Il solista: angeli e funamboli

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Voto: 7/10

Stasera vi parlo di un film che ho appena finito di vedere.

Forse in tutti questi anni non ho mai raccontato di quanto io ami il cinema. Lo amo.
Amo le storie le raccontano, la bellezza dei personaggi, il modo in cui li vestono, le musiche che fanno da sfondo, i primi piani degli occhi e del viso..mi piace il cinema perché mi trasmette un’idea di realtà diversa da quella che vivo tutti i giorni ma, in fondo, uguale.

Il film di cui vi voglio parlare oggi è “Il solista” di Joe Wright, lo stesso regista di Orgoglio e Pregiudizio (per chi lo avesse visto).
E’ un film che parla di un musicista palesemente schizofrenico che suona in modo egregio violoncello e violino, uno di quelli che ha la musica nel sangue.
Non vi racconto tutta la storia ma cito solo una frase che viene detta alla fine:
“Un anno fa ho conosciuto un uomo che è caduto in disgrazia e ho creduto di poterlo aiutare ma non so se ci sono riuscito. Il mio amico non vive più in strada, ha una casa, ha un letto ma il suo stato mentale e il suo benessere sono precari come il giorno in cui ci siamo conosciuti. [..] Ci sono scienziati che dicono che essere amico di qualcuno fa cambiare la chimica del cervello, migliorare l’interazione col mondo. [..] Posso dire che   vedere il coraggio del sign. Ayers, la sua umiltà, la sua fiducia nella forza della sua arte, mi ha insegnato la dignità di essere fedeli a ciò che si crede, a non rinunciarvi mai e soprattutto a credere, senza il minimo dubbio, che ci permetterà di sopravvivere.”

Questo film mi ha lasciato sensazioni particolari e diverse. Mi ha fatto pensare alla fragilità e alla debolezza del genere umano, a quanto cerchiamo di essere forti ma spesso c’è sempre qualcosa più forte di noi.
A quanto ci inganniamo (o forse no) di pensare che andrà tutto bene, che ci stiamo integrando perfettamente, che in fondo la società non è così male e che i compromessi che raggiungiamo ogni giorno ci porteranno a scoprire la verità o ad illuderci che saremo felici. Mettiamo pietre sui comportamenti sbagliati delle persone, sui nostri, sulle notizie che sentiamo in tv, alla radio, sui giornali, mettiamo pietre sulla dignità dell’uomo ogni giorno attraverso bombe, nudi, porno, guerra, sangue, malattie, violenza, droghe, infelicità.
Non so dove tutto ciò ci condurrà.. sembriamo degli angeli come Lucifero. E allora mi viene da pensare davvero che solo coloro che sono matti sono riusciti a carpire il senso vero della vita e del mondo. Noi non siamo abbastanza puri da poterlo fare, ci raccontiamo troppe balle.

Ma non è anche questa poesia?? La nostra continua illusione finché questa diverrà davvero la realtà perché alla fine, l’importante è crederci fino in fondo..di qualsiasi cosi si tratti.
Siamo angeli e funamboli.

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La persona che vorrei.

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Avete presente il film “Venuto al mondo”, tratto dall’omonimo libro??
Non ho voglia di parlarvi del film in generale, ma di un personaggio che rappresenta, in parte, il tipo di persona con cui vorrei passare la mia vita. E’ Diego, il personaggio interpretato (meravigliosamente) da Emile Hirsch! In particolare, c’è questo ritratto in cui lui fotografa Penelope Cruz e la guarda in un modo assolutamente disarmante.
Io voglio un uomo che mi scatti una fotografia nello stesso modo, che mi faccia ballare e cantare e sentire viva ogni secondo. Voglio una persona che non si vergogni di quello che è, che urli in mezzo ad una folla e mi prenda per mano per correre senza meta. Qualcuno che mi sorprenda ogni secondo, che non sia scontato e banale, ma sia pronto ad assorbire ogni cosa che c’è nel mondo, senza schemi mentali o pregiudizi.
Voglio qualcuno che non si chieda come sono fatta o perché sono fatta così, ma che mi lasci libera di essere e mi accetti così come sono. Perché farsi delle domande su di me è inutile e deludente.
Voglio qualcuno che porti via questo dolore, questo sentirmi inadatta ogni secondo della mia vita, perché ancora sono qui a chiedermi quello che voglio, mentre altri hanno già raggiunto metà del loro obiettivo.
Voglio qualcuno che non mi faccia sentire il peso delle cose, ma che mi faccia volare e librare nel cielo come una piuma scossa da un uragano. Anzi voglio un uomo che sia come un uragano..che mi sradichi dalle mie radici pesanti e mi metta un paio di ali per volare e viaggiare e sentirmi finalmente felice. Che ogni volta che mi bacia, mi fa sentire sua e di nessun altro. E’ così che vorrei che fosse la persona che (forse) un giorno avrò di fianco. Un uragano, un maremoto di freschezza e novità, per guardare il mondo da una nuova prospettiva, non sempre sola, non sempre arrabbiata.