Agosto: è meglio che non ti conosco.

Sono fondamentalmente, sostanzialmente, evidentemente molto arrabbiata, incazzata, inaridita, adirata e tutto quello che vi pare.
Non riesco a manifestarla, a farla uscire fuori, è tutto Agosto che sto così. Tutto colma solo in un’arida apatia e quasi depressione nei confronti del mondo. E non ne riesco nemmeno molto a parlare.
Sono arrabbiata per i miei problemi economici in famiglia che durano da troppi anni, sono incazzata per lo Xanax di mia madre e i due pacchetti fissi di sigarette rosse di mio padre. Sono arrabbiata per l’imperfezione della vita, per G che si gira a guardare le altre ragazze.

Sono incazzata perché sta arrivando Settembre e non mi va di studiare, perché non ci sto capendo niente, perché con G per me è un periodo strano. Sono incazzata e lo sono ancor di più perché vorrei urlarlo ai miei genitori ma non posso. Vorrei urlargli quanto io non sia d’accordo con le loro scelte, per tutti i complessi che mi fanno venire. Sono arrabbiata perché la famiglia dovrebbe essere un punto di ristoro e di amore ma per me è fonte solo di rabbia certe volte.
Sono arrabbiata con me stessa perché sembra sempre che mi lamenti e che non sia grata delle cose che succedono ma in realtà non è così. Sono arrabbiata. Tanto. Troppo.
Non voglio più tornare qua. Ogni volta che torno mi devo fare mille problemi, vedo cose che non mi piacciono. Sono arrabbiata perché sto con una persona che conosce solo a metà i miei problemi ma non può comprenderli perché poche di queste cose succedono nel suo mondo. Sono arrabbiata con G perché mi sembra superficiale, perché si permette di dire che io piango per le nuvole. Per le nuvole, sembra una poesia..io piango per le nuvole, sarebbe meglio dire che piango con loro.
Sono un po’ depressa perché sono arrabbiata, perché sono un idiota nei rapporti interpersonali, sento come se avessi un handicap..quello di saper stare con gli altri.
Pensavo di aver superato certe cose invece mi stanno venendo mille complessi ultimamente, mi chiudo in me stessa, scruto il mondo con occhi stanchi e non parlo più, non faccio più niente.
Vorrei qualcuno che mi comprenda davvero e non mi tratti con superficialità, qualcuno a cui vada bene la mia vita così come è certi giorni: un disastro.
Ecco… G non mi capisce, sento proprio che apparteniamo a due mondi separati in questo periodo. E poi sta cosa che guarda le altre mi fa incazzare troppo. Perché fossi quasi quasi brutta..ma sono bella e si permette di farmi sentire una cretina in presenza di un’altra ragazza solo per attirare la sua attenzione e addirittura diventa rosso.
Vi sembra normale?? Che il ragazzo con cui sto diventa rosso in presenza di un’altra ragazza??? No. Mi ha fatto incazzare da morire quella sera. Tre volte rosso. Che modi sono. Io non divento rossa con gli altri ragazzi.
E’ superficiale, due minuti prima piange e poi dopo tutto bene. Mi sembra che viva in un mondo idilliaco, mi dice tante cose belle ma spero che le manterrà perché mai avrei accettato che la persona con cui sto assuma dei comportamenti del genere in presenza di altre persone. Poi dice che sono gelosa, sì lo sono e sono pure incazzatissima per tutto.

Punto.

 

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Oggi è blu.

Oggi è blu.

Blu come il cielo, come i viaggi che vorrei fare, come il profumo del mare,
come un telo di seta che si posa sui miei occhi stanchi.
Blu come la schiuma di un’onda di speranza che spazza via la stanchezza.
Blu come la pellicola lucida di un film che vorrei fosse la mia vita..blu come gli occhiali da sole che si chiudono come le tende di un teatro sulle mie lacrime.
Blu come il rossetto che colora tutti i baci non dati.
Blu come gli abbracci ed i baci, quelli veri e blu quando non sai più dove sono andati a finire.
Blu come quando i sentimenti cambiano e quando diventa complicato stare insieme.
Blu come la bici con il vento in faccia.
Blu come la bellezza e la musica, come i sogni e la voglia di cambiare.
Blu come le cuffie che mi portano in tutte le vite che non ho vissuto.

Blu..ma che ci faccio qui???

Blu..non so cosa sto succedendo. Allora niente penna nera oggi, solo blu perché mi dà speranza.

Blu come le parole, blu come le incomprensioni.
Blu come la lontananza e la diversità. Come i litigi e come le urla.
Blu quando mi arrabbio, blu come quando vorresti che una persona fosse con te, invece non c’è.
Blu quando vado troppo a fondo e mi faccio solo male. Blu quando non so come non farlo.

 

Il vero amore è una scelta

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Ieri sera volevo tanto scrivere ma non avevo la connessione.
Ultimamente non vanno tanto bene le cose con lui. Io ho sempre saputo che tra di noi ci sono delle grandi differenza e ne ho avuto sempre un po’ paura. All’inizio eravamo così innamorati e stavamo così bene che nessuno ci faceva caso, anzi mi sorprendevo a pensare che invece era più simile a me di quanto pensassi.
Non sono più la ragazza di due anni fa e questo ogni tanto mi manca. Lui mi ha cambiato sia in peggio che in meglio. Ieri sera in balia di un momento triste mi sono ricordata di come mi sentivo vuota prima che lo conoscessi, al fatto che non riuscivo a stare da sola o che mi venivano quei crampi alla pancia perché sentivo sempre che c’era qualcosa che mi mancava. Da quando sto con lui non mi succede più niente, sto bene anche da sola. Anzi.. qualche volta è un piacere stare da sola. Anche lui è il mio “Sunny side of the street”.. in problema è che ora, ogni tanto, diventa un po’ “cloudy” (scusate l’inglesismo).
Non ci capiamo, io dico A e lui capisce Z., e viceversa. Litighiamo spesso, sento che ci allontaniamo sempre di più.
L’altra volta su Facebook ho letto il seguente link:
Il vero amore è una scelta

In pratica in questo articolo si dice una cosa che ho capito solo da un po’ di tempo, grazie a lui. Che il vero amore non è quello di cui parlano alcuni film o che ci fanno credere. Viviamo in una società che vuole vivere l’amore “Completamente“. Cioè se ti piace qualcuno, diglielo; se ti vuole fare una scopata, fattela. Una società che ci insegna che va di moda portarsi una ragazza a letto ogni sera, che al primo abbozzo di problema in una relazione, si butta tra le braccia di un’altra persona.
Io penso che l’amore, quello duraturo, vada costruito passo dopo passo e giorno dopo giorno. Non tutta insieme, andando a letto al primo appuntamento.
Molto spesso nella nostra vita entrano persone travestite da Amore, ma non sono altro che Vigliaccheria, Falsità e Necessità. Non sono persone disposte ad amarci, è il nostro bisogno che le trasforma in tali. La persona che ti ama molto spesso ha delle caratteristiche che non prenderesti in considerazione: ti bacia bene..dolcemente, resta a letto con te dopo aver fatto l’amore, ti chiede sempre come stai, non si dimentica del tuo compleanno, ti regala cose dolci, ti dice cose dolci, parla del tuo futuro con te, non si scorda.

Io sono stata sempre innamorata di ragazzi “sporchi”: orecchini, musicisti, capelli arruffati, piercing, scrittori, poeti, artisti, “drogati!”. Persone che pensavo fossero belle perché mi parlavano di libri, di storie, ho avuto con loro alcuni dei baci più belli della mia vita..ma poi erano niente. Alla prima ragazza che li  cercava, io scomparivo, niente più messaggi..nulla. Mi lasciavano sempre tra la speranza e la rassegnazione.
Poi con Lui ho capito che non tutti erano così, che c’erano ancora ragazzi diversi ma molto spesso noi non li apprezziamo perché ci sembrano banali. Invece loro portano molta più poesia e felicità, nuove melodie.

Nonostante ciò l’anima gemella non esiste. Ognuno ha i suoi difetti ed i suoi pregi e l’unica cosa che possiamo fare per stare con qualcuno è levigarli a poco a poco. I litigi ci saranno sempre, ma devono diventare  litigi per cose vere, serie. E soprattutto non può esserci Gelosia, quella che rovinerà il mio rapporto se io non sarò in grado di abbatterla.

 

 

Le nostre spalle devono essere grandi e forti.

Mi chiedo che cosa stiamo aspettando.. ” che sia troppo tardi, madame”

Oggi mi riecheggia in mente questa frase di Baricco. Non è un periodo bellissimo della mia vita. Mi sto per laureare e non mi va. Anni a studiare per poi arrivare a cosa?? Nulla. Odio questo posto, mi sento in trappola. Mi sento come se in questi anni non avessi costruito niente, come se qui non mi appartenesse nulla. Forse ho sbagliato a concentrarmi troppo sull’amore.. il problema è che lui mi fa stare bene. Siccome quello che dai non sempre torna indietro allora ho deciso di fare solo quello che mi fa stare bene, anche se stare bene implica il fatto che passo molto tempo con lui. Non sono mai stata una persona molto socievole, dopo S e S non credo che potrò ritrovare altre amiche e sinceramente nemmeno mi interessa. Mi piace essere e sentirmi libera senza necessariamente dover fare qualcosa per qualcuno. Essere indipendente nella vita è una cosa non importante, fondamentale. Tanto alla fine se tutto va bene, ne resta uno come si deve, due..al massimo tre ma più di tre dita non posso fare veri amici. Tutti costruiamo le nostre fortezze qui..sulla Terra.. ma la vita non ci mette niente a spazzare via tutto. A privarti di ogni cosa.
Quindi pensate a ciò che vi stare bene, fregatevene di dire di sì questa sera a chi non vi sta simpatico. Imparate che bisogna sentirsi a proprio agio con le persone, che non con la forza si costruiscono i rapporti ma solo con tanta pazienza. Siate forti. Se vi sentite soli, fate un respiro, scrivete, ascoltate musica. Riflettete sul perché vi sentite soli e sappiate che una chiacchierata ogni tanto fa bene, potete parlare con tutti; ma che alla fine nessuno vi risolve i problemi. Che un abbraccio è fondamentale ma non sempre si può avere. Imparate a vedere le cose con nuovi occhi. Siate forti. Non siete soli in fondo. Per voi ci sarà sempre qualcuno, anche io ci potrei essere, che sono dietro questo pc.
Ho imparato che più che avere degli amici, noi abbiamo bisogno di essere ascoltati, di qualcuno che comprenda, che semplicemente si butti addosso tutta la nostra sofferenza o frustrazione. E poi la scacci via insieme alla sua. Insomma.. è così.
Quest’anno sto riflettendo su questa cosa perché in questo posto, lontano dal divertimento di qualche anno fa, la solitudine e la tristezza si sentono molto di più. Ma è una sfida, io la vedo in questo modo. Bisogna essere resilienti, bisogna imparare ad adattarsi ovunque e pensare che verranno situazioni migliori che noi accoglieremo a braccia aperte e, se verranno situazioni peggiori, allora sapremo come affrontarle. Ci vogliono spalle possenti per vivere, come dice la pubblicità di Head&Shoulders. Non possiamo permetterci di avere della forfora, qualcosa di sporco, qualcosa che non c’entra nulla. Le nostre spalle devono essere grandi e forti. Per riaccoglierci quando ricadremo. Se anche voi vi sentite così.. non siete i soli. Dovete prendervi cura della vostra anima e non permettere alla società e a nessuno di annientarvi.
Perché purtroppo le circostanze non si possono cambiare.. qualche volta per quanto la sete di cambiamento sia forte, per questioni burocratiche, economiche, familiari ecc..dobbiamo restare dove siamo; per tutto quel tempo non possiamo lamentarci,  ma rimboccarci le maniche e pensare che un giorno saremo ricompensati.
Le persone che ci vogliono davvero bene non le dobbiamo rincorrere,  vengono loro da noi.
Certo..ogni tanto bisogna andargli incontro ma non vi affannate nel farlo, perdete voi stessi nella corsa. Correte per voi e per i vostri sogni e per qualsiasi cosa voi vogliate fare.

Io ammiro tanto chi crede in Dio. E’ un’altra cosa sulla qualche sto riflettendo per diversi motivi. Comunque molto spesso partiamo prevenuti anche perché la Chiesa cattolica ci fa passare la voglia, ma Dio è un’altra cosa. Credere in Lui è avere qualcuno che ti pulisce le spalle e ti dice: non ti preoccupare, ci sono io. Un amico onnipotente e onnipresente. Tutta sta nel crederci, ma veramente. Anche se ciò richiede un cambiamento netto.

Insomma… così. Oggi mi sento abbastanza giù e avevo bisogno di ricordare a me stessa queste cose e ho deciso di condividerle con voi, qualsiasi persona ci sia dall’altra parte a leggere.

 

L’amore in fondo è un agglomerato di emozioni e di compromessi..

Vorrei dire a me stessa che tutto è come prima, che si raggiusterà.
Che saremo sempre felici come quel giorno alla piscina naturale dove tu mi facevi le foto dallo scoglio perché pensavi che non fossi in grado di fare il tutto a delfino; invece, io non solo lo sapevo fare, ma mi divertivo a farne cento di seguito pur di vedere la tua faccia così sorpresa di me in quel momento, che non poteva guardare nessun altra cosa se non me e il mare.
Vorrei dire a me stessa che i sogni che faccio la notte non sono veri, che tu non hai mai baciato ragazze più belle di me, che i tuoi occhi guardano solo me, che sei innamorato solo di me..ma sento che non è così. So che mi ami ma so anche che ci sarà sempre quella parte da “pavoncino” di te che non ci permetterà mai di stare bene insieme.

Io sono il tipo di donna che sa come far girare un uomo, ma lo faccio sempre con molta discrezione e in silenzio..soprattutto con la consapevolezza.
Tu sei il tipo di uomo che si gira e parla e ride..senza rendersi conto che c’è un limite alla confidenza. Come quando giocavamo insieme e io lasciavo un pezzo di cuore ovunque e tu non ti eri accorto di niente.

Vorrei dire a me stessa che riusciremo a risolvere i nostri problemi ma il tuo atteggiamento mi ha portato un po’ a disinnamorarmi di te e tu mi dici che sogni di baciare un’altra. Non siamo più noi, non siamo più quelli del primo bacio, delle risate, dei giochi. Siamo cambiati.

Tu sei stanco della mia gelosia e io sono stanca del tuo continuo rifiuto a cambiare. L’amore in fondo è un agglomerato di emozioni belle e di compromessi, senza di essi le storie finirebbero subito.
Il bello è che io scrivo questo ma penso ai tuoi occhi. Capisci??
Perché io, stupido, quando mi chiedi se ti amo..io mi caccerei il cuore dal petto per fartelo capire ma le parole non bastano più e in più il rancore prende il posto di tutto!
Ho cominciato ad avvalorare l’idea di un futuro senza di te, penso a come sarebbe lasciarci..penso che mi mancheresti come l’aria, ma penso che l’amore non può essere questo. L’amore dovrebbe migliorarci, tu hai detto che ti ho trasformato in un mostro..invece io da quando sto con te conto le smagliature e cerco le imperfezioni sulla mia pelle.

Io non ti voglio lasciare perché ti amo davvero. Davvero come dice Luca Carboni. Ma come posso fare se tu non sei disposto a cambiare???

AIUTAMI.

Diario di un amore: parte rabbia e delusione.

Sono all’università. Mi dimentico sempre di portami il diario dietro quindi mi sfogo qui su cose che probabilmente non interessano al resto del mondo.
Non ce la faccio più con G. Pensare a tutti i bei momenti che abbiamo passato insieme, alla volte in cui lo guardo così innamorata, ai problemi che abbiamo avuto all’inizio..penso a tutte queste cose e sarei curiosa di sapere quanti amori sono finiti per problemi così stupidi. Non per cose serie, ma per cose stupide. Capite???
Non perché è arrivato un uragano a rompere il puzzle, ma per la grinza che si è fatta all’angolo dell’ultimo pezzo ha fatto cadere tutto quanto: baci, abbracci, carezze, sorrisi, lacrime..tutto cade a pezzi.
E tu sei lì che guardi affondare tutto ma non sai come fare per rimettere le cose a posto perché vuoi un bene immenso a quella persona e non vorresti mai affondare sola, ma piuttosto affondare insieme.

Non come Titanic che lei vive e lui muore, ma come Filemone e Bauci che muoiono insieme e si fanno trasformare in un albero.

Come si fa? Sono tanto arrabbiata perché forse ha ragione chi dice che gli uomini non cambiano.

Cronache di vita: cap “n”

Questo capodanno non è che sia cominciato molto bene.
L’ho passato con G, a tutti i costi quest’anno lo volevo cominciare con lui..però non è sia stata una grande idea.
In realtà se fossimo stati noi due soli sulla Luna, forse sarebbe stato l’inizio dell’anno che io ho sempre desiderato..ma, ad un certo punto, in quella stanza dove io non conoscevo nessuno ma tutti sapevano qualcosa di me, in un mondo che non è mai stato mio, con gli sguardi della gente addosso..beh è stato molto pesante.
Una zavorra! Mi sono sentita così fuori luogo, fra poco mi si laceravano gli occhi per non piangere e lui non capiva. Non potevo nemmeno girarmi e guardalo, non potevo fare niente se non stare lì inerme ad ascoltare e assistere a situazioni che mai avrei pensato.

Anche solo trovarsi nella stessa stanza con la persona per cui un anno prima il tuo ragazzo ti aveva quasi lasciato dicendoti: “Non sono mai stato innamorato di nessun altra come di lei”.
Ritrovarsi in quella stanza con G che si gira a guardarla, con nessuno dalla mia parte perché io non credo nelle stesse cose degli altri..beh non ve lo auguro.
Ma io mi chiedo: come hai fatto?? Come hai fatto a dirmi quelle cose quella sera. Ed io come una scema che quando sei tornato ti ho accolto come se fossi un bambino. Credendo di poterti perdonare subito..povera illusa!
Non si perdona così facilmente chi ti ha fatto piangere (anche più di una volta) e che ti ha lasciato così, tra due cieli.
Quelle parole mi risuonano adesso in testa e piccoli aghi punzecchiano il mio cervello con tutte le cose che avete in comune, con il modo in cui la guardi, ed anche se non la guardassi per me sarebbe uguale.
Farmi del male vedendo le sue foto…come ti è passato in mente. Io non lo so. Quanta pazienza l’amore!
Sei lì che un minuto prima sei sull’altalena più alta del mondo a girovagare tra le nuvole di un futuro soffice e caldo e un minuto dopo sei in un pozzo profondo dove ti senti sola ed incompresa. Dove vorresti solo prenotare volo solo andata. No ritorno. No tristezza.
Certe volte vorrei abbracciarlo e stare così per sempre, certe volte vorrei scappare e faccio finta che lui non esista.

Insomma..non è stato un inizio così strepitoso, ma il libro non si giudica dalla copertina!!

BUON ANNO A TUTTI!

Venti anni e ventuno casini da sistemare

Dunque…che dire della mia vita in questo momento?
Venti anni e molti altri da recuperare.
Venti casini al giorno e molti altri da inventare.

Son successe e stanno accadendo veramente tante/troppe cose. Ho incontrato molte persone, se ne sono andate tutte. Ognuna mi ha lasciato qualcosa, anche se L. è colui che mi ha cambiata di più.
L. è una persona di quelle che incontri una volta nella vita ma non sono riuscita a capirlo. Avrei voluto farlo, avrei voluto aiutarlo ma.. ho avuto paura. Paura perché so che mi potrebbe spezzare il cuore e, al momento, il mio istinto da crocerossina lo dovrei riservare solo per la mia vita..considerato che dire che ho il caos in testa è come dire: “Oggi ho mangiato per pranzo la pasta asciutta”.
Ed è brutto dover lasciare stare una persona che ti piace così tanto perché ormai sai come andrà a finire.

Sono un uragano. Ecco.. questa è la parola giusta!!
Un uragano di follia, di rispostine acide, di abbracci e lacrime improvvise, di sfide, di sguardi, di “lasciatemi in pace, per favore”.
Lasciatemi in pace. Non cercatemi, non guardatemi, non snobbatemi se avete fatto l’amore con me la sera prima, non usate parole che bucano il cuore, non cercate di capirmi, non non non non…
Non so più che pensare. Solo che sono stanca di lasciare pezzi di cuore a tutti, di fare la cosa giusta, di preoccuparmi sempre di come si sentono gli altri e mai di come stia io veramente.
Vorrei solo un amico. Qualcuno di nuovo con cui passare il tempo, senza dovermi preoccupare se sono abbastanza. Senza dovermi preoccupare di essere una delle tante o di essere la me stessa sbagliata, quella che risponde, che grida, che ti manda a quel paese, che ti lascia da sola.
E’ così che vanno le cose in questo momento.
Sto male.. sto male perché i problemi in famiglia ti annientano, ti distruggono. Mi sento come un pesce dentro un acquario… un acquario bello però sempre con dei confini.
Mi sembra davvero di impazzire. Vorrei solo spegnere il cervello. Non pensare a tutte queste cose, smettere di farmi milleeuno problemi su come sono fatta, se sono sbagliata, se sono più brutta o più bella di quelle ragazze con lo shatush, il loro tacco universitario e il loro modo di portare la borsa “a mo’ di cazzotto”; o di quelle con il piercing che vorrei, ma che han tutte. Boh, sembriamo uscite da una fotocopiatrice. Come quelle delle copisterie che stampano così tanti fogli in un minuto che non capisci più nulla.
Le mie insicurezze stanno uscendo fuori una ad una e non riesco a gestirle. Perché??
Perché negli ultimi due anni ho lasciato un pezzo di me a tutti e io mi sono ritrovata sola, indifesa e stanca. Ho dato agli altri senza pensare che c’ero pure io. Perché non sono belli e bravi e perfetti sono gli altri, ma lo sono anche io. E mi viene da piangere pure adesso che lo scrivo perché ho voluto davvero bene a persone che non si sono fatte il minimo problema a scomparire e dimenticarsi di tutto. Anche io ho fatto del male, però me lo concedo. Me lo concedo perché in venti anni non ho fatto male ad una mosca, mentre a me arrivano e mi spiaccicano come le zanzare d’estate. Scusate la metafora, ma rende abbastanza il concetto.
Non mi va più.. voglio stare in pace ed essere innamorata e affascinata da me stessa così come lo sono con gli altri!
Devo ricordarmi che per ogni persona che perdo, lei perde me.

Cronache di vita.

Ultimamente son successe un po’ di cose. Innanzitutto mi stanno tornando gli attacchi di panico che prendevo l’anno scorso e questo non mi aiuta affatto a vivere serenamente l’università e decidere cosa fare l’anno prossimo.
Ho litigato con le mie amiche a causa del mia incostanza caratteriale e loro mi hanno propinato una serie di motivi per cui io dovrei cambiare..inutile dire che hanno ragione. Loro dicono che io penso troppo e, così facendo, rovino anche le cose più belle ..perché tendo sempre a mettere i puntini sulle i, a rimuginare su tutto quello che mi succede e mi pongo troppe domande che non hanno risposte sicure.
Domenica, per fuggire dalla monotonia e dalla tristezza ho deciso di chiedere di uscire a Iacopo, un ragazzo che avevo conosciuto mentre studiavo all’università. Sono uscita tre volte con lui e sono stata davvero bene. Come tutte le cose della mia vita però, anche questa è stata un fuoco d’artificio, nel senso che è cominciata e finita (forse non del tutto, ma quasi).
Stare con Iacopo mi ha fatto davvero bene. Non mi sentivo così “donna” da molto tempo e lui mi ha aperto la mente riguardo tante cose. E’ davvero una bella persona e, per una volta, ho conosciuto un ragazzo che non si avvicina all’ideale di “stronzo forte” che mi scelgo solitamente.
Infatti mi sono pure resa conto che tutte le ferite del passato mi hanno resa molto insicura e molto infida e, così facendo, allontano tutti da me. Credevo che fossi uscita dalla famosa bolla di sapone del liceo, ma forse la situazione è solo peggiorata, perché fino a quando non sono stata con lui, mi è sembrato di essere completamente morta.
Adesso mi mancano già i baci, gli abbracci, gli sguardi, i sorrisi, i sospiri, l’imbarazzo…
E’ che io mi son fatta male troppe volte e adesso non riesco più a lanciarmi come prima. Ed ogni avvenimento mi tocca sin nel profondo, che sia un bacio, un sorriso, una carezza. Mi rimane tutto addosso.

Sono avida di amore. Ne ho bisogno, perché ho tanti pezzi di cuore che devono essere rimessi insieme nel modo giusto e da sola non faccio altro che metterli in subbuglio sempre di più e costruirci intorno un muro di bugie e paure. Solo che tutte le mie storie son così: fugaci. Scappano tutti e io non riesco a capire il perché nessuno resti. Ho paura che sia io il problema. Davvero…però, a parte per i miei sbalzi di umore e la mia personalità un po’ ambigua, sono una persona molto semplice e rendermi felice è la cosa più facile del mondo. Ho iniziato a pensare davvero che sia io il problema. Questo mi distrugge perché adesso sono stanca di stare da sola e, dopo che mi sono risvegliata un po’, desidero qualcuno al mio fianco.
Me lo merito perché ho sofferto troppo. Ho bisogno di condividere le mie esperienze con qualcuno, così magari pian piano andranno via..e potrò ricominciare ad ascoltare certe canzoni e ad essere serena. Una catarsi in comunione.

Il dolore ti cambia, si impossessa di te, ti trasforma.
E, nonostante dal dolore possiamo imparare molto e crescere, le ferite che ti lascia ti segnano e tu non puoi farci niente.
Puoi nasconderle ma prima o poi ricominciano a sanguinare. E fanno male. Tanto, troppo.
Sono stanca di essere triste.

Voler un fiore e dover attraversare l’inferno.

Sto immaginando un bombardamento durante una guerra. C’è una piazza piena di gente (normale) e un bambino al centro, in un posto dove mai penseresti che l’avrebbero preso.
Qualcuno da un aereo lascia cadere una bomba e quella va a finire proprio lì. Proprio nel pezzo delle collana dove le perle cadono tutte insieme e non c’è verso di rimetterle a posto.
E’ così che fa la vita. Potrebbe impossessarsi di tanti pensieri di cui non ti interessa molto, invece sceglie sempre i migliori.
Sceglie sempre di intrufolarsi in quelle piccole grinze dove sono nascoste le cose più importanti e più belle.
Questo mi fa diventare pazza. Perché è una cosa ingiusta, troppo! Soprattutto quando sembra toglierti e non regalarti mai niente.
Come quando scegli di crederci e poi ti toglie la terra sotto i piedi e tu cadi in un vortice dal quale non si risale più.
E continua, continua a tartassarti, come se stesse lì ad infliggere un coltello dentro una piaga che già sanguina di suo.
Fa male, molto male.
E a me viene voglia di sdraiarmi sul letto, chiudere gli occhi, dormire e mandare tutto a fanculo.
Non combattere più, non alzarmi più. Smetterla di essere forte e coraggiosa e lasciarmi andare. Perché?
Perché nella vita di tutti c’è qualcosa di bello e a me, ultimamente, non fa altro che addossarmi paure e colpe e sensi di tristezza infiniti. Brutte notizie a palate ed il bello è che ho paura anche a sfogarmi, perché non è lecito nemmeno più gridare.
Non posso gridare: io lo faccio e lei mi punisce. Come se volesse costringermi ad un voto di silenzio e di paura.
E io continuo a gridare, ma alcune volte proprio non ce la faccio. Tipo oggi, tipo adesso.
Perché ogni volta che devo fare una cosa, devo combattere contro mille altre? Non basta vivere? Non basta combattere?
Voler un fiore e dover attraversare l’inferno.
Ecco. Io sono stanca e vorrei che la vita la smettesse di toccare le cose più importanti e che mi lasciasse in pace per un momento, che mi regalasse quell’attimo di bellezza fugace per farmi tornare a sorridere e a credere in qualcosa, ad alzare le mani al cielo e correre..e non, invece, abbassarle e farmi venire la gobba perché stanno diventando troppo pesanti.
Nemmeno un uragano, mi basterebbe una giornata di sole.
Comunque al caos o ti ci opponi o ci danzi insieme. Io proverò a danzarci…vedremo come va a finire.