Senza via di scampo.

Va bene che è domenica pomeriggio. Va bene che piove. Va bene che domani dovrà ricominciare tutto. Va bene che nel mondo ci sono circa sette miliardi di persone  e son quasi tutte diverse…ma io che ci sto a fare qui?
Tutti sanno quello che sono, quello che vogliono. Tutti sono sicuri che quando cadono, poi si rialzano. Tutti sanno che ne vale la pena.
Tutti sanno che sotto un determinato vestito, ci vogliono determinate scarpe e tutti sanno discriminare il bello ed il brutto, il vero dal falso.
Io no. Io non ho punti fermi. Ho solo tanti puntini, parentesi aperte, virgole qualche volte, e una quantità tremenda di punti interrogativi.
Se qualcuno mi chiedesse “Se muori domani, che fa?”..io risponderei “Niente.”
In fondo perché restare così attaccati alla vita se non ne abbiamo motivo? Io non ho un motivo per alzarmi e combattere. Perché lo faccio da molto tempo e mi sono stancata. Uno pensa che prima o poi sarà felice o almeno avrà un motivo per fare qualcosa! Invece no! Perché non mi importa più di nulla, non c’è nessuno, non c’è niente.
Il mio mondo è orizzontale, capite? Non ha confini, non ha vertici di miglioramento. Non è verticale, non tende verso uno scopo.
Non c’è tensione, non c’è movimento, perché non c’è uno scopo, un sogno, qualcosa da conquistare!
Riuscirò mai a capire quello che voglio veramente? Perché badate.. non è una scelta che si può fare razionalmente..perché io ci penso, ma non trovo niente che mi soddisfi, per il quale valga la pena alzarsi la mattina e sfoggiare gli artigli!
Piatto. Piatto come un lenzuolo di seta accarezzato e travolto dalla brezza di un mare che distrugge nella sua tranquillità, nella sua purezza. Sono in un vortice di seta, di lino, di qualcosa di impalpabile, quasi inesistente, ma così forte e così potente da travolgermi interamente. Senza via di scampo.

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