
Sono arrabbiata per i miei problemi economici in famiglia che durano da troppi anni, sono incazzata per lo Xanax di mia madre e i due pacchetti fissi di sigarette rosse di mio padre. Sono arrabbiata per l’imperfezione della vita, per G che si gira a guardare le altre ragazze.

Sono incazzata perché sta arrivando Settembre e non mi va di studiare, perché non ci sto capendo niente, perché con G per me è un periodo strano. Sono incazzata e lo sono ancor di più perché vorrei urlarlo ai miei genitori ma non posso. Vorrei urlargli quanto io non sia d’accordo con le loro scelte, per tutti i complessi che mi fanno venire. Sono arrabbiata perché la famiglia dovrebbe essere un punto di ristoro e di amore ma per me è fonte solo di rabbia certe volte.
Sono arrabbiata con me stessa perché sembra sempre che mi lamenti e che non sia grata delle cose che succedono ma in realtà non è così. Sono arrabbiata. Tanto. Troppo.
Non voglio più tornare qua. Ogni volta che torno mi devo fare mille problemi, vedo cose che non mi piacciono. Sono arrabbiata perché sto con una persona che conosce solo a metà i miei problemi ma non può comprenderli perché poche di queste cose succedono nel suo mondo. Sono arrabbiata con G perché mi sembra superficiale, perché si permette di dire che io piango per le nuvole. Per le nuvole, sembra una poesia..io piango per le nuvole, sarebbe meglio dire che piango con loro.
Sono un po’ depressa perché sono arrabbiata, perché sono un idiota nei rapporti interpersonali, sento come se avessi un handicap..quello di saper stare con gli altri.
Pensavo di aver superato certe cose invece mi stanno venendo mille complessi ultimamente, mi chiudo in me stessa, scruto il mondo con occhi stanchi e non parlo più, non faccio più niente.
Vorrei qualcuno che mi comprenda davvero e non mi tratti con superficialità, qualcuno a cui vada bene la mia vita così come è certi giorni: un disastro.
Ecco… G non mi capisce, sento proprio che apparteniamo a due mondi separati in questo periodo. E poi sta cosa che guarda le altre mi fa incazzare troppo. Perché fossi quasi quasi brutta..ma sono bella e si permette di farmi sentire una cretina in presenza di un’altra ragazza solo per attirare la sua attenzione e addirittura diventa rosso.
Vi sembra normale?? Che il ragazzo con cui sto diventa rosso in presenza di un’altra ragazza??? No. Mi ha fatto incazzare da morire quella sera. Tre volte rosso. Che modi sono. Io non divento rossa con gli altri ragazzi.
E’ superficiale, due minuti prima piange e poi dopo tutto bene. Mi sembra che viva in un mondo idilliaco, mi dice tante cose belle ma spero che le manterrà perché mai avrei accettato che la persona con cui sto assuma dei comportamenti del genere in presenza di altre persone. Poi dice che sono gelosa, sì lo sono e sono pure incazzatissima per tutto.

Punto.

 

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L’amore in fondo è un agglomerato di emozioni e di compromessi..

Vorrei dire a me stessa che tutto è come prima, che si raggiusterà.
Che saremo sempre felici come quel giorno alla piscina naturale dove tu mi facevi le foto dallo scoglio perché pensavi che non fossi in grado di fare il tutto a delfino; invece, io non solo lo sapevo fare, ma mi divertivo a farne cento di seguito pur di vedere la tua faccia così sorpresa di me in quel momento, che non poteva guardare nessun altra cosa se non me e il mare.
Vorrei dire a me stessa che i sogni che faccio la notte non sono veri, che tu non hai mai baciato ragazze più belle di me, che i tuoi occhi guardano solo me, che sei innamorato solo di me..ma sento che non è così. So che mi ami ma so anche che ci sarà sempre quella parte da “pavoncino” di te che non ci permetterà mai di stare bene insieme.

Io sono il tipo di donna che sa come far girare un uomo, ma lo faccio sempre con molta discrezione e in silenzio..soprattutto con la consapevolezza.
Tu sei il tipo di uomo che si gira e parla e ride..senza rendersi conto che c’è un limite alla confidenza. Come quando giocavamo insieme e io lasciavo un pezzo di cuore ovunque e tu non ti eri accorto di niente.

Vorrei dire a me stessa che riusciremo a risolvere i nostri problemi ma il tuo atteggiamento mi ha portato un po’ a disinnamorarmi di te e tu mi dici che sogni di baciare un’altra. Non siamo più noi, non siamo più quelli del primo bacio, delle risate, dei giochi. Siamo cambiati.

Tu sei stanco della mia gelosia e io sono stanca del tuo continuo rifiuto a cambiare. L’amore in fondo è un agglomerato di emozioni belle e di compromessi, senza di essi le storie finirebbero subito.
Il bello è che io scrivo questo ma penso ai tuoi occhi. Capisci??
Perché io, stupido, quando mi chiedi se ti amo..io mi caccerei il cuore dal petto per fartelo capire ma le parole non bastano più e in più il rancore prende il posto di tutto!
Ho cominciato ad avvalorare l’idea di un futuro senza di te, penso a come sarebbe lasciarci..penso che mi mancheresti come l’aria, ma penso che l’amore non può essere questo. L’amore dovrebbe migliorarci, tu hai detto che ti ho trasformato in un mostro..invece io da quando sto con te conto le smagliature e cerco le imperfezioni sulla mia pelle.

Io non ti voglio lasciare perché ti amo davvero. Davvero come dice Luca Carboni. Ma come posso fare se tu non sei disposto a cambiare???

AIUTAMI.

La vita è come uno specchio: ti sorride se la guardi sorridendo.

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La nostra mente è un labirinto. Si insinuano pensieri strani che hanno perso la strada di ritorno e non vanno via. Sono come dei tarli che ti porti dietro tutti i giorni e che non ti permettono di vivere come vorresti.
Scacciare questi pensieri è davvero difficile, altro che seduta dallo psicoterapeuta, ci vorrebbe un insetticida che li stermini tutti!!
La fregatura delle mia vita è che queste sensazioni alla fine quasi sempre erano vere. La domanda è: diventano vere perché la nostra mente fa sì che accadano o lo sono sempre state??
Da quando sto con G faccio spesso brutti sogni. Sogni in cui lui mi tradisce o in cui non mi dà attenzioni per dedicarsi a qualcun altro. Purtroppo me le trascino ogni giorno dentro e questo ha portato ad una notevole degenerazione del nostro rapporto. In primis del rapporto con me stessa, che mi sento davvero male, e poi del rapporto con lui.
Ho un’autostima così bassa di me da pensare di non valere niente?? Mi devo fidare di queste sensazioni o mi devo fidare di lui?
La differenza è che lui mi rende felice ma queste preoccupazioni no, anzi mi mettono un’ansia che nemmeno potete immaginare.
Ormai sono il filtro con cui vedo la realtà e li riesco a scacciare solo quando stiamo da soli abbracciati o ci divertiamo o parliamo bevendo un bicchiere di vino.

Una volta Jovanotti disse una frase ( o Fabio Volo)..insomma che non è tanto quello che facciamo che ci rende quello che siamo quanto quello che pensiamo. Nel senso che puoi non avere la voce di Pavarotti o il talento di Tolstoj, ma la vita è una questione di prospettiva. Più sei pessimista, più le cose ti vanno male; più sei ottimista, più ti vanno bene. La vita è come uno specchio: ti sorride se la guardi sorridendo.
Frase probabilmente di Jim Morrison che ha un significato davvero molto bello.

Quindi mi devo fidare di queste brutte sensazioni?? Forse un’altra persona non me le farebbe venire? Che stupidaggini. Perché quando te lo aspetti è la volta sbagliata. Quando non te lo aspetti è la volta giusta!
Fiducia, questa parola sconosciuta.
Perché non riesco a fidarmi di te??

 

Diario di un amore: parte rabbia e delusione.

Sono all’università. Mi dimentico sempre di portami il diario dietro quindi mi sfogo qui su cose che probabilmente non interessano al resto del mondo.
Non ce la faccio più con G. Pensare a tutti i bei momenti che abbiamo passato insieme, alla volte in cui lo guardo così innamorata, ai problemi che abbiamo avuto all’inizio..penso a tutte queste cose e sarei curiosa di sapere quanti amori sono finiti per problemi così stupidi. Non per cose serie, ma per cose stupide. Capite???
Non perché è arrivato un uragano a rompere il puzzle, ma per la grinza che si è fatta all’angolo dell’ultimo pezzo ha fatto cadere tutto quanto: baci, abbracci, carezze, sorrisi, lacrime..tutto cade a pezzi.
E tu sei lì che guardi affondare tutto ma non sai come fare per rimettere le cose a posto perché vuoi un bene immenso a quella persona e non vorresti mai affondare sola, ma piuttosto affondare insieme.

Non come Titanic che lei vive e lui muore, ma come Filemone e Bauci che muoiono insieme e si fanno trasformare in un albero.

Come si fa? Sono tanto arrabbiata perché forse ha ragione chi dice che gli uomini non cambiano.

Different eyes.

Ieri sono andata a tagliare i capelli, taglio netto… come sempre!
Mentre più di metà dei miei lunghi capelli mossi cadeva sul pavimento, pensavo a tutte le storie che ognuno di loro potrebbe raccontare..baci, pioggia, lacrime, sapori, odori, litigi, parole! E’ come se tagliare i capelli fosse un modo per archiviarle una volta per tutte, soprattutto quelle brutte.
Poi, come per ogni donna che si rispetti, mi son venute le solite domande: chissà se sarò bella come prima?? Chissà se gli piacerò quando mi vedrà??
Allora mi è venuto da pensare di quanto sarebbe bello se, invece, il mondo lo vedessimo con gli occhi degli scrittori. Se quel ciuffo che si alzerà dopo che la piega dal parrucchiere non sarà più perfetta sarà il motivo per cui qualcuno si innamorerà o si meraviglierà di quel particolare, invece di puntare o giudicare perché va contro ogni tipo di stereotipo di bellezza moderna! Capelli perfetti, gambe depilate, corpo fantastico, unghie lunghe, cervello atrofizzato.

Tutta questa plastica! Sono tutte così finte!
Invece a me piacciono le cose vere. Mi piacciono i capelli scompigliati e anche, perché no, vedere qualche pelo che sbalza fuori da un poro della nostra pelle. Perché siamo esseri umani e l’imperfezione è quella che ci dà poesia.
Questo pensavo..se ogni cosa avesse un filtro di bellezza, una visione nuova di chi ha imparato a guardare oltre il suo naso, di chi sa che nella vita la ragione non è di nessuno ma ognuno ha la propria storia con i propri dolori ed ogni sfumatura è bella.

Dovremmo imparare ad essere più umani. Imparare che perdonare non è da deboli, ma è da persone mature ed intelligenti, perché nella vita tutti, nessuno escluso, sbagliamo. Ogni giorno, anche tre volte. Dovremmo imparare che la bellezza non è soltanto la velina di turno con il fisico da schianto e il bikini che lascia intravedere le loro forme perfette, ma è anche la ragazza seduta in biblioteca senza trucco, con gli occhiali e la gambe un po’ più paffutelle. Anche quella è bellezza, ma un altro tipo. Che nessuno sa riconoscere.

A me non interessa delle vostre foto in bikini al mare o di quanto possiate essere belle. A me interessa chi sa parlare e sa raccontare, anche solo con gli occhi. Perché dagli occhi non sfugge via niente. Sono loro che raccontano tutto. E sono stanca di questo conformismo perché è soffocante e denigrante. Io voglio aria pulita invece!

Cronache di vita.

Ultimamente son successe un po’ di cose. Innanzitutto mi stanno tornando gli attacchi di panico che prendevo l’anno scorso e questo non mi aiuta affatto a vivere serenamente l’università e decidere cosa fare l’anno prossimo.
Ho litigato con le mie amiche a causa del mia incostanza caratteriale e loro mi hanno propinato una serie di motivi per cui io dovrei cambiare..inutile dire che hanno ragione. Loro dicono che io penso troppo e, così facendo, rovino anche le cose più belle ..perché tendo sempre a mettere i puntini sulle i, a rimuginare su tutto quello che mi succede e mi pongo troppe domande che non hanno risposte sicure.
Domenica, per fuggire dalla monotonia e dalla tristezza ho deciso di chiedere di uscire a Iacopo, un ragazzo che avevo conosciuto mentre studiavo all’università. Sono uscita tre volte con lui e sono stata davvero bene. Come tutte le cose della mia vita però, anche questa è stata un fuoco d’artificio, nel senso che è cominciata e finita (forse non del tutto, ma quasi).
Stare con Iacopo mi ha fatto davvero bene. Non mi sentivo così “donna” da molto tempo e lui mi ha aperto la mente riguardo tante cose. E’ davvero una bella persona e, per una volta, ho conosciuto un ragazzo che non si avvicina all’ideale di “stronzo forte” che mi scelgo solitamente.
Infatti mi sono pure resa conto che tutte le ferite del passato mi hanno resa molto insicura e molto infida e, così facendo, allontano tutti da me. Credevo che fossi uscita dalla famosa bolla di sapone del liceo, ma forse la situazione è solo peggiorata, perché fino a quando non sono stata con lui, mi è sembrato di essere completamente morta.
Adesso mi mancano già i baci, gli abbracci, gli sguardi, i sorrisi, i sospiri, l’imbarazzo…
E’ che io mi son fatta male troppe volte e adesso non riesco più a lanciarmi come prima. Ed ogni avvenimento mi tocca sin nel profondo, che sia un bacio, un sorriso, una carezza. Mi rimane tutto addosso.

Sono avida di amore. Ne ho bisogno, perché ho tanti pezzi di cuore che devono essere rimessi insieme nel modo giusto e da sola non faccio altro che metterli in subbuglio sempre di più e costruirci intorno un muro di bugie e paure. Solo che tutte le mie storie son così: fugaci. Scappano tutti e io non riesco a capire il perché nessuno resti. Ho paura che sia io il problema. Davvero…però, a parte per i miei sbalzi di umore e la mia personalità un po’ ambigua, sono una persona molto semplice e rendermi felice è la cosa più facile del mondo. Ho iniziato a pensare davvero che sia io il problema. Questo mi distrugge perché adesso sono stanca di stare da sola e, dopo che mi sono risvegliata un po’, desidero qualcuno al mio fianco.
Me lo merito perché ho sofferto troppo. Ho bisogno di condividere le mie esperienze con qualcuno, così magari pian piano andranno via..e potrò ricominciare ad ascoltare certe canzoni e ad essere serena. Una catarsi in comunione.

Il dolore ti cambia, si impossessa di te, ti trasforma.
E, nonostante dal dolore possiamo imparare molto e crescere, le ferite che ti lascia ti segnano e tu non puoi farci niente.
Puoi nasconderle ma prima o poi ricominciano a sanguinare. E fanno male. Tanto, troppo.
Sono stanca di essere triste.

Ειρήνη.

Stasera mentre tornavo a casa ho visto una stella cadente e ..mi son resa conto che sono a corto di desideri.
Per la prima volta nella mia vita non sapevo cosa richiedere a quel pezzetto di universo che svaniva nel cielo. Non riuscivo a desiderare di volere una persona, di diventare qualcuno o capire qualcosa, di essere felice da far schifo.
Dopo un po’ che ci ho pensato, sono arrivata al desiderio perfetto in questo momento: voglio stare in pace con me stessa.
Non voglio più essere triste, con gli occhi che potrebbero far cadere tante di quelle lacrime che anche l’oceano si intristirebbe al pensiero. Non voglio sentirmi inadatta o sbagliata o quella strana. Voglio essere Irene. Smettere di chiedermi che voglio e cominciare a vivermi qualcosa senza soffrire. Senza farmi tutte queste domande o distruggermi per qualcuno (di chiunque si tratti).
Voglio poter dire: “Io sono fatta così e vaffanculo a tutti.”
Pace..come il mio nome. Ειρήνη in greco significa “pace”…forse sono stata chiamata così proprio perché sarei stata in guerra con me stessa per tutta la vita.
Lo so che in bello di essere giovani è quello di avere un caos dentro e di cercare sempre, non abbattersi mai.
Ma io sono un po’ stanca. Davvero. Voglio solo stare in pace. Nemmeno essere felice o super contenta. Basterebbe un po’ di calma dentro, al posto della bufera che ho. Né amicizia, né amore, né nulla. Solo me e la mia vita. Una specie di isolamento momentaneo da tutti. Un viaggio magari. Lontano e altrove da qui.

Non è vero che scappare non serve. Delle volte è l’unica soluzione. Non mi sento bene. Davvero. Non voglio stare più con nessuno. Nemmeno con le mie amiche..anche con loro mi sento inadatta.
Jessica poi stasera mi ha detto una cosa che mi ha fatto davvero male! Ha detto che io mi sono idealizzata Andrea..il che potrebbe anche essere vero, ma lei non c’era, non era me e non sa quanto io stia soffrendo per lui…che quando sono stata a Roma, mi giravo sempre intorno, pur sapendo che non l’avrei mai trovato.
Certe volte le persone ti trafiggono con le parole. Perché può anche essere che io me lo sia idealizzato..ma ce la sto mettendo tutta per dimenticarlo! Lei non capisce che i ragazzi con cui sono stata dopo di lui (due) non erano solo un capriccio..che cercavo disperatamente qualcuno per scordarmi di lui e andare avanti.
Non capirà mai tutto il male che mi sono fatta e continuo a farmi. Questo mi fa soffrire, perché è la mia migliore amica e lo dovrebbe sapere. Invece no! Sembra che esistano solo lei e Luca. Io sono quella che esalta sempre tutto e non vuole mai veramente bene a nessuno. Lei è quella che invece si innamora veramente.
Può essere vero che io mi sia idealizzata Andrea, ma quando baci qualcuno, lo sai solo tu quello che provi. Nessuno, mai NESSUNO mi aveva fatto provare quelle sensazioni e che lei mi venga a dire che la mia era solo una storiella da quattro soldi ..beh, mi fa incazzare. Perché se lei si fa un viaggio di quattro ore per andare da Luca, io sarei disposta a farmi il giro del mondo per andare da Andrea. Ma io me lo sono idealizzata, quindi chi se ne frega. Lei che è così sensibile, non capisce un emerito tubo di tutto questo.
Sembra che io sia ancora la bambina di quattordici anni che trasforma ogni ragazzo in uomo della sua vita, quindi tutto quello che provo è superfluo.

Invece no. Sono cose che fanno male.
Ci stiamo allontanando.. non siamo più le amiche del liceo. Anche perché tra me e Luca, lei sceglierebbe Luca.. quindi io che ci sto a fare???
Anche io ho dei sentimenti!!!! E non sono peggiori o migliori dei suoi. Sono sentimenti.

Voglio disintossicarmi da lei e da tutta questa pellicola soffocante che mi si attacca addosso ogni giorno.
Lasciatemi in pace. Sola e in pace.

Generazione in odio

Questa settimana nel mio paese un ragazzo di diciassette anni si è suicidato, buttandosi dal tetto di un vecchio centro commerciale. Come non mai, ho visto molta gente scossa da questo avvenimento e la maggior parte non riesce capire il motivo di un gesto così disperato, proprio durante il periodo in cui si ha tutta la vita davanti.
Non è la prima volta che mi esprimo su questo, ma sento il bisogno di ripeterlo. Avere 17 anni oggigiorno (come 18, 19, 20, 21, 22…) non è come averli anni fa. Le cose cambiano e in peggio. Ogni giorno siamo circondati da notizie di morte devastanti, da notizie vergognose sulla nostra situazione economica e su chi la gestisce. Il mondo è una merda e mi meraviglio di chi punta il dito contro, dicendo: “Siete una generazione di deboli.”
Ma voglio ricordare che in mezzo a questa merda ci avete messo voi. Con la vostra superficialità, la vostra banalità, la vostra ferocia e bruttezza. Ci avete buttato in un mondo in cui non abbiamo punti di riferimento, dove dobbiamo imparare a combattere contro tutto e tutti, contro ingiustizie, bugie, menzogne, superficialità. E ancora vi chiedete perché accadono certe cose. Ma che stavate facendo tutti anni fa quando il mondo stava andando a rotoli? L’Italia è una delle nazioni con la politica più corrotta che esista, dove i giovani non vedono un futuro davanti a loro. Scappare, fuggire, andarsene via sembra l’unica soluzione possibile. Ma niente porta via lo schifo che c’è. Le cattiverie, i soprusi, i razzismi, ..ovunque andremo ci troveremo di fronte a tutte queste cose e, per quanto uno possa essere forte, si stanca di combattere.
Se solo invece di mettervi le vostre camicie, guardaste in faccia vostro figlio- veramente- tante cose non accadrebbero più. Vi odiate e vi sposate..poi divorziate e mettete al mondo un figlio che a diciassette anni molla tutto perché ha un padre che se ne frega. Baricco diceva che siamo meravigliosi e facciamo tutti schifo. E’ la verità. Perché la storia è fatta di cause, eventi e conseguenze e noi le stiamo pagando tutte, giorno per giorno, una a una.

NON siamo una generazione di deboli. Siamo una generazione che si è rotta le palle di vedere questo schifo e di alzarsi e darsi speranza (in un mondo dove non serve) ogni santo giorno. Siamo stanchi di combattere e illuderci che le cose cambieranno prima o poi. Quanti ragazzi superficiali ci sono in giro, quanti figli di papà che senza un minimo sforzo diventano qualcuno, mentre chi sputa sangue sui libri finisce per pulire i cessi. E scusate la volgarità, ma il mondo ti fa diventare volgare perché le uniche parole che si possono usare per descriverlo sono queste.
Vorrei tornare a tanti anni fa per capire come si era felici e vorrei farvi mettere nei nostri panni per capire quanto si possa essere incazzati e infelici. Aumentano gli anfibi, il trucco nero, i capelli colorati, i piercing, i tatuaggi, i vestiti strappati. Aumenta la violenza, la disperazione e la rabbia. Stiamo gridando aiuto e voi non capite un cazzo.

Potrà anche sembrare uno sfogo da adolescente, ma vi assicuro che non è per niente facile, in nessun caso e voi non vi accorgete di niente.

Vivere la vita da leoni.

Ho momentaneamente, urgentemente e assolutamente bisogno di uno sfogo.
Dio santo quanto mi fa incazzare la gente! Perché se una persona ti è amica, ha bisogno di raccontarti delle cazzate per giustificarsi? Perché?
Che costa dire “stasera non esco perché non mi va” e dire invece “non posso perché domani mi devo svegliare presto o perché ho un (inesistente) impegno!”.. Vaffanculo a voi e le vostre cazzate!

A me non piacciono le persone che non sono capaci di affrontare le cose. Se dovessi scegliere tra il morire da leone dopo una sanguinosa e cruenta lotta in mezzo al fango e il morire da verme in una bella foglia bagnata dalla rugiada.. beh preferirei la prima! Sempre.
So di essere un disastro, me ne rendo conto..so di avere un carattere di merda (anche se in realtà basterebbe poco per rendermi felice), so di essere complicata.. ma io sono vera! Io sono vera perché me lo chiedo quello che voglio nella vita! Non faccio scelte dettate solo da mere comodità, non mi rifugio in una storia con una persona che non amo per sentirmi “protetta”, non scelgo l’università perché i miei genitori sono avvocati/medici/ingegneri/architetti e tutto.
Io mi guardo allo specchio e sbatto ogni giorno contro una verità diversa, che fa male, è vero… ma dopo un anno in cui sono cresciuta così tanto, vi assicuro che la verità è l’unica strada per crescere.
E guardarla, scovarla, accettarla significa avere le palle. Significa non raccontarsi cazzate per andare avanti. Significa essere uomini e innalzarsi. Perché la viltà non fa parte dell’uomo vero. Non che io abbia il coraggio di fare/dire tutto, però ci provo almeno. E quando sono vigliacca lo riconosco sempre, senza inutili giustificazioni..perché ogni tanto esserlo è umano.

Credetemi: le uniche persone che vi vorranno bene nella vita, vi diranno sempre la verità.
Potrete arrabbiarvi con loro, non parlargli per tanti anni e non farvi più vedere. Scappare. Ma alla fine vi renderete conto che quella persona che vi ha ferito, trafitto, era l’unica a volervi davvero bene.
Penso che dire la verità alle persone, significhi avere rispetto per loro. E se qualcuno vi fa una domanda, rispondere sarebbe gradito..perché, da parte di una che le fa spesso e non sente quasi mai una risposta, vi posso assicurare che fa schifo. Preferirei piuttosto una risposta secca al silenzio.
L’indifferenza tenetevela per i vostri nemici, conservate il dialogo e la verità con i vostri amici. Perché non c’è cosa più bella del sapere di avere qualcuno vicino che non vi tratta da stupidi, ma che vi dice sempre e solo la verità.

Lo dico per esperienza, perché ogni volta che una persona a cui voglio bene mi dice una bugia, mi spezza l’anima.
Per questo spesso, a costo di passare per stronza, non dico menzogne alle persone…è da quando sono piccola che mi imbottiscono di bugie e io le ho sempre odiate. Forse solo i bambini possono capire… Sì, perché mi sento come un bambino a cui era stata promessa una giornata al mare e alla fine vede suo padre che se ne va a lavoro e sua madre che prepara il pranzo come se glielo avessero promesso per il silenzio di cinque minuti.
Le uniche persone che mi hanno detto la verità, le ho sempre odiate. Adesso gli stringerei la mano.
Quando andai a parlare con Andrea e lui mi trattò in quel modo così brusco e freddo…beh in effetti lui lo fece per me. Perché è stato abbastanza intelligente da capire che l’unico modo per allontanarmi da lui era fare così. Spezzarmi in cuore e dirmi la verità.
Che poi quel giorno tra cristalli di ghiaccio, c’erano fiamme di fuochi enormi che non facevano altro che dirci “abbracciatevi”…è un altro discorso, però almeno lui ha fatto la sua scelta ed ha avuto le palle di dirmelo in faccia. A. è un leone e io l’ho sempre saputo, ecco perché mi piace(va) così…
Invece G. è ripartito senza nemmeno dirmi ciao…e quando (per l’ennesima volta) mi sono presentata lì per parlare di quello che era successo..lui non è stato in grado di dirmi nulla. E meno male che erano 7 mesi che gli piacevo!
Non so perché  io finisca sempre a parlare delle mie “storielle” però vi assicuro che alcune volte l’amore sembra il sentimento più adatto di tutti per spiegare determinate cose. Forse proprio perché le contiene tutte.

Comunque io vi auguro tanto di trovare il vostro pezzo di verità nel mondo, qualcosa o qualcuno che non vi ferisca con le sue bugie. Ve lo auguro con tutto il cuore perché scoprirle poi fa un male tremendo..
Il proverbio ha sempre ragione: “Tutti i pesci vengono a galla” oppure “Tutti i nodi vengono al pettine.”

Il problema non sono le distanze fisiche. Le distanza più brutte sono quelle volute, quelle non comprese, non accettate.

Errare è umano e non credo sia giusto farla pagare così tanto ad una persona che sarebbe disposta ad andare all’inferno per te.
La cosa che mi fa incazzare è che queste cose vorrei dirle a te, ma devo sempre tenermele dentro per evitare di spezzare un equilibrio che è già precario di suo.
Prima di voler ricevere, si dovrebbe anche pensare a quello che si dà agli altri e non mettere il muso e far sentire qualcuno una merda per così tanto tempo.

Tu hai messo sempre prima lui che me, pur sapendo che io c’ero sempre e lui quasi mai.

Io sono stanca, capite? Non mi era mai capitato di sentirmi così in debito con qualcuno. Sì, forse questa volta ho sbagliato a non esserci il giorno dei suoi venti anni…ma le circostanze non me lo hanno permesso. Per una volta ho messo prima di lei una persona che mi è stata vicino sempre quest’anno… che c’era quando piangevo per Andrea, quando mi sfogavo, quando mi andavano male gli esami e la mia vita era/è un po’ una merda. Che mi ha fatto passare quell’ansia enorme anche semplicemente con un abbraccio….che non mi hai mai fatto sentire sola.

TU invece non ci sei mai stata! Non sei mai venuta a trovarmi, non ti sei interessata di nulla.
Allora per quale motivo dovrei sentirmi in colpa?

Ma la verità è che io ci tengo troppo. Vivere senza di lei è come perdere la bussola..capite quello che voglio dire?
Quando penso a qualcosa di sicuro, penso sempre a lei. E’ un pezzo della mia anima, senza la quale non potrei vivere. E’ stato, è e sarà sempre così.
Mi manca l’aria al solo pensiero di perderla. E’ la mia migliore amica, una sorella di vita.

Però sono sempre stata dell’opinione che i sentimenti non posso essere univoci. Devono essere condivisi da entrambe le persone e non dovrei essere sempre io a sentirmi così.

Voler bene  a qualcuno non dovrebbe significare sentirsi in colpa o in debito… o farsi mettere i piedi in testa senza poter dire una parola. Tenersi tutto dentro.

Il problema non sono le distanze fisiche. Le distanza più brutte sono quelle volute, quelle non comprese, non accettate.
Non ti ho mai detto niente quando hai scelto e io ero ancora in mezzo ad una strada.
Tu hai fatto la tua scelta, non preoccupandoti di dove mi portasse la mia.
E non voglio fartene una colpa, ma per una volta vorrei essere io dall’altra parte, a fare i capricci, senza chiedermi se ho dato abbastanza. Invece ancora una volta sono qui a scrivere di te. Tu che probabilmente non capirai mai..